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Basile e la delusione della nuova Atac

Le prime mosse di Basile, uomo messo lì a tappare le enormi falle che gli scagnozzi del sindaco avevano creato nell’Atac facendone il limone da spremere sull’altare di Parentopoli, ci erano piaciute. Fintanto che, la settimana scorsa, non ha goffamente presentato il piano industriale 2011-2015 dell’azienda. Ci sta di tutto fuorché quello che servirebbe a far diventare Atac una vera azienda leader del trasporto urbano, moderna e rispettata. Manca, insomma, quello che può rendere davvero sexy il trasporto pubblico. Innanzitutto la velocità.
Niente nuove corsie preferenziali (e oggi sono meno del 5% del totale delle linee, una presa per i fondelli!); niente controllo dei biglietti a bordo salvo qualche linea dove sarà previsto, udite udite, un bigliettaio, retaggio patetico degli anni Sessanta e Settanta che risulta essere una spesa più che un baluardo contro gli abusivi. Come mai in tutta Europa i biglietti li controllano i conducenti? Sono strani loro?
Nessuna politica sul rispetto delle fermate, ad oggi nel 90% ingombre di sosta selvaggia. Nessuna politica per ridurre l’aberrante sistema delle riduzioni: ma lo sapete che gli autobus sono a tariffa super-ridotta per gli ultra 65enni, ovvero per quella classe di cittadini che, salvo eccezioni, hanno soldi, risparmi, immobili e laute pensioni? Un precario da 550 euro al mese paga tutto il suo abbonamento, un pensionato magari ex dirigente pubblico da 3000 euro di pensione viaggia a scrocco. E così per mille altre categorie con riduzioni che andrebbero immediatamente eliminate.
Insomma, povera Atac: ci vorrebbe così poco a sistemarla, e invece la volontà politica vuole tenerla in queste condizioni. Per una azione manageriale seria toccherà aspettare il 2015 e il prossimo piano industriale?

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Commenti (7)

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  1. Anonymous says:

    Breaking News: gira su facebook un video di uno che si masturba sulla metro A (si sente chiaramente “prossima fermata Colli Albani”)

    http://www.youtube.com/watch?v=usP9vOJD96A

  2. In Europa i biglietti li controllano i conducenti perché non esiste più la sosta di superficie e gli autobus possono sostare nella fermata senza dover temere sosta selvaggia anche parecchio tempo…A Roma invece, appena l’autobus si ferma (impossibilitato ad accostare alla banchina), scatta la corsa al sorpasso (rigorosamente contromano nelle strade a 2 corsie).

    Quando (e se) risolveremo il problema delle auto potremo pensare al controllo biglietti a bordo.

  3. Paolo says:

    Basterebbe una penisola in corrispondenza di ogni fermata a livello del marciapiede. Queste penisole, modulari per poter essere facilmente collocate ed eventualmente spostate in caso di cambi di fermata, possono essere munite di corrimano e permettono il normale deflusso delle acque. Sono presenti in varie città europee e permettono un facile accesso dei passeggeri agli autobus.

  4. Radical says:

    Ma davvero è così difficile portare avanti queste piccole rivoluzioni? la soluzione di Paolo mi sembra ottima.

  5. Max says:

    Il trasporto pubblico è ancora “sexy”: non mi risulta che la cubista sia stata licenziata.

  6. Radical says:

    chio sa… magari con tutti quei palli all’interno degli autobus è stata assunta per ballara la lapdance…

  7. Perego says:

    La soluzione delle penisole è ottima e nelle pochissime fermate dove è stata applicata funziona.

    Putroppo da una giunta che toglie le protezioni alle corsie preferenziali e che assume selvaggiamente parenti e amici all’Atac non mi aspetto nessun interesse nel miglioramento del servizio.

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