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Scontro di civiltà per un ascensore a Viale Manzoni

Non proprio a Piazza Vittorio, come il bel film, ma quasi. L’ascensore è poco distante, ma la vicenda è assai più annosa di quella narrata dal romanzo Lakhous Amara.
La telenovela inizia oltre un anno fa, il 30 giugno del 2009, ed è seguita passo passo dal nostro lettore\collaboratore Gian Paolo Viola che in quella data scrive all’urp di Metro, l’azienda comunale che gestisce le linee interrate della città. “La fermata è aperta da oltre due anni” scrive Viola, “ma la stazione non ha mai funzionato: gli invalidi sono impossibilitati dal salire sulla metropolitana“.
Nessuna risposta: l’8 agosto 2009 Viola ribadisce. “Si puo’ avere una risposta?“. Niente di niente. L’indirizzo urp@metroroma.it deve essere finto. Il giorno 4 novembre 2009 Viola torna all’attacco e aggiunge, alla mail, anche l’indirizzo ufficiostampa.metropolitana@metroroma.it: è la mossa azzeccata. L’8 novembre 2009 Gianluca Naso, ufficio stampa di MetRo Spa, risponde come segue: “I lavori di costruzione dell’ascensore, come quelli della ristrutturazione della stazione di Manzoni, sono affidati a una società esterna per conto del Comune di Roma. Gli ascensori e il servoscala presenti nella stazione potranno essere aperti, quindi, solo dopo l’ultimazione di alcuni piccoli interventi (che, si stima verranno effettuati in 15 giorni) e il collaudo degli ispettori del ministero dei Trasporti. La data dell’apertura, quindi, è subordinata al collaudo degli ispettori del Ministero che interverranno dopo una istanza di fine lavori elaborata dalla società esterna“.
Il solito burocratichese che ha ormai definitivamente ucciso l’Italia. Dopo 30 minuti di orologio, tuttavia, Viola replica alla mail personale del dott. Naso: “grazie della risposta. I lavori nella stazione sono terminati da circa due anni, ovvero quando è stata riaperta. Da allora non si è visto praticamente un solo operaio al lavoro. Come mai si è aspettato tutto questo tempo per completare quelli dell’ascensore? MetRo ha applicato delle penali all’appaltatore?“. Le settimane passano e alla vigilia di Natale, il 24 dicembre 2009, Viola è costretto ad insistere non avendo ricevuto alcuna risposta: “gentile Naso, ma è normale che l’ufficio stampa non risponda alle domande? Inoltre, gli interventi da lei prospettati non si sono visti, e ovviamente l’ascensore ancora non funziona…“. Il silenzio più assordante. Dopo le feste natalizie dello scorso anno Viola si fa sotto di nuovo, sempre più incazzato (e spassoso): “gentile Naso, scusi il gioco di parole, ma lei fa orecchie da mercante! Non solo l’ascensore è ancora fermo, ma neanche si degna di rispondere! In mancanza di riscontro, invierò la prossima settimana la presente, con i suoi riferimenti, a tutti i quotidiani di Roma, compresi free-press“. Subodorata la figura di merda possibile, Naso rispode dopo pochi minuti, sta volta dalla mail dell’Urp di Atac: “Egregio signor Viola, così come le ho scritto e le ribadisco, la società Atac che ha rilevato le attività di Metropolitana di Roma non ha alcuna responsabilità nell’attivazione dell’ascensore della stazione di Manzoni. Per l’attivazione, infatti, si sta attendendo il sopralluogo del ministero dei Trasporti che dovrà esaminare la congruità della documentazione elaborata dalla società appaltatrice che ha lavorato per conto del Comune di Roma“.

Siamo al 2010. Alla mail precedente Viola risponde dopo esattamente 9 minuti chiedendo una data per l’attivazione dell’ascensore e denunziando lo stato del manufatto che, non utilizzato, si sta degradando. Nessuna risposta. A febbraio Viola torna sull’argomento per sollecitare una risposta. Si arriva al 21 luglio 2010 quando Gian Paolo Viola inserisce, sul sito di Atac, una richiesta di segnalazione, la risposta arriva lo scorso lunedì 2 agosto 2010 e fa un po’ di chiarezza sui passaggi e lo status quo: “La informiamo che la stazione di Manzoni è stata aperta senza che gli impianti trasloelevatori fossero ultimati. Tali impianti sono stati ultimati nel mese di Gennaio 2010 e solo in tale data è stata comunicata all’esercente da parte del consessionario dei lavori (Intermetro) la regolare esecuzione ed ultimazione delle opere. Dopo aver fatto le dovute verifiche in data 24 marzo 2010 è stata inoltrata alle competenti autorità, Regione Lazio e USTIF, la richiesta di apertura al pubblico esercizio. Al momento siamo in attesa che venga comunicata da parte degli enti competenti una data in cui saranno effettuate le prove propedeutiche“.

