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Evviva restaurano il Colosseo? Mica tanto evviva…

Ci sono una serie di cose che non tornano nell’impegno dell’imprenditore Della Valle, quello delle Hogan e delle Tod’s, nel restauro del Colosseo, impegno che è stato ufficialmente certificato venerdì. Il primo punto, che abbiamo già fatto notare, è che questo restauro sarà pagato da un privato che non potrà esporre il suo marchio sopra al Colosseo. Ci sembra un’ingiustizia già di per se (ai privati, per invogliarli ad investire, occorre dare una contropartita in termini di visibilità, altrimenti l’impegno da parte delle aziende nella cultura sarà sempre sporadico, episodico) e ci sembra una ingiustizia al cubo proprio a Roma dove negli ultimi due anni si è acconsentito alla completa trasfigurazione di parchi, strade, piazze, slarghi con 150mila cartelloni abusivi. Come sarebbe a dire? Se i cartelloni li installa la mafia e il racket dei cartellonari allora possono andare in qualsiasi posto, quando invece c’è di mezzo un imprenditore regolare apriti cielo e neppure gli facciamo esporre il suo marchio manco piccolo piccolo così? Questa è oggi la mentalità delle nostre Soprintendenze…

Secondo punto all’ordine del giorno che ci stona non poco è il fatto che il monumento è dello Stato Italiano, mentre tutto il suo circondario è del Comune di Roma. Comune che negli anni ne ha svenduto ogni centimetro quadrato (per connivenza, corruzione o incapacità di gestione) a camion-bar, bancarelle di ogni risma, finti gladiatori, guide turistiche abusivi, vu cumprà di ogni specie. Ora ci domandiamo se Della Valle abbia calcolato che il “suo” Colosseo restaurato e la nuova biglietteria – info point ove, finalmente, potrà modulare la comunicazione delle sue aziende che hanno messo mano al portafoglio per consentire la riqualificazione, saranno belli nascosti – domani come oggi – dietro un’indescrivibile corte dei miracoli che è difficile descrivere, ma che è facile intuire guardando il nostro video girato proprio contestualmente alla conferenza stampa di presentazione del progetto di restauro: furgonette, camioncini posteggiati addosso all’Arco di Costantino o sulla Via Sacra, gruppi elettrogeni che stantuffano smog. E alla fine il megaparking delle autoblu dei convitati alla conferenza. Ciliegina finale? Siamo al 21 gennaio e i pessimi esercizi commerciali di fronte all’arena hanno ancora, belline accese, tutte le lucine natalizie. Sciatteria totale!

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Commenti (8)

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  1. MATTEO says:

    Hai perfettamente ragione. Poi sono certo che Dellavalle non avrebbe certamente piantato delle schifezze accrocchiate ma piuttosto usato il colosseo in maniera fine per una pubblicità istituzionale ai suoi brand. (ed in ogni caso permetregli di fare qualcosa non vuol dire lasciargli manolibera).

    Però come dici tu, questo piccolo episodio riflette la mentalità bacata italica. Quella che rimprovera all’imprenditore la sua ricchezza (non importa se da lavoro e paga le tasse) e quindi non si può certo “regalare il colosseo a Dellavalle” ma poi non vede la violenza prevaricatrice dell’abusivismo che offende la vista, il buon vivere ed in ulimta analisi anche il portafoglio di tutti.

  2. T/\g!sC!2iM3 says:

    E pensare che quando hanno avviato il progetto di restaurazione “sponsorizzata” (sulla scia di quello che accade negli USA e in altri Paesi europei che pero’ hanno un patrimonio storico lontano anni luce dal nostro) eravamo pure un po’ felici. Ora siamo sconcertati…

  3. Les says:

    Solo Della Valle – incredibile – ha presentato un progetto serio per il finanziamento dei restauri del Colosseo. Siamo in Italia e non c’è un altro imprenditore o grande azienda che abbia voluto contribuire alla rinascita del più grande monumento al mondo. Questo fa capire che razza di economia ha questo paese.

    Ma torniamo alle cose importanti, che arrivano dopo il restauro: via le bancarelle, i camion bar e i centurioni dal Colosseo e dai Fori Imperiali.

  4. sessorium says:

    Aho, avete visto il video???

  5. Mi ricordo perfettamente il restauro giubilare di San Pietro. Era sponsorizzato dall’ENI, che mise pubblicità istituzionale.
    Ma lì è il Vaticano, è un altro stato. Tremendamente più semplice.

  6. Les says:

    Ho visto il video e sono schifato.
    Schifato dall’ignoranza della nostra classe politica e imprenditoriale che parcheggia le macchine davanti al Colosseo.
    E schifato dai furgoni posteggiati ovunque davanti al monumento, rientrando nelle foto di ogni turista. Quello è il vero scandalo. Il parcheggio dei camioncini a Piazza del Colosseo.
    E nessuno ha detto niente. Capite che il degrado non lo vedono? Glielo diciamo noi: levate i furgoni da Piazza del Colosseo.

    La ristorazione e i souvenir devono essere controllati dal Comune di Roma, punto.

    Luci di Natale a febbraio, solo a Roma. (vicino casa mia c’è una profumeria che le tiene tutto l’anno)

  7. Andrea Lesti says:

    Prima di pensare al restauro del Colosseo, Della Valle pensasse a pagare regolarmente i propri dipendenti e a comportarsi come si deve, vedi le porcate che ha fatto con Ntv insieme ai suoi compari Montezemolo, Punzo e Sciarrone…

  8. Fare CACIARA e TUTTERBAun fascio per continuare a spolparsi ROMA says:

    Gli italioti amano (70%) Berlusconi, Previti, Cuffaro, Dell’Utri…e tutti i grandi esempi di pescecani/FURBI antiStato.

    Ma anche i piccoli zozzoni cmq furbetti/evasori/piagnoni che devastano la vivibilità della città in nome di un falso buonismo catto-periferico che porterà questa città al degrado più assoluto e conseguente impoverimento economico ma anche socio-culturale per tutti

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