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Ci vediamo da Conter

Tra una pagnottella, un pranzetto coi fiocchi, una colazione con dolci golosi ed una piccola spesa di delicatezze alimentarli, da Conter si può andare anche per una serie di appuntamenti culturali che volentieri -nel nostro indefesso impegno di promozionare i pochi commerci di qualità nel nostro territorio- pubblicizziamo. Si tratta di presentazioni di libri, incontri, letture, cenacoli. Anche con artisti e attori bravi e famosi (Giancarlo Ratti) e con la collaborazione di case editrici indipendenti e di qualità.

Si parte proprio oggi per un mesetto di rendez-vous all’angolo tra Via Merulana e Piazza San Giovanni. La rassegna è curata da Fabio Bussotti e così si sviluppa:

Giovedì 21 ottobre
Flaminio di Biagi presenta il libro: Il cinema a Roma (Palombi Editori).

Domenica 24 ottobre
Fabio Bussotti, in occasione del 156° anniversario dell’impresa dei fratelli Cairoli, legge Villa Gloria di Cesare Pascarella.

Martedì 26 ottobre
Emanuele Salce e Andrea Pergolari presentano il libro Luciano Salce Una vita spettacolare (Edilazio).

Mercoledì 3 novembre
Riccardo de Torrebruna parla del suo libro Tocco Magico Tango (minimum fax).

Giovedì 11 novembre
Diego Ribon legge brani da Quer pasticciaccio brutto de via Merulana di Carlo Emilio Gadda.
Stefano Gabrini parla del film Un maledetto imbroglio di Pietro Germi.

Giovedì 18 novembre
Giancarlo Ratti legge brani tratti dal libro L’albergo della Magnolia di Lia Levi (e/o).

Venerdì 26 novembre
Peppe Bisogno legge brani da Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini.

Bhe, che ne dite? Un filino diverso l’approccio rispetto al solito bar, al solito ristorante, al solito caffe, no? Ci scuserete se alle volte ci lasciamo andare in post che sembrano messaggi pubblicitari, ma quando qualche elemento della nostra città emerge dello squallore generale riteniamo opportuno segnalarlo con la massima visibilità. Dunque appuntamento da Conter. E speriamo che tanti altri esercizi banali che insistono sul nostro territorio (ma in tutta Roma e il tutto il paese) imparino, copino, piglino ispirazione. Perché fare commercio con qualità non solo porta più soddisfazione, ma a nostro avviso porta anche molti più soldi, e migliora la città.

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categoria: articoli

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Commenti (12)

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  1. barbara says:

    bello ma a che ora?

  2. Kent says:

    Tonelli ma i locali banali sono in tutto il mondo non solo a Roma. Non mi riferisco a questo qui ovviamente

  3. francy says:

    alle 19.00

    mi hai anticipato…ti stavo mandando il programma

    ci abbiamo pranzato ieri. ci passiamo domenica?

  4. Anonymous says:

    potrebbe essere un’ottima occasione per incontrarsi dal vivo. Tonelli, organizzi te ?

  5. Enzo says:

    Due succhi di frutta della bottiglietta OTTO EURO (alle ore 17). E nessun menu per saperlo in anticipo.

    Ladri.

  6. francy says:

    enzo: al tavolo?

    i prezzi del reparto caffetteria sono scritti sulla lavagnetta a destra del banco

    tutto ciò che somministrano è artigianale, a bassa produzione, di nicchia e caro, non c’è dubbio. ma buono, e ti siedi in un bel posto e puoi starci quanto vuoi

    dal 3 novembre conter è anche cena

  7. sessorium says:

    Sono abituati ai succhi montebovi. Che, se ti siedi al tavolino, li paghi 3,5. Però pagare dei succhi artigianali altoatesini 4 diventa da ladri. Mi sorprende che cerci cafonazzi frequentino Degrado Esquilino piuttosto!

  8. Marco says:

    Ammazza, oltre che artigianali, ce deve sta er sangue de Gesù Cristo in questi succhi, pé costà così tanto!

  9. sessorium says:

    A dire il vero mi sono permesso qualche tempo fa di consigliare ai gestori di tenere dei succhi ancora più cari di quelli che hanno ora. Meglio bere un succo in meno, ma sapere quale tipo di frutta si beve, da dove viene, la tracciabilità e il controllo e la ricerca sulle materie prime.
    Di succhi industriali realizzati con gli scarti di lavorazione della frutta è pieno il mondo, non credo che li si debba cercare da Conter che è un locale che fa selezione sulla qualità: traversate la strada e andate in qualche altro bar, troverete i vostri succhi industriali e fateci sapere quanto costano.

    Io ho pena, molta pena, di chi risparmia su quello che mette in pancia (e poi magari investe sulla maghina e sulla parabbbbola pe vede a partita, veh?).

  10. Marco says:

    Sono d’accordo sul non risparmiare su quello che si mangia o beve, ma la vera sfida della tracciabilità, dovrebbe essere nell’accorciare la filiera, nel non investire in pubblicità e packaging ma nel prodotto, altrimenti il consumo consapevole resta di nicchia e oggetto di speculazioni.

    Conter sarà anche un bel bar e lodo le iniziative che ci hai presentato, ma 4 euro per un succo di frutta da 200-250ml non si giustificano da nessuna parte. In Alto Adige, succhi di mela o di pera direttamente dal produttore 100% biologici li paghi 1,5-2 euro al litro (molto meno della grande distribuzione), e i produttori hanno margine.
    Ora anche ammettendo un ricarico (assurdo) del 100% dovuto a imbottigliamento in piccole bottiglie, trasporto e intermediario, e un altro 100% anche qui eccessivo dovuto al margine del dettagliante (che spende in arredo, dipendenti, pulizia delle stoviglie, ecc.), un litro dovrebbe costare sui 6-8 euro e la bottiglietta dunque attorno a 1,5-2 euro.

    Il problema quindi non diventa più la qualità dei consumi, ma il fatto che gli abitanti del quartiere il succo di frutta finiscono per berselo a casa, senza la sensazione di essere stati presi in giro.

  11. Enzo says:

    Esatto Marco.

    Il succo altoatesino non ha senso se non mi dai il menu per rendermi conto di cosa bevo (paura che i clienti scappino di fronte a certi prezzi?).

    Poi che un succo d’arancia sia altoatesino francamente mi sembra ridicolo (capirei di mela, ma le arance hanno dovuto fare Sicilia-Bolzano-Roma per finire nel mio bicchiere?)

  12. francy says:

    scusate se insisto, ma io avendo un bambino sono stata costretta a fermarmi qualche volta nei pessimi bar di via emanuoele filiberto e non ho mai pagato un succo, pago o derby blu meno di 2,50 euro, al banco in piedi e 1,50 euro una bottiglietta di levissima dal frigo

    tant’è che cerco sempre di non dimenticarmi di portare da casa quelli che compro scegliendoli con cura e pagandoli comunque abbastanza
    per esempio è difficilissimo trovarne che non contengano aromi artificiali
    allora meglio bere acqua

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