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La Regione tenuta per le palle dai bottegai

Avete visto che cosa ridicola? La Regione Lazio -la regione peggio amministrata d’Italia- ha legiferato sulle date dei saldi. Ora resti fermo il concetto che, in un paese che non sia sovietico, è semplicemente patetico che le svendite di stagione siano imposte per decreto e ogni negozio -con tutto vantaggio dei consumatori- dovrebbe poter fare sconti quando e come vuole, notiamo che ad assurdo si assomma assurdo sapendo che le date sono state di fatto imposte dalla lobbettina dei commercianti e risultano assolutamente non in linea con quelle delle altre regioni: spostate in avanti sia a gennaio, sia a luglio. Ma davvero i commercianti così facendo sperano di vendere di più? Ma come possono anche lontanamente sperarlo?
Ovviamente, quando le scelte invece che farle la politica eletta dai cittadini, le fanno delle lobby di ignoranti, rischiano di essere anche scelte controproducenti per le lobby stesse. E’ la storia di questa città da quarant’anni almeno. Ed è la storia di questo provvedimento che spingerà i romani a recarsi in Umbria, in Campania o in Toscana (come già fanno) per fare acquisti e che mortificherà i flussi turistici nella capitale. Con un danno per l’indotto di milioni e milioni di euro.

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Commenti (3)

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  1. Liberalizzare i saldi sarebbe cosa buona e giusta. Ma andrebbe fatto a livello internazionale, ormai il mercato è unico.

  2. anonimo says:

    a new york saldi comiciano il giorno dopo natale, ma questi so quattro bottegai ignoranti e pensano che uno a fine di gennaio uno c’ha i soldi da spendere, eppoi i tuisti saranno invogliati che so di andare a londra invece che qui, ma a loro e a quella coattona che je frega

  3. Sì gli Stati Uniti sono una nazione mediamente liberale. Io mi riferivo all’UE: una bella direttiva e questo spezzatino regionale finirebbe il giorno dopo…

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