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Dove c’è Barilla c’è casa (abusiva)

E proprio di casupola abusiva avevano la forma le ingombranti tensostrutture che Barilla ha allestito ai piedi della Cattedrale di Roma, San Giovanni in Laterano, per presentare un suo progetto promozionale dedicato alla sostenibilità.
Uno scempio che, come vedete dalla foto sopra riferita al rendering del progetto “architettonico”, doveva probabilmente finire a Piazza del Popolo (commercialmente molto più appetibile, peraltro), ma che è stata per qualche motivo dirottata su Piazza di Porta San Giovanni in un gioco di figurine e di scambi di location che rappresentano il valzer delle autorizzazioni che il Comune concede ai tanti interessi privati che mirano ad occupare suolo pubblico.
Autorizzazioni concesse, dicevamo. Già, ma in cambio di cosa. Lo schifo che si è palesato di fronte alla Cattedrale della città (ripeat: la Cat-te-dra-le!!!) deve essere considerato qualcosa che viene concesso pro bono? O qualcosa rispetto alla quale il privato interessato paga una cifra che finisce in un calderone indefinibile?
Siamo disponibili a vedere la nostra Piazza deturpata per un tot di giorni l’anno? Bhe, la risposta è sì. Ma in cambio di qualcosa. Di qualcosa di fattibile, di visibile, di immediatamente misurabile.
Arriva Barilla? E si ottengono i soldi per riqualificare il parcheggio a fianco della Scala Santa. Arriva un’altra azienda? E si puliscono i graffiti lungo il muro di cinta dei giardini dall’altra parte. Arrivano i sindacati? E ci scappano i soldi per eliminare i cartelloni abusivi lungo Via Emanuele Filiberto. Arriva un partito politico? E giù i quattrini per incentivare i palazzi che danno sulla piazza a pulire le scritte vandaliche. E ancora il rifacimento degli asfalti, la sostituzione dei semafori con lampade al neon, gli incentivi per una grafica accettabile delle insegne dei negozi che pare di stare a Lagos, l’irrigazione automatica dei giardini. E così via.
Siamo disposti a darvi il suolo pubblico che è nostro fino a 70 giorni l’anno. Il 20% del totale. Pigliateveli e dateci in cambio quello che ci occorre per riqualificare tutto intorno. Su questi patti chi avrebbe il coraggio di protestare contro le manifestazioni? E su questi patti quante manifestazioni pretestuose e non professionali, dovendo pagare fior di quattrini, farebbero a meno di esistere o si dislocherebbero su altre piazze, magari con un prezziario inferiore?
Detto questo, e tornando al merito della manifestazione che ha infestato il weekend della nostra Basilica, che una multinazionale come Barilla venga ad insegnarci come si fa la spesa sostenibile, francamente…

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Commenti (1)

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  1. dionisio says:

    a milano in piazza duomo stanno piazzando una mega boutique temporanea di tiffany…. la curia insorge e la gente protesta..
    qui a roma invece tutto tace.

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