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Lì dietro c’è la Stazione Termini

Sì, li dietro c’è la stazione Termini. C’è lo scalo ferroviario più importante del Paese. C’è un monumento al razionalismo (ue ma l’attuale amministrazione non era per il razionalismo?), c’è uno dei terminal trasportistici più poderosi d’Europa. Già, peccato che di fuori ci sia una favela indicibile.
Non la facciamo tanto lunga perché il nostro parere – e anche il vostro – sul commercio ambulante che diffonde le sue metastasi maligne in tutta la città  lo conoscete già. Diciamo invece un’altra cosa. E facciamo un ragionamento squisitamente politico: questa consiliatura è in fase calante. Mancano oltre due anni, è vero, ma la pochezza dell’omuncolo strabico del Campidoglio non lascia spazio ad alcuna speranza riformatrice per i problemi veri della città. Non lascia spazio a nessuna possibilità di riscatto per il decoro e la dignità di un sistema urbano che, unico al mondo, è umiliato da decine di migliaia di pseudo autorizzazioni a banchetti, camion bar, bancherelle, baracchette e quant’altro.
Ebbene cosa possiamo fare, noi cittadini? Come ci possiamo porre? Ci possiamo porre, ad esempio, come coloro che non daranno alcun ascolto ed alcun credito, in occasione delle prossime elezioni, a quello schieramento politico che non avrà nel proprio programma elettorale un radicale (ra-di-ca-le!) ripensamento di questa tipologia di commercio. Ci state?

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categoria: articoli

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Commenti (3)

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  1. max44 says:

    Certo che si ,ma dopo però chi manterrà le promesse se anche un sindaco di destra(che purtroppo ho votato)non è riuscito a fare nulla.Se potete leggete l’articolo di Libero del 6/2 stanno in un altro mondo.

  2. Lucio says:

    Ah ho capito perchè hanno allargato i marciapiedi… Per metterci più bancarelle!

  3. Max says:

    Impietoso il confronto con Milano. Neppure la periferia di Roma fa tanto schifo.
    Se ci fosse ancora Nerone lo voterei.

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