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Neanche in tempo di guerra

Capita in una città europea nell’anno del signore 2011 che in una zona centralissima, tra due enormi attrattori di turismo quali sanno essere due grandi aree basilicali si svolga con cadenza varia un mercatino dell’usato che non avrebbe clientela potenziale neppure nelle profondissime periferie di Kiev.
Capita che questa città sia Roma e che questo mercatino si svolga –a infinito nocumento delle aiuole e del sistema di irrigazione che (le prime scomparse, il secondo completamente divelto)- tra San Giovanni in Laterano e Santa Croce in Gerusalemme due tra le più importanti chiese del pianeta terra. Presso un parco realizzato per il 2000, lungo le Mura.
Una serie di pezzenti straccioni o semplicemente di furfanti e manigoldi si assiepa ogni mattina in questo luogo. Tirano fuori ciò che il giorno prima sono riusciti a rubacchiare, ciò che hanno trovato nei cassonetti dell’immondizia. Una scarpa, una cornetta di un telefono, un giocattolo scassato. Tutto, rigorosamente, molto molto puzzolente. La vigilanza non c’è, se non saltuariamente, il controllo non c’è, se non saltuariamente. Piazzare una vigilanza pubblica, fissa, che salvaguardi questo grande e frequentatissimo parco lungo le Mura Aureliane è considerato “fascista”. Limitazione alle libertà personali, laddove per “libertà” si intende, ovvio, anche la libertà di delinquere, di generare degrado, di vendere abusivamente.
Ma, comunque, se c’è da dare la colpa a qualcuno e se bisogna scegliere tra gettare la croce su chi vende e su chi compra, indovinate un po’ voi da qualche parte perderebbe la nostra bilancia?

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categoria: articoli

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Commenti (23)

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  1. anonimo says:

    La stessa cosa capita nel viale che unisce la tangenziale olimpica alla via Appia. Di mattina, alle 7.30, zingari e disperati sono già lì a vendere merce immonda, per lo più rubata. Una volta ho assistito ad una scena da riportare, una zingara aveva messo la sua merce persino sulla via Appia stessa, perché non c’era più posto, stava praticamente in mezzo alla strada, quindi un vigile urbano perse la pazienza e cominciò a prendere a calci la merce della zingara, che cacciò via (perchè stava in posizione pericolosissima per se e per altri). Un vero schifo, solo a Roma si può vedere una cosa così, forse solo ad Haiti si può vedere qualcosa di simile.

  2. Anonymous says:

    ISTALLATO STANOTTE (!!!) 13 GENNAIO 2010 NUOVO CARTELLONE DELLA “CBS” SU VIA CRISTOFORO COLOMBO ALTEZZA CIVICO 185 DIREZIONE CENTRO (poco prima di Via Cesare Federici- davanti “Bang e Oluffsen” e “Centro Veterinario). HA CORNICE VERDE ED E’ FRESCO FRESCO EFFETTO RIVERBERANTE IL SOLE.

    Mc Daemon

  3. Gino says:

    Vai alla Stazione Termini, a tutte le ore del giorno e della notte c’è questo mercato.

    Circondato dal seguente spettacolo:

    -tassinari che urlano per spartirsi i clienti, e insultano gli stranieri quando non vogliono farsi fregare
    -i cinque chioschi di tredicine che diffondono odore di gatto bruciato e di topo morto ovunque
    -cumuli di monnezza a tutti gli angoli, e il puzzo di piscio degli abitanti della zona (in compenso non ci sono più i manifesti della Arcuri)
    -sosta selvaggia in tutti i lati della piazza.

    Piazza dei Cinquecento è tornata quella che era 20 anni fa, un cesso a cielo aperto. Ringrazio il sindaco antidegrado che purtroppo ho eletto.

  4. Livia says:

    Anonimo delle 9,30, intendi viale Castrense? Confermo, è uno schifo anche là: 2 anni fa si sono rubati il citofono (CITOFONO!) del cancello della scuola che lì affaccia; sempre da 2 anni porto mio figlio alla stessa scuola col motorino perché i monnezzari occcupavano tutto il marciapiede e lui aveva paura.
    Vi risparmio cosa hanno fatto ai miei veicoli su viale Carlo Felice. E la municipale si limita a percorrere il vialetto interno dei giardini con la macchina e talvolta a parcheggiarla vicino all’edicola!!!

  5. anonimo says:

    Si Livia, via Castrense, non mi ricordavo il nome della via, ma è proprio quella.

  6. Andrea2001 says:

    Il nodo del problema è che i romani comprano da questi ladri-mafiosi-zingari, è evidente quindi che al tipico romano (cafone, sporco ed arrogante) questi criminali non dànno alcun fastidio. Allora perché toglierli se il popolo è contento?

    La domanda è una provocazione ovviamente, io troverei mille motivi per toglierli, ma siamo sicuri che il romano medio li voglia togliere?

