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Quando all’Esquilino c’erano campi e vigne

Dopo gli splendori imperiali, quando il nostro territorio era luogo di ville sontuose (una specie di Olgiata, per dire), i secoli successivi con il progressivo spopolamento della città trasformarono tutta la zona in una grande vigna ogni tanto intervallata da casini, fattorie, ruderi dell’antico passato collegati tra loro da stradoni semideserti, come la Via Sistina, che collegava (e collega) Trinità de Monti con Santa Croce e la Via Merulana, che se ne stava -senza doppia fila, pensate che meraviglia- stretta stretta tra due muriccioli che la separavano, di qua e di la, da orti e campagne fino al complesso del Laterano che dunque risultava assolutamente isolato nell’agro romano.
Questo contesto è rimasto tale fino all’Ottocento. Anzi, alla fine dell’Ottocento ovvero quando i piani urbanistici del Cardinal de Mérode favorirono la lottizzazione di tutto l’Esquilino ai danni delle tante ville patrizie che erano tornate a ingemmare l’area. Primo di questo evento, che conferì al Rione la caratteristica griglia ortogonale (molto moderna, per la verità, pensata per imitare Parigi più ancora di Torino) che garantiva igiene, ordine e pulizia (all’epoca, ora non più…). L’attuale Via Nazionale, addirittura, venne chiamata Via de Mérode…
Ma com’era l’Esquilino un attimo prima di questa lottizzazione, prima che al posto di orti e vigne venissero tracciate delle strade longitudinali (in parte seguendo i vecchi tracciati) e venne favorita la nascita di palazzi intensivi? Dobbiamo immaginarcelo come una vasta zona di campagna dove troneggiavano essenzialmente tre casini, tre ville settecentesche che -ecco la curiosità per una passeggiata- ancora esistono, ancora si possono scovare tra le strade, dietro un muro, una rete, una ringhiera.
Iniziamo la passeggiata all’altezza proprio dell’entrata Manzoni della metropolitana. Chi esce dalla metro e chi passeggia a testa bassa o anche le migliaia di auto che passano in questo incrocio che è tra i più atroci di Roma difficilmente avrà fatto caso a quella ex fattoria trasformata in casino nobile. Si tratta di Villa Astalli e oggi ospita scuole private. E’ tenuta piuttosto bene anche se sul lato sinistro, lungo Via di San Quintino i vandali graffitari hanno fatto il bello e il cattivo tempo.
Lasciamo questo casino della seconda metà dei Seicento per salire verso Viale Manzoni. Qui, dentro ad un cortile a metà della strada, troviamo la maestosa Villa Altieri, assai rimaneggiata negli anni ma ancora molto suggestiva e fiera. Disegnata nel 1660 da Giovanni Antonio de’ Rossi per il papa Clemente X, oggi è in restauro perché qui la Provincia di Roma trasferirà biblioteche e centri di documentazione per farne il Palazzo della Cultura, un progetto interessante che dovrebbe fare il paio, dall’altra parte di Viale Manzoni, con il Palazzo della Creatività, che la Provincia ha intenzione di ricavare in una porzione della Scuola Galilei.
Completiamo la passeggiata con un ultimo gioiello. Molti, moltissimi tra voi non la conosceranno. Andate su Piazza di San Giovanni in Laterano, all’altezza della Scala Santa prendete dall’altro lato Via Matteo Boiardo in direzione Viale Manzoni. Un po’ prima della piscina del Santa Maria e del nuovo albergo, sulla destra, troverete questo sfavillante casino settecentesco. Si tratta di Villa Giustiniani, una chicca quasi rococò con una facciata tutta tempestata di reperti romani originali inseriti negli stucchi del palazzetto. Il maestoso ingresso di questa villa è ancora visibile, ma non qui: è stato utilizzato per decorare l’entrata di Villa Mattei, oggi Villa Celimontana, quando questa venne donata allo stato per farne un parco pubblico. Oggi Villa Giustiniani (chiamata anche Villa Massimo, dai proprietari che la acquistarono nell’Ottocento) è sede della Delegazione di Terra Santa a Roma e dei misteriosi lavori di manutenzione straordinaria si stanno realizzando su una sua ala secondaria (un altro hotel? Nuovi uffici per questo ente che organizza pellegrinaggi e altro?), tuttavia la struttura è mantenuta molto bene.

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Commenti (2)

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  1. Paolo says:

    All’interno di Villa Giustiniani fino a poco tempo fa si potevano visitare negli orari indicati in una tabella esterna i notevoli affreschi ottocenteschi dei Nazareni che riproducono scene dei capolavori della letteratura italiana. Di particolare bellezza la stanza dedicata a Dante. Chissà se i francescani sono ancora disponibili a farli visitare…

  2. FM says:

    Davvero interessante. Il nostro rione custodisce grandi tesori.

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