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Apollo Dream

E’ tanto, troppo che non si parla dell’ex cinema Apollo (già cinema porno Pussycat). E ci corre l’obbligo di far tornare l’attenzione su questo progetto. Ehssì perché un progetto c’è e neanche tanto malvagio, un progetto apparecchiato dall’associazione Apollo 11 e disponibile qui per chi volesse leggerlo.

L’Apollo è un cinema-teatro collocato in una zona così strategica che se fosse stato in qualsiasi altra città, sarebbe stato valorizzato già da anni e anni. Qui è tutto vicino: la stazione, i mezzi pubblici, il centro storico, San Lorenzo, l’università. Tutto.
Il progetto ci piace e ci piace molto: farne un cinema (e non solo perché vi dovranno essere realizzati anche incontri, conferenze, dibattiti, workshop) dedicato alle tante cinematografie non-occidentali.
Ma ve lo immaginate, chessò, farsi l’abbonamento per seguire tutta la rassegna su Bollywood? Sarebbe anche un bello sfogo per molte etnie che, ad oggi, percepiscono il Rione ed il circondario come piattaforma da sfruttare e girare a loro favore, da “utilizzare” ma non da vivere. E ogni riferimento, ad esempio, a chi difende gli interessi dei bengalesi è puramente voluto. Ecco, ci piacerebbe che invece di realizzare accampamenti o bivaccare in strada, molti cittadini stranieri ormai romani d’adozione si passassero più di qualche serata al cinema.
Ecco, ma come sostenere questo progetto? Come far sì che venga realizzato e che sopravviva in un contesto dove mancano completamente le risorse? Quanto costa gestire una struttura simile? E’ possibile valorizzare a livello immobiliare parte della cubatura dell’ex Apollo per vendere degli appartamenti e con il ricavato sostenere le attività culturali? E’ plausibile inserire all’interno del restauro la presenza di attività private (un negozio, un ristorante etnico di alta qualità) che permettano di dare credibilità economica a tutto il comparto? Perché una proposta, per esempio, non è stata fatta alle FS che stanno realizzando il grande parking sopra alla Stazione e che dovranno pur dare qualcosa in cambio rispetto ai disagi che giocoforza apporteranno durante la fase di cantiere?
E soprattutto: c’è qualcuno che si sta occupando della cosa? Il progetto interessa al Comune? Interessa alla Provincia? Interessa alla Regione? Interessa all’associazione degli albergatori che potrebbero un bel giorno piantarla di stare in un quartiere abbandonato a se stesso? Avrebbe senso un’integrazione con le attività dell’adiacente Teatro Ambra Jovinelli che sta per rilanciare il proprio ruolo? Chi risponde?

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categoria: articoli

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Commenti (6)

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  1. barbara says:

    IO! a me interessa molto, non si potrebbe fare una riunione per parlarne e trovare il modo di rilanciare l’attenzione sul progetto?

  2. Massimiliano Marsico says:

    Bellissima idea. Posso fare solo un appunto piccolo piccolo? Credo che dovremmo smettere di chiamare i ristoranti non-europei “etnici”. L’aggettivo secondo me ha una connotazione un po’ colonialista, fa pensare a qualcosa di tribale, ti vengono in mente selvaggi con la faccia dipinta di rosso che suonano tamburi con gonnellini di paglia e scannano una gazzella. A nessuno verrebbe mai in mente di chiamare un ristorante francese o spagnolo “etnico”, chissa’ perche’ ci sentiamo invece autorizzati a farlo quando sono indiani, cinesi, thailandesi, vitenamiti, cucine che invece non hanno nulla da invidiare a quelle europee. L’india ha la bomba atomica, business schools d’eccellenza, centri di ricerca tecnologica all’avanguardia… non e’ un po’ presuntuoso chiamare i loro ristornati “etnici”?
    Saluti e scusate per il commento pedante.

  3. Marcus says:

    Caro Massimiliano, è vero i tempi sono cambiati. Ma il cittadino europeo continua a ricercare quel gusto esotico che il termine coloniale “etnico” va a stimolare nella mente. Per quello va al ristorante Tailandese. E’ cosi’ per quasi tutti. Per te no ?

  4. anonimo says:

    sulll’apollo vige il segreto di stato, certo il progetto non è più quello dell’apollo 111 che contrasterebbe con le idee culturali del nostro sindaco, ma bocche cucite su cosa diventerà nessuno ufficialmente lo sa, ma indagherò e vi farò sapere, fate anche voi le voste ricerche e cerchiamo di capire che succede ciao Letizia Cicconi

  5. Betty says:

    e’ una stronzata. va ridato ai pipparoli che, come tutte le minoranze, ne hanno diritto anche loro. e poi scrivi cazzate, ma che e’ un ristorante etnico? de quale etnia? de tutte?? non se po fa un ristorante de tutte le etnie e bolliwood fa veramente cagare ne puoi proiettare i film indiani perche non so doppiati ne ci hanno i sottotitoli, apollo 11 e’ un progetto pe prende quatrini dalle casse degli enti, non serve a un cazzo di altro. buffoni

  6. anonimo says:

    EDUCATA LA RAGAZZA

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