  7. Anonymous says:

    Andrea2001, capisco la tua provocazione, ma l’amministratore non dovrebbe porsi la domanda: il ‘romano vuole o non vuole’, ma ‘è legale o illegale’? Se è illegale vendere merce rubata per la strada un buon amministratore dovrebbe impedirlo e basta. Nel caso specifico sospetto che la polizia municipale abbia pesanti responsabilità

  8. Pino says:

    Il discorso che la gente li vuole è sbagliato. allora vendiamo le macchine rubate in mezzo alla strada perchè ci sarebbe un mercato? No di certo.

    Questi mercati sono illegali e anche se ci sono i disperati che ci comprano, non credo che nessuno farebbe barricate per difenderli.

  9. Les says:

    “non credo che nessuno farebbe barricate per difenderli.” ?!

    MAGARI.

    Qui a Roma il commercio con i lenzuoli per terra è giudicato una cosa caritatevole perché “pure loro c’hanno da campà” senza contare che la merce gli è consegnata dalla mala organizzata e loro guadagnano il 10% di quello che vendono. E la gente dice “mejo de niente”, ma de che? Se tutti quelli che lavorano ai banchetti abusivi venissero assunti per lavori di manutenzione urbana, che questa città ne ha bisogno, si eliminerebbero due problemi in una volta: i lenzuoli con le borse finte e il caporalato mafioso degli extracomunitari. In più, la città sarebbe più pulita e gli immigrati farebbero un lavoro legale sentendosi parte della comunità.

    Ma ai romani non gliene frega niente dei lenzuoli per terra e dei mafiosi che ci stanno dietro, a loro je ‘nteressa comprà er dvd pirata e l’occhiali paa regazzetta.

    E le bancarelle sono pure un caposaldo di questa città, se provi a dire a qualcuno che sono troppe e andrebbero limitate, o ti danno del fascista o ti mettono le mani addosso.

    Ricordiamo che bancarelle così numerose, invadenti e di cattiva qualità ci sono SOLO A ROMA ed è evidente che ormai creano degrado visivo ed economico.

    Eppure quelli di sinistra le difendono perché “so’ popolari e contro le multinazionali” e quelli di destra perché “ce stanno da sempre e poi vedi d’annattene”.

    La politica romana è connivente con i bancarellari e così pure i vigili che non fanno le multe ai furgoni in doppia fila o sui marciapiedi.

    Ai romani, insomma, piace il commercio abusivo e la sosta vietata e finché la politica sarà schierata con i bancarellari, non cambierà nulla.

  10. Massimiliano Tonelli says:

    Wow Les, the best comment of the week!!!
    Ciononostante non sono così d’accordo. Il cattivo gusto non è colpa dei romani in se. O meglio, non solo. L’uomo, specie l’homo italicus, è l’animale più adattabile del mondo. Non siamo rigidi come tedeschi o schifiltosi come francesi e questo è -anche- un pregio. Ciò significa che i romani difendono il brutto perché è il loro piccolo mondo, è lì che sono cresciuti ed è quello ciò che li rassicura. Ma non significa che amano il brutto, lo dimostra il fatto che un burino romano in trasferta a Monaco sarebbe capace di tenersi in mano un mozzicone di sigaretta per quaranta minuti prima di trovare un secchio, piuttosto che insozzare a terra.
    Se fai vivere un popolo come il nostro, che ne ha viste di tutti i colori, più di ogni altro, in 3000 anni e che dunque ha l’invasione e l’adattabilità nel proprio cromosoma, nel brutto, quel popolo difenderà il suo brutto. Se lo fai vivere nel bello, questo popolo diverrà il primo difensore orgoglioso del bello.
    Il popolo è il popolo. C’è stata la sfiga di non avere avuto mai dei leader che lo orientassero verso il bene, il bello e il giusto. E il legale!

  11. Les says:

    Se il romano si comporta bene in Germania è perché ha paura del giudizio degli altri e di prendere la multa. Tutto quello che non c’è da noi, il giudizio negativo se sporchi la strada e la multa quando butti la sigaretta per terra.

    Se al romano domandi “perché in Germania le strade sono pulite” lui risponde “perché so’ riggidi” e tu gli dici “a Roma è possibile tenere così pulito?” e lui risponde “no, impossibile, noi semo più sbracati”.

    Poi ritorna a Roma e si comporta da incivile come gli altri perché ha paura del giudizio dei romani incivili e che qualcuno je mena.

    E’ difficile cambiare la situazione ma noi ci stiamo provando, convinciamo i romani che le cose belle sono meglio di quelle brutte.

    E qui arriviamo al punto. I romani hanno perduto il senso del bello, gli è rimasto solo per i vestiti e la macchina. Tutto quello che c’è fuori casa, a parte la macchina, non è importante e non merita di essere bello.

    Questo è il concetto che hanno assimilato i romani nel corso degli anni e se oggi parlano bene del Colosseo è perché gliel’hanno insegnato a scuola: “Roma è la città più bella der monno”.

