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Una proposta: adottiamoli!

Come? Ma sì, adottiamoli. Nel senso: ciascuno di noi ne prenda alcuni, li fotografi e ne segua l’agonia. Ci hanno raccontato che hanno un contratto di manutenzione full optional. Ci hanno addirittura raccontatto che sono dotati di una superficie magica, che non consente l’attacchinaggio (approposito di cose che succedono solo a Roma) da parte delle ditte moldave di traslocatori e vuotacantine. E ovviamente noi non ci crediamo. E ovviamente noi, perfidi, siamo quasi certi che tempo un trimestre questi antiestetici e superati bidoni (anche qui, unica città occidentale: più nessuna ha i cassonetti per strada!) saranno nelle stesse condizioni di quelli che sostituiscono.
Per farlo occorre che ciascuno di voi ne adotti un grappoletto. Una foto oggi, una tra 10 giorni, una tra venti, una tra un mese e così via. In questo modo come piccoli entomologi, come botanici provetti potremo mettere le immagini una vicino all’altra e ‘apprezzare’ la crescita delle muffe dell’abusivismo sulla superficie canna di fucile dei nuovi cassonetti Ama. Ci state?

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categoria: articoli

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Commenti (11)

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  1. marco says:

    Stamattina non avevo la fotocamera altrimenti sarebbe stato interessante riprendere due netturbini che utilizzando il sistema nomadi/negozianti (ossia un cartone o una cassetta di legno) per tenere aperta l’ala del cassonetto, spazzavano e gettavano nel cassonetto.
    Inutile dire che il cassonetto non ne ha beneficiato, ma neanche la pulizia della strada (via erode attivo) il cui lato dove c’e’ il fosso è un ricettacolo di plastica e cartacce.
    marco

    Marco

  2. dionisio says:

    in via buonarroti ancora non sono arrivati… nonostante quello verde sia in agonia da secoli… a chi devo chiamare?

  3. Andrea Rossi says:

    Neanche a Casalotti sono arrivati ma del resto a Casalotti non sono mai arrivati neanche quelli grigi dell’era Veltroni, abbiamo ancora quelli verdi ed e’ inutile che vi dica che sono tutti rotti…

    Questi mi sembrano un po’ meglio e meno antiestetici rispetto a quelli verdi, io spero che li sostituiscano ovunque e non solo sulle vie di “prestigio”…

    Certo leggendo della parentopoli Ama ho poca speranza…

  4. Max says:

    Una furbata concepire i “cassonetti del futuro” di colore praticamente nero: quest’estate ,con il sole ed il caldo, i residenti avranno anche un piacevole aroma sotto le loro finestre!
    Chissà chi li avrà concepiti così… forse qualche parente del parente di quel parente?
    Non c’è da stupirsi!

  5. Andrea Rossi says:

    Sul colore dissento da Max, vedendo la foto il colore sembra piu’ un grigio scuro che non un nero, bisogna ricordare che anche i cassonetti Veltroniani erano di colore grigio scuro e non questo a mio parere che non va bene, il colore grigio scuro si nota meno rispetto al verde, quello che a mio parere e’ importante e’ che questi cassonetti NON SI ROMPANO FACILMENTE e che vengano sostituiti ovunque e non a macchia di leopardo dando’ cosi’ l’immagine sciatta che Roma ha avuto e continua purtroppo ad avere.

  6. Max says:

    Andrea non mi guardare il capello, ho scritto: di colore PRATICAMENTE nero, per sottolineare quanto scura fosse la tinta! Lo vedo che è un grigio scuro! ;)
    Ciò non toglie che una tinta del genere attrae comunque parecchio i raggi del sole, pur essendo decisamente più sobria di quel verde pastello che noi tutti conosciamo bene.

    Io concordo con Sessorium, dovrebbero eliminarli definitivamente o comunque ridurli drasticamente a favore della differenziata piuttosto che sostituirli ed abbandonarli al loro destino.

    Un saluto!

