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Ma con che faccia chiediamo denaro ai turisti?

Con quale faccia questa città chiede ai turisti di contribuire con una tassa di soggiorno? Non che il provvedimento sia sbagliato in se, anzi come chi viaggia sa bene è previsto in moltissime città turistiche del mondo, da Parigi a New York. Quello che è assurdo è applicare una sovrattassa simile in un contesto come quello romano dove i cittadini stessi, che rendono turisticamente oscena la città, non pagano mai pegno per quello che fanno.
Quale è il senso di far pagare dei turisti che, una volta usciti fuori dal loro hotel, troveranno ettari di auto in sosta selvaggia che gli impediranno anche di passeggiare e rigorosamente senza contravvenzione. Migliaia -ma davvero migliaia- di bancarelle tutte piazzate in contrasto con le norme del Codice della Strada anch’esse a rendere impossibile una passeggiata serena e decorosa. Commercianti evasori dovunque. Cittadini evasori dovunque. Chiesa e clero che non paga le tasse. Affissioni abusive su tutti i muri del centro e della periferia. Evasione pressoché totale dei titoli di viaggio sui bus. Cartellonistica pubblicitaria da quarto mondo.
Ebbene solo perseguendo  una di queste anomalie. Solo facendo pagare pegno a chi parcheggia male, solo facendo pagare le tasse agli immobili di proprietà ecclesiastica, solo facendo pagare le tariffe a chi affigge manifesti (è di questi giorni un sacrosanto esposto alla Corte dei Conti da parte dei Radicali), si potrebbe recuperare dieci volte le risorse che saranno drenate dalle tasche dei turisti.
Se voi foste un turista onesto, una persona civile e per bene, non vi sentireste presi per il culo? Non vi verrebbe la domanda: “ma perché prima di venire a chiedere un ulteriore esborso a noi che comunque veniamo qui a consumare, non fanno pagare quel che è giusto alle centinaia di migliaia di sfaccendati che rendono così brutta questa città?“. E non vi verrebbe un po’ di voglia di non tornare più?

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Commenti (4)

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  1. Andrea Lesti says:

    Ti racconto questa, accadutami ieri mattina dentro il bar Eurocaffè di Via Guido Mazzoni 8, davanti la Stazione Tiburtina.

    Entro, chiedo un caffè, lo bevo e pago 70 centesimi.

    Il barista (forse titolare), che parlava italiano con accento dell’est europeo, non mi rilascia lo scontrino fiscale.

    A questo punto prima di uscire gli faccio presente che non mi aveva dato lo scontrino.

    Il barista alza la voce, mi dice che lo scontrino me lo aveva consegnato ma io lo avevo buttato, a questo punto si mette a rovistare dietro il bancone fino che non trova un altro scontrino dello stesso importo…e quando lo trova me lo consegna dicendo che era quello che io avevo buttato…che però riportava un orario antecedente di 20 minuti rispetto al mio ingresso nel bar…

    Non ho voluto continuare la polemica, alla fine ho preso lo scontrino che non era mio e me ne sono andato via…

    Questo solo per farvi capire ciò a cui vanno incontro i turisti che transitano per le immediate adiacenze della Stazione Tiburtina…

    Resta inteso che suddetto bar ha perso un cliente e mi auguro molti altri…

  2. Dovevi chiamare la Guardia di Finanza!

  3. Lancio says:

    La Guardia di Finanza sta controllando parecchio in giro per Roma. Sicuramente ci avrete fatto caso: alcuni esercizi commerciali hanno l’insegna oscurata o da sacchi neri o da carta di imballaggio. Quella è una parte della sanzione per mancato rilascio dello scontrino fiscale.
    In caso di segnalazioni, si può sempre chiamare il 117. Ricordo che 2 anni fa ottenere uno scontrino al bar era praticamente impossibile. Oggi invece è molto più frequente, grazie a questi controlli nei negozi che si vedono poco ma a quanto pare sono abbastanza efficaci.

  4. Spazzino says:

    MA AVETE LETTO QUESTA STORIA DEI PREMI ALL’AMA, DATI SOLO A CHI PRENDEVA LA TESSERA DELLA CISL?

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2010/12/27/news/parentopoli_ama_quei_premi_targati_cisl-10609316/

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