    Purtroppo l’abitudine al degrado urbano ha cancellato l’idea che uno spazio pubblico possa essere bello.

    La cosa più difficile sarà divulgare la bellezza urbana, il valore estetico di un giardino ben tenuto o di un palazzo senza scritte sui muri.

  12. Andrea Lesti says:

    Purtroppo diverse volte ho viste quelle bancarelle e tanti romani intenti a comprare quelle porcherie…temo che siano proprio i romani a volerle…io la loro merda non la compro…

  13. francy says:

    anche sul fatto che i romani conservino il senso del bello nell’abbigliamento avrei qualche dubbio

    ciao les, buon anno a te

  14. Les says:

    ciao francy, alla prossima!

  15. Che tristezza queste considerazioni… Andrebbe fatto un esposto in questura.

  16. Max says:

    Concordo con quanto detto da Les e Massimiliano!
    E’ una questione culturale e di mancanza di istituzioni capaci, che sappiano dare veramente un esempio di civiltà e legalità al popolo.

  17. Flavio Gioia says:

    Penso anche in Germania la gente rispetti le regole per paura della sanzione o del discredito sociale. Se questi due deterrenti non ci fossero, si comporterebbero nel modo più incivile. Conosco molti tedeschi e non sono per niente contenti di rispettare le regole, lo vedono come un obbligo necessario, perchè lì le sanzioni arrivano.

    Il principale problema a Roma e in altre parti d’Italia è che la nostra classe politica ha viziato i cittadini col seguente modo di fare “voi mi lasciate fare gli affari miei, io in cambio del consenso lascio perdere il rispetto delle regole – voi mi lasciate rubare, io vi lascio evadere”, ecc.
    Questo modo di fare è iniziato negli anni 80 ma non è mai stato sradicato: è entrato nel sangue, soprattutto dove il senso civico era già scarso come a Roma.
    Perciò siamo arrivati al paradosso che il rispetto delle regole è visto come una possibile perdita di privilegi.

    Ma non è una caratteristica innata dei romani.
    Prendete l’ultima scena del film “L’audace colpo dei soliti ignoti” (1961): Vittorio Gassmann viene multato da quattro vigili perchè non attraversa sulle strisce pedonali. Evidentemente, c’è stato un periodo anche a Roma in cui le regole erano rigidamente rispettate (altrimenti una scena del genere sarebbe stata poco credibile in un film).

    Ora l’obiettivo di qualsiasi nuova giunta o sindaco che avremo deve essere prima di tutto il ripristino delle condizioni di LEGALITÀ.
    Alemanno si è distinto per l’applicazione del “fate come cazzo ve pare” in ogni settore: in tre anni il peggioramento della qualità urbana è stato impressionante.

    Adesso basta, o ci faremo la guerra tra noi.

  18. Mauro says:

    Roma a differenza delle altre capitali europee accoglie la feccia e gli scarti di tutta Europa, per non parlare della moltitudine di extracomunitari “integrati” che lavorano in nero, usano la città senza pagare le tasse.
    Tra 10/15 anni secondo me siamo destinati all’estinzione come cittadini romani.

    ROMA CAPITALE DEL DEGRADO!!!

  19. Legione Monteverde says:

    Peggio che in guerra bisogna sperare nelle calamità naturali altrimenti non abbiamo speranza di sopravvivere a quest’orda famelica:

    - IMMIGRAZIONE AFRICA,MEDIO ORIENTE,ASIA
    SUD AMERICA…AL SERVIZIO DELLA CAMORRA!!

    Le truppe di invasione di Hilter hanno fatto meno danni

  20. mario says:

    io in germania ci vivo e confermo i tedeschi sono piü civili perché le multe le fanno e le strade sono pulite perché le puliscono non che loro sporchino di meno

  21. Benedetta says:

    Innanzitutto complimenti per il blog, da quando lo seguo (ormai più di un anno), mi sento meno sola nell’affrontare le brutture e le zozzure di questa, per altri versi, bellissima città. Toscana, con esperienze di vita a Monaco, Princeton ma anche ad Atene, arrivare a Roma (ormai nel lontano 98) e scoprire per molti versi una città da terzo mondo, è stato uno shock da cui ancora non mi sono ripresa.

    Per quanto riguarda il mercatino dei disperati, c’è ormai quasi tutti i giorni anche sotto i portici di Piazza Vittorio (lato Via Principe Amedeo). Su Via Principe Amedeo, invece specialmente il pomeriggio sono anni che di fronte ai vari call centers, è stata messa sù una fiorente attività di vendita di cibarie, non meglio identificate (germogli, forse?), prelevate direttamente da carrellini della spesa e distribuite in cartocci simili a quelli dei lupini di ormai lontana memoria e poi regolarmente abbandonati a terra…
    Nessuno,compresi i residenti, i negozianti della zona ma anche le forze dell’ordine, sembra però particolarmente turbato da queste attività degradanti e soprattutto, illegali. Perchè?

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