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Cercare di spiegare alla Banca d’Italia che errore sta facendo

Vi è un modo molto semplice, lineare, veloce, immediato, rapido e, per così dire, indolore per sconquassare l’offerta commerciale di un quadrante, di un piccolo distretto urbano, di una porzione di quartiere o di rione: basta agire sugli affitti dei fondi commerciali. Volete, per vostra scelta politica, favorire, chessò, l’invasione cinese di un territorio? Bene: aumentate a dismisura gli affitti, sfrattate i commercianti storici e tenete per qualche mese i negozi -proposti a cifre esattamente doppie rispetto alle precedenti- tristemente sfitti. La zona aumenterà il suo degrado, le abitazioni caleranno di prezzo e, prima o dopo, arriveranno commercianti che non sono interessati al valore dell’area bensì semplicemente ad utilizzare gli spazi come showroom barra magazzini per mostrare il campionario di indumenti a scarso prezzo da vendere a stock.
Questo purtroppo sta succedendo nell’area di Viale Carlo Felice e, cosa ancora più grave, sta capitando per precisa scelta e decisione non di speculatori privati (come capitò 15 anni fa a Piazza Vittorio e dintorni) bensì, udite udite, della Banca d’Italia, probabilmente l’istituzione più alta, autorevole e importante del paese dopo la Presidenza della Repubblica. Ecco perché, sollecitati da moltissimi cittadini, ci siamo decisi di scrivere all’istituto ed alla Sovigest Spa, società che ne cura il patrimonio immobiliare, questa lettera di protesta.

Spett. Banca d’Italia
Spett. Sovigest

Inviamo questa lettera per protestare e per esprimere tutta la preoccupazione dei cittadini riguardo alle vostre politiche sugli affitti dei fondi commerciali negli stabili di vostra proprietà nell’area di Via Carlo Felice\Via Conte Rosso. Negli ultimi mesi, alla scadenza dei contratti di affitto, i piccoli commercianti della zona si sono visti proporre una rinnovo dei contratti con aumenti nell’ordine del 100%: affitti raddoppiati!
Come è ovvio questo ha comportato la chiusura di molti esercizi commerciali. Questa situazione ha conseguenze che sono facilmente immaginabili: sono stati perduti innanzitutto dei posti di lavoro, ma soprattutto tutto il quartiere è stato abbandonato dal fondamentale presidio rappresentato dai commercianti fronte strada. Le vie si sono trasformate in una sfilza di saracinesche abbassate non comprendiamo con quale vantaggio per la Banca d’Italia stessa. Il rischio più immediato, ora, è l’arrivo di “commercianti” orientali interessati a trasformare i fondi in showroom o magazzini come successo in altre aree dell’Esquilino attorno a Piazza Vittorio.
E’ comprensibile e corretto che la Banca d’Italia valorizzi al massimo il proprio patrimonio, ma ci domandiamo nel quadro che si è venuto a creare chi ci guadagna: non i cittadini che ora sono ancor più esposti al degrado, non la proprietà che ha spazi sfitti e in abbandono. Sicuramente ci guadagnano i proprietari degli stabili circostanti, invece, che stanno lucrando sul fuggi fuggi proponendo a chi deve rinunciare al proprio negozio, affitti un po’ più bassi ma certo più alti di quanto immaginavano di ricavare prima di questo piccolo sconquasso immobiliare dell’area.
Se aggiungiamo a questo panorama anche l’immonda situazione dello stabile di Via Carlo Felice, occupato da anni, ci chiediamo come sia possibile che un ente come la Banca d’Italia si faccia fautore del degrado e della depressione di un quartiere. Ci dobbiamo come possa, da una parte, abbassare la testa di fronte a degli occupanti abusivi e dall’altra raddoppiare gli affitti agli inquilini regolari. Dove sta la logica, la giustizia, il buon senso, la legalità e il rispetto delle persone per bene in tutto questo?

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categoria: articoli

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Commenti (17)

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  1. Emilia says:

    Degrado Esquilino è servizio pubblico. Fateci sapere che cosa vi rispondono, graaaaaaaaaaaaaaazie

  2. Kafiero says:

    Grazie davvero ci voleva questa segnalazione. risponderanno?

  3. peppe says:

    Domanda: il bel palazzo occupato in via Carlo Felice appartiene anche alla Banca di Italia?
    Se la risposta è affirmativa mi chiedo come mai permettono da un lato che vadano via i commercianti aumentando gli affitti e rimangono con le braccia incrociate davanti allo schifo del palazzo occupato?
    io ho avuto già qualche problema con alcuni degli inquilini … la prossima volta davvero chiamo i carabinieri….

  4. sessorium says:

    E’ proprio quello il problema. Da una parte fanno pagare di più le persone regolari, dall’altra poco fanno contro chi occupa abusivamente e illecitamente. Uno spregio.

  5. marco says:

    Purtroppo ti devo contraddire.
    La Banca d’Italia e’ al 93,7% privata, e il maggiore azionista e’ banca Intesa.
    E le banche, come sapete, tendono a guadagnare e basta. Se ne fregano altamente dei risvolti “sociali”.
    Sciacalli.

  6. Anonymous says:

    qui gli sfratti li fà pure il vaticano….e vi meravigliate delle banche !

