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Tavolini all’aperto. Non vi permettete di rendere la città più brutta, togliendoli

Lettera ai consiglieri del Primo Municipio sul consiglio di oggi, dedicato alle occupazioni di suolo pubblico.

Cari Consiglieri del I Municipio,
Oggi siete chiamati a decidere se rendere il nostro territorio un’area europea, civile, attenta alle esigenze dell’economia e del turismo, oppure se ridurre ulteriormente il Centro Storico della capitale d’Italia in un’enorme garage a cielo aperto come chiedono alcuni comitati e coordinamenti.
Ci teniamo a sottolinearvi che i tavolini all’aperto esistono in tutto il mondo (mai stati a Parigi…?) mentre le automobili in sosta selvaggia esistono solo da noi. Se finalmente vi è una maggiore sensibilità per far rispettare il Codice della Strada cosa si aspetta a liberare le strade dalle vergogna delle lamiere? Un tavolino all’aperto genera gettito fiscale, tasse pagate dai commercianti (sebbene non tutti), produce posti di lavoro, soddisfa e fa ritornare i turisti. Una macchina parcheggiata a Via della Pace o a Piazza Farnese quale reddito produce? E proprio a Via della Pace, a danno del famoso Bar della Pace, è successo questo: si è intimato all’esercizio di togliere alcuni tavolini, oggi al loro posto ci sono due auto in sosta selvaggia, fisse e naturalmente impunite.
A Firenze, proprio in questi giorni, il bravo sindaco Renzi sta affrontando il problema dei dehors dei bar e dei ristoranti del centro (a Firenze la chiamano area Unesco). Cosa stanno facendo nel capolugo toscano? Forse togliendo le occupazioni di suolo pubblico? Niente affatto: hanno fatto un concorso per trovare una forma, una estetica, un design condiviso per i dehors e tutti gli esercizi saranno obbligati a conformarsi.
In questo momento in una città come la nostra togliere un tavolino significa fare posto ad una macchina in divieto di sosta. Significa togliere uno strumento di sviluppo e di ricchezza e aumentare la bruttezza, l’inquinamento (visivo e non solo), la vergogna di un centro storico (la nostra area Unesco) ridotto ad autorimessa. Ci sono dozzine di piazze, nel Primo Municipio, dove degli amministratori di qualità come voi sono chiamati a fare l’operazione semplicemente inversa: togliere le auto e fare posto alla pedonalità, al passeggio e ovviamente anche ai tavolini. Basta farsi una passeggiata per rendersene conto. Nel frattempo che abbiate tempo di farla, vi chiediamo di non prendervi la responsabilità di rendere la città più brutta. Non ve lo potete permettere. Non vi potete permettere di deprimere il territorio, non vi potete permettere di aumentarne la disoccupazione, non vi potete permettere di renderlo inospitale ai turisti, non vi potete permettere di diminuire il gettito per l’erario (piuttosto si aumentino le tasse per le OSP, oggi troppo basse).
Concentrate le vostre energie nella riqualificazione delle nostre strade (sul modello di Via del Monte di Farina, di Via di Torre Argentina, di Via degli Specchi, di Via Angelo Brunetti, che nel corso dello scorso anno sono diventate strade civili), non nel ritorno su queste della sosta selvaggia.

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Commenti (1)

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  1. francesca says:

    ritengo questa lettera condivisibile nei contenuti. Preferisco tavolini che offrono un servizio ai romani e ai turisti, invitano all’incontro e alla relazione umana, piuttosto che auto parcheggiate. Perché questo puntualmente succede, togli un tavolino arriva un’auto.

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