Subscribe via RSS Feed

A che livelli di zella puo’ arrivare l’arredo urbano?

Ci sono due strade, eguali e contrarie, per fare arredo urbano di pessima qualità: non impegnandosi, proponendo realizzazioni sciatte, senza cura, senza attenzione; oppure impegnandosi troppo, caricando di contenuti anche una semplice panchinetta, barocchizzando qualcosa che deve essere assolutamente, tranquillamente e normalmente semplice.
E sulla semplicità non dovevano essere molto d’accordo coloro che hanno progettato, qualche anno fa, la riqualificazione di Largo Leopardi, giusto nella parte di fronte all’ingresso dell”Auditorium di Mecenate, su Via Merulana. Non è una novità, ma non ci eravamo mai soffermati e forse merita farlo per sottolineare come non si fa arredo urbano in una moderna città occidentale.
Panchine fatte a muretto, impregnate di sudicio, fatte oggetto di vandalismo e graffiti, difficilmente lavabili. E poi l’abisso oscuro di cattivo gusto che traspare, palese paese, dalla scelta di piazzare dei finti mosaici romani. Con tanto di tessere che si sbriciolano a causa del tempo, delle intemperie, del vandalismo. Il risultato è un frittomisto che, è evidente a tutti, deturpa la piazza, mortifica tutto l’intervento di restauro e non fa neppur correttamente il proprio ruolo di seduta. Complimenti!

Share

si parla di:

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (7)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. Paolo says:

    Considerando le infinite capacità di devastazione di coloro che girano per Roma, l’unica scelta possibile per Largo Leopardi mi sembra quella delle attuali sedute di Via Nazionale, con l’aggiunta di un blocco in acciao o dello stesso marmo al centro.

  2. Er Cipolla says:

    Se Orsi pippa la cocaina la sera è difficile che la mattina il decoro della città di Roma migliori.

    Orsi: Mammmmaaa mia commme stoooo !!!

  3. Ale77 says:

    Un accrocco inguardabile.
    Ma del signore che si siede col cartone sotto per evitare lo schifo, ne vogliamo parlare?
    Only in rom.

  4. roberto says:

    Aggiungo una considerazione: ciò che aggrava la situazione è anche la mancata manutenzione. Proprio dietro le panchine in oggetto – si intravvedono nella seconda foto – ci sono alcuni alberi di arancio. Uno di questi venne investito e abbattuto da un’auto più di un anno fa. Noi (Cittadinanzattiva e EsquiliNotizie) abbiamo segnalato subito la necessità di un intervento di ripristino al Municipio (a spese dell’investitore, naturalmente). Risposta: “lo faremo certamente”. Oltre un anno dopo, l’albero investito è parzialmente ricresciuto, pur senza più la protezione in elegante ghisa, mentre un altra pianta è morta di stenti e una terza è prossima a seguirla nel destino, alla faccia delle segnalazioni. Bravi. Altro esempio, le belle ma fragili protezioni di piazzetta San Vito, nuovamente divelte. E’ stato segnalato al Municipio dai residenti. Risposta:”mandiamo subito”. Ci aggiorniamo tra qualche mese….

  5. anonimo says:

    non sono male invece, il guaio è sempre lacura e il decoro chi ci siede e che cosa ci si fa

  6. Massimo Livadiotti says:

    Se guardiamo alla qualità dei materiali….l’unica cosa che si può salvare sono le sedute di marmo! Il resto è stato fatto in economia….e perdipiù senza criterio!Lasciamo stare l’estetica o il valore decorativo (personalmente le trovo misere…)e veniamo all’aspetto tecnico: le spallette sono state ricoperte da mosaici finto romani (forse in onore dell’auditorium di Mecenate?)che chiaramente non potevano reggere l’impatto con chi si siede o si sdraia ogni giorno….quando mai un mosaico minuto (tra l’altro steso su del normale cemento invece della malta!)nella storia è stato collocato su una seduta? E’ risaputo che i mosaici minuti sono piuttosto delicati…figuriamoci poi in questo caso (fatti in economia col cemento)se potevano durare più di un anno!Il risultato è che dove saltano le tessere rimane dello squallido cemento grigio che a sua volta si sbriciola! Per non parlare dei mattoncini industriali usati per le basi e le spalliere e anche questi impastati sempre con del volgarissimo cemento….bastava guardare meglio l’Auditorium di Mecenate per capire che tipo di mattoni usare e sopratutto che tipo di malta usare al posto del cemento!!Insomma una vera schifezza…..e le previsioni non dicono nulla di buono! Propongo l’abbattimento e la collocazione di normali panche di marmo (magari di Porfido rosso!).

  7. Plinio says:

    Non erano affatto brutte all’epoca! C’era anche una targa (ora forse perduta) che ricordava come i mosaici fossero stati realizzati da giovani artigiani romani, su ispirazione degli affreschi antichi.
    E’ chiaro, in una città dove non esiste la manutenzione il loro destino è consumarsi tra piscio e cartoni…

Inserisci un commento



(facoltativo)