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La buffa storia del giardino copiato

Sconfiniamo per un attimo al Pigneto. Nella (potenzialmente) deliziosa isola pedonale del quartiere adiacente all’Esquilino. Pare essere arrivato, dopo lungo tribolare, il momento di una riqualificazione della zona. Certo, il Pigneto ha i suoi bei probelmi, uno dei più significativi è la presenza di comitati di quartiere completamente cervellotici (tutto il contrario dell’Esquilino, fortunati noi!) che fanno richieste peregrine all’amministrazione, che fanno perdere tempo, che sembrano fuori dal mondo, che si oppongono a tutte le cose giuste tifando per quelle sbagliate (sono due anni che ostacolano l’apertura di una biblioteca comunale perché vogliono una ‘piazza telematica’, progetto nato 15 anni quando non ci si sarebbe immaginati che internet sarebbe stato in ogni casa, per dire…). Insomma, al Pigneto purtroppo non c’è un Degrado Pigneto che, se ci fosse, sarebbe ad esempio favorevole allo spostamento del mercato dell’isola pedonale su Piazza del Pigneto non prima di aver realizzato sulla stessa piazza un grande parcheggio interrato che serva ad eliminare da tutto lo storico quartiere la sosta selvaggia che lo umilia ogni giorno di più.
Certo è che, se ci fosse, questo ipotetico Degrado Pigneto, non mancherebbe di fare un pochino di ironia sul progetto di riqualificazione dell’isola pedonale che i privati (che addosso all’isola pedonale hanno aperto un grande hotel e centro convegni) hanno proposto a spese loro.
Non si tratta di un progetto cui ci opporremmo a prescindere, ma si tratta di un progetto ridicolamente copiato. Magari verrà bellino, magari davvero riqualificherà un’area ostaggio dei punkabbestia e dei loro cagnacci, ma si tratta di un clone, di una bruttacopia. Di che cosa? Ma della mitica high line di New York, passeggiata verde inaugurata un paio d’anni fa al posto di una vecchia ferrovia sospesa e firmata dai celeberrimi architetti Diller Scofidio+Renfro.
Le immagini sono sopra, le prime tre sono i progetti della strada da recuperare al Pigneto. Le ultime tre si riferiscono al parco sospeso nella Grande Mela. Giudicate un po’ voi…

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categoria: articoli

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Commenti (7)

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  1. Enzo says:

    Quell’isola pedonale è così squallida e buia che questo progetto – anche se copiato – la riporterebbe in vita e sarebbe più che positivo, in grado di richiamare gente anche fuori dalle ore delle bevute.

    Dato che è gratis e utile scommetto che il Comune lo rifiuterà.

  2. Renato says:

    Paragonare uno degli innumerevoli splendidi progetti della Grande Mela alle squallide proposte romane?
    Tonelli, non infierire :-)

  3. C’è un degrado al Pigneto…Come si fa a definirlo quartiere oasi?

  4. Claudio says:

    Nel progetot di riqualificazione, forse va detto, che sono previste, quattro opere, di arte contemporanea permanente. Un caso più unico che raro, la soprintendenza ha ascquisito le opere (pur non avendo i soldi per realizzarle). David Casini, Rocco Dubbini, Marina Fulgeri e Luana Perilli hanno realizzato per l’area pedonale quattro installazioni luminose che si integrano perfettamente con la luminaria dellì’area. I progettisti che realizzeranno il lavoro devono per forza tenerne conto. Il progetto si chiama Fuori c’è Luce! e da tre anni impegna anche realtà della zona che lavorano per la riqualificazione del Pigneto.

  5. Anonymous says:

    un posto del genere diverrebbe in men che non si dica terra di nessuno ed ulteriore catalizzatore del degrado che si vuole allontanare

  6. anonimo says:

    Qualunque cosa sarebbe meglio della schifezza che c’è ora all’isola pedonale (l’isola pedonale più zozza della città), assurdo poi quella razza di comitato di quartiere che pur di non far spostare quattro banchi puzzolenti avrebbe impedito al mega hotel di aprire (bisognerebbe invece fargli un monumento agli spagnoli dell’hotel per aver scelto di investire, nonostante tutto, in un quartiere degradato come il Pigneto, c’è da chiedersi se non siano persino masochisti). Vediamo che fanno certo quella passerella non mi sembra tanto bella, comunque tutto è meglio dello schifo che c’è ora (tra le altre cose, dovrebbero ripulire tutti i muri dell’isola dai graffiti e dalle tag, che gli “artisti” del Pigneto non hanno risparmiato nemmeno alle facciate dell’hotel neo restaurato e aperto da pochi giorni).

  7. Massimiliano Tonelli says:

    In effetti occorre urlarlo: EVVIVA GLI SPAGNOLI.

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