  7. marco says:

    Anzi, visto che ci sto:

    Partecipante Quote
    Intesa Sanpaolo S.p.A. 30,3%
    UniCredito Italiano S.p.A. 22,1%
    Assicurazioni Generali S.p.A. 6,3%
    Cassa di Risparmio in Bologna S.p.A. 6,2%
    INPS 5,0%
    Banca Carige S.p.A. 4,0%
    Banca Nazionale del Lavoro S.p.A. 2,8%
    Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A. 2,5%
    Cassa di Risparmio di Biella e Vercelli S.p.A. 2,1%
    Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza S.p.A. 2,0%

  8. Livia says:

    Peppe, il palazzo occupato è effettivamente della Banca d’Italia: circa 10 anni fa trasferì gli inguilini per ristrutturarlo, ma indugiò troppo e lo occuparono prima che iniziassero i lavori. I tentativi fatti per liberarlo sono caduti nel vuoto, provò anche a chiedere il distacco di luce e acqua ai gestori ma ottenne un diniego (mi pare per motivi “umanitari” ma non ricordo).

  9. Marina says:

    Grazie tantissimo per la lettera, anche se non servirà a niente, figurati che gliene frega alla Banca d’Italia del quartiere Esquilino quelli pensano solo a quanti soldi ci possono ricavare ! Piuttosto dovrebbe essere il Comune a fare qualcosa , non so a protestare o ad intervenire in qualche modo ma credo che non abbiamo speranze ! Perché non la organizziamo noi qualche forma di protesta ?

  10. sessorium says:

    Proprio perché sono interessati a guadagnar -giustamente, ci mancherebbe- dovrebbero essere interessati a non tenere immobili sfitti, no?

  11. Anonymous says:

    ma non resteranno sfitti… arriveranno i cinesi, no?

  12. peppe says:

    grazie Livia per l’informazione e con il rischio di diventare impopolare aggiungo, a me questi motivi umanitari mi hanno rotto!!!!
    sempre si trova una scusa per non fare niente, ne risolvere la situazione di questi poveracci “parcheggiati” e abbandonati in via carlo felice senza la possibilità di un riscatto né di una vita migliore, né permettere ai cittadini, che facendo sacrifici, si possono permettere vivere in quelle bellissime strade, godersi in santa pace il suo quartiere (ma avete provato a fare quattro passi nei dintorni di carlo felice la sera (macchine parcheggiate sui marciapiedi e secchioni della spazzatura puzzonlenti, sporchi e rotti permettendo?

  13. max44 says:

    Per Marco:
    fermo restando che ho seri dubbi sull’amministrazione dei beni stabili dalla B.I.Debbo dirti che è un istituto di diritto pubblico, il governatore viene designato dal Consiglio dei Ministri e il capitale a cui ti riferivi è di euro 156000 per cui risibile e sarebbe altresì strano che chi deve controllare le banche(funzione principale della B.I.)dovesse rispondere alle banche stesse,siamo in Italia ma tutto ha un limite.

  14. nina says:

    forse la B.I. non sa e non vede la situazione in cui i suoi inquilini sono costretti a vivere in mezzo all’immondizia

  15. mirko says:

    Ciao,
    io abito in Ludovico di Savoia , oggi ho notato che anche il video club all inizio di emanuele filiberto chiuderà i battenti credo sempre per lo stesso motivo .
    Quindi facendo due calcoliin via carlo resiste il negozio di articoli sportivi quello d’ abbigliamento e INCREDIBILMENTE il bar subito dopo il negozio di articoli sportivi VERO SIMBOLO DI DEGRADO DEL QUARTIERE ! la mattina c’è di che aver paura a passarci davanti orde di rom sporcano e bivaccano seduti per terra mangiando bevendo e temo facendo anche i loro bisogni.
    in una via che stà diventando più simile a Beirut che alla mia bella e amata Roma.
    E ora mi viene l’ ansia nel pensare a cosa apriranno al posto delle serrande ora chiuse perchè non vi è mai fine al peggio
    Saluti

  16. Anonymous says:

    A proposito dei Rom che bivaccano la mattina in viale Carlo Felice di cui parlava Mirko…con la chiusura di molti negozi, ora stazionano non solo davanti al bar Jonathan, ma anche oltre, in direzione di Santa Croce. Testimonianza ne sono le tracce del loro bivacco: cartacce, bicchieri e cucchiani di plastica, pacchetti di sigarette e altro (giudicando dall’odore)…perchè loro il caffè lo prendono fuori dai bar e gli avanzi li buttano deliberatamente per terra, nonostante i numerosi secchioni della spazzatura. Perchè la polizia municipale – che è presente tutte le mattine dall’altra parte del viale – non fa nulla per ‘educare’ questi zozzoni? Se mi capita faccio qualche foto e la mando al blog per un post.

  17. un passante says:

    io andando a lavoro la mattina presto, ho visto piu’ di una volta uscire gli abitanti degli altri palazzi adiacenti al palazzo occupato, gettare la propria immondizia o rifiuti ingombranti nel cassonetto davanti a quel palazzo e magari farsi 100aia di metri in piu’…. non penso che queste persone, siano civili… e’ facile…. cosi getto la colpa sui meno abbienti… e sono italiani…mi vergono dei miei connazionali.

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