  7. Andrea Rossi says:

    Sul fatto di farli scomparire sono un po’ titubante e vi dico perche’: e’ vero che la raccolta porta a porta permette una migliore differenzazione dei rifiuti ma vi dico per esperienza semidiretta che laddove la raccolta porta a porta e’ attuata (tipo in zona Massimina) non sono tutte rose e fiori, alle volte infatti a causa dei ritardi dell’Ama i sacchetti dei rifiuti rimangono in strada dando un’immagine molto peggiore di quella che abbiamo oggi con i cassonetti, inoltre tenere i rifiuti dentro casa comporta dei problemi a molti cittadini che non hanno spazi esterni sufficienti (provate a tenervi l’umido dentro casa d’estate…), per finire ad asempio alla Massimina se si compra un gelato e’ poi difficile trovare un cestino per buttare la carta col risultato che molti poi la buttano per strada.

    Infine consideriamo che Roma e’ una citta’ enorme, una citta’ che va da Ostia a Cesano, dalla Borghesiana a Casalotti, Roma ha un tessuto urbanistico e delle dimensioni che non hanno paragoni in Europa, non e’ facile attuare la raccolta porta a porta ovunque.

  8. Toglierli del tutto significa mettere il porta a porta ovunque…E non è una cosa che si fa in due giorni. Ci vogliono anni per pianificare e portare a termine una cosa del genere in una città così densamente popolata e così vasta.

    Comunque anche a Barcellona ci sono i cassonetti…

    L’importante, come ha detto Andrea, è che non si rompano (come quelli ordinati da Veltroni) e che vengano sostituiti ovunque.

    Poi AMA DEVE (e in parte ha iniziato) pianificare il porta a porta su tutta la città. Ma, ripeto, è una cosa che costa parecchio e richiede tempo. Abbiamo iniziato solo nel 2006-2007, con un raddoppio nel 2008-2009. Altre città hanno iniziato MOLTO prima (anche 15 anni prima).

  9. Manuele Mariani says:

    ma adottarli non vorrebbe dire anche di PRENDERSENE CURA ?
    nel senso : va bene fotografarli, ma facciamo anche che appena vediamo comparire un adesivo o un manifestino, li si toglie subito ! non sarebbe meglio ?!

  10. Max says:

    Le vie secondarie di Barcellona fanno schifo! In quelle vie i cassonetti neppure li hanno e dal tardo pomeriggio i rifiuti vengono gettati in strada in attesa che passino i netturbini durante la notte. Uno spettacolo raccapricciante che non può essere preso come termine (positivo) di confronto. Non tutte le vie sono come la Rambla, basta voltare l’angolo.

    E’ anche vero quello che dice Andrea, molta gente incivile getta l’umido in strada, ma non credo possa essere data la colpa solo all’AMA, quanto ad una particolare propensione di certa gente a fregarsene delle regole.
    Se fosse solo per un problema di ritardo i sacchetti resterebbero in strada pochi min per poi essere raccolti dagli addetti, mentre invece molti sacchetti restano in strada per pomeriggi e notti intere, depositati lì da gente che o non poteva o non aveva voglia di scendere a buttarla negli orari prestabiliti. Anche questa è la realtà e lo sappiamo!
    A me non verrebbe mai in mente, (vuoi per ritardo dell’AMA, vuoi per un mio problema personale) di lasciare la spazzatura per strada, piuttosto me la porto dietro e la getto in qualche altro cassonetto.
    Roma sarà pure grande, ma la differenziata in molti comuni del nord la fanno da decenni!
    Quanto servirebbe a Roma per adeguarsi all’Europa? Due secoli basteranno?
    Riflettiamo anche sul fatto che a Roma la differenziata è al 19%, mentre a Napoli sono al 18%, nonostante tutti i problemi di smaltimento che si ritrovano.

  11. Livia says:

    Stamattina il nuovo cassonetto per la raccolta carta in viale Carlo Felice altezza ristorante giapponese era ribaltato e imbrattato… che tristezza.

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