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Leggetevi questo mini-saggio di Massimo Fini

Una lettura domenicale per riflettere, ulteriormente, su cosa purtroppo siamo e su cosa crediamo di essere. Ecco qui il pdf.

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categoria: la nota

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Commenti (5)

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  1. Marco says:

    Mah, mi pare che si scelga “a cecio” le capitali cui paragonarsi. Ignora Madrid, Lisbona, Atene, Budapest, Praga, Varsavia, Bruxelles, Mosca, Pechino, Tokio. Il paragone poi col retroterra industriale di Vienna è risibile.
    E la Roma capitale mediorientale fa parte della retorica del più becero settentrionalismo.

  2. Massimo says:

    Bah, ha una parte di ragione, ma due anni fa non avrebbe mai scritto questo articolo, perchè la tendenza cittadina era tutt’altra.

  3. Anonymous says:

    Parigi non so, Vienna non mi sembra abbia un “retroterra industriale”. Sicuramente non lo ha Londra.
    Per quanto mi riguarda, vi dico come la penso. Mia nonna li chiamava gli “italiani”, e io la prendevo in giro.
    Beh, scusa nonna, avevi ragione. Tu, in qualche modo sapevi quanto valeva il marciume umano che da ogni parte d’italia si è riversato su questa città.

  4. Les says:

    Il problema di Roma non è l’assenza di stabilimenti industriali che pure ci sono a Pomezia.
    Il problema di Roma è invece “la totale mancanza di senso dello Stato e la contemporanea pretesa di essere assistiti dallo Stato”.
    Purtroppo articoli così dovrebbero scriverli dei romani.

  5. Alessandro says:

    Condivisibile, ma tardivo. Doveva scriverlo 10-20 anni fa questo articolo. Forse avrebbe smosso ancora qualche coscienza… Ormai c’è assuefazione al degrado e all’inciviltà.

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