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Paolo Sarpi. Ovvero se la nostra China Town fosse a Milano

Lo abbiamo ripetuto mille volte. Ma fanno una certa fatica a capire il concetto, hanno i loro tempi. Quale concetto? Questo: i problemi del commercio e le sue anomalie, le forzature, le storture si risolvono agendo non sul commercio stesso, che è libero e come tale è di difficile regolamentazione, bensì sulla sosta.
In soldoni: se si consente la sosta selvaggia di decine di tir e furgoni, è ovvio che in quella zona si potrà generare un cazzo di distretto di grossisti o pseudo-tali. E non lo capiscono, mettono le ZTL, fanno i Patti per l’Esquilino, mettono delle limitazioni all’apertura degli esercizi commerciali. Semplicemente ridicolo, inutile, patetico. Anzi, dannoso.
Diversa la scelta che hanno fatto a Milano. Assorbendo e sposando alla perfezione le nostre idee, qui pubblicate dall’anno domini 2007. Nell’area milanese di Via Paolo Sarpi s’è creata una China Town di grossisti illegali? Bene, molto semplice: ci mettiamo una ZTL con telecamere e pedonalizziamo l’area. E poi vediamo se gli “imprenditori” cinesi non si accomodano a più miti consigli spostando la loro attività in zone più comode della città.
E così mentre noi dobbiamo sopportare un babbeo di sindaco che dice, in visita in Cina, che “a Roma non si devono creare China Town” dimostrando di nono scnoscere minimamente il proprio territorio e dimostrando, oltretutto, di non conoscere le specificità dei sistemi urbani evoluti dove “China Town” (laddove regolata, laddove pianificata) non ha affatto connotati negativi, mentre dobbiamo sopportare tutto questo, dunque, ecco che ci autoflagelliamo nel guardarci questo video dove i reporter dell’ottima C6tv si permettono anche di fare le pulci all’eccellente lavoro che il Comune capitanato da Letizia Moratti sta facendo.

Il tutto peraltro accompagnato da un sito web – realizzato dall’amministrazione – di informazione sul cantiere (http://www.cantieresarpi.it/) che dimostra un livello di comunicazione istituzionale cui noi arriveremo, forse, nel 2075!
Perché dobbiamo rassegnarci ad essere cittadini non di serie B, ma di serie C o peggio rispetto ai nostri omologhi milanesi? Qualcuno ci spieghi cosa abbiamo fatto di così terribile…

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categoria: articoli

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