Il 3 agosto 2010 Viola cambia strategia. Aggiunge al suo indirizzario i nuovi assessori del comparto ‘traporti’ della Regione Lazio che intanto ha cambiato giunta. Ricevono la seguente e-mail gli assessori Lollobrigida, Malcotti oltre che MetRo, Roma Metropolitane, l’Ustif del Ministero delle Infrastrutture e, finalmente, Degrado Esquilino che spigola tutto il carteggio precedente e compone questo post. Ecco il testo della mail: “Dopo lungo -ed infruttoso – carteggio con Atac-MetRo, alla fine abbiamo saputo che è a voi che adesso bisogna ribolgersi per avere la grazia di avere l’ascensore in funzione. Vorremmo quindi sapere quando darete risposta ad ATAC-Intermetro in merito all’apertura al pubblico esercizio dell’ascensore della fermata metro Manzoni, riaperta quasi 3 anni fa, affinchè possano essere svolte le prove propedeutiche necessarie all’attivazione. Tutti i cittadini, inclusi portatori di handicap e mamme col passeggino, attendono vostro pronto riscontro“.

Nonostante la piena estate, le risposte fioccano. Chi la dura, la vince! Il 4 agosto 2010 l’Urp della Regione Lazio comunica che ha inoltrato la richiesta alla Direzione Regionale Trasporti, il giorno successivo – colpo di scena – risponde a Viola l’assessore alla mobilità, Francesco Lollobrigida, in persona. Che nella sua mail del 5 agosto 2010 sentenzia: “Si riscontra, informando che la direzione trasporti del mio assessorato ha ricevuto in data 16/06/2010 la richiesta dell’Atac di effettuare le prove funzionali dell’impianto ed al riguardo ha comunicato in data 25/06/2010 alla stessa società la necessità di provvedere alla sistemazione dei percorsi pedotattili, all’aggiornamento delle piante di localizzazione dei percorsi antincendio, all’aggiornamento della mappa tattile e alla revisione dell’impianto citofonico per poter ripetere la verifica e la prova di funzionalità“. Insomma, poveri noi, ci sono da fare delle modifiche altrimenti l’impianto non è collaudabile. A questo punto, per quadrare il cerchio, Viola non poteva fare altro che scrivere ad Atac, società che da giugno ha il compito di effettuare le modifiche richieste dalla Regione. E infatti lo fa: “Spett. ATAC- Metroroma, l’assessore Lollobrigida, che ringraziamo del pronto riscontro, riferisce le veriche e le prove di funzionalità da loro effettuate hanno dato esito negativo, stante i problemi evidenziati nella sua email, e per questo Vi ha chiesto il 25 giugno di intervenire. Essendo già passati ulteriori 50 giorni, sollecitiamo un vostro pronto intervento per risolvere questi impedimenti. La palla v’è tornata tra le mani… e dovete giocarla!“.

Che dire di più? Vi terremo informati…

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categoria: articoli

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Commenti (6)

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  1. Oronzo says:

    Nonostante tutti gli interventi dell’amico Viola, non sono affatto meravigliato delle risposte vaghe di tutti gli interpellati. Per quanto a mia conoscenza il motivo della mancata in funzione dell’ascensore è molto semplice. Un amico che lavora per la metro mi ha spiegato che semplicemente l’ascensore non è stato collaudato perchè non a norma!
    Può succedere solo a Roma.

  2. 9 Gennaio 1900 says:

    Viola, un esempio per tutti!!!

  3. mario says:

    mi ricordo a tor vergata nei nuovi edifici c’erano ascensori non funzionanti perché da collaudare…
    secondo me non li hanno ancora attivati

  4. p@blito says:

    Sess,
    spero che la pubblicità fatta al mio copioso carteggio epistolare faccia ” ‘o miracolo”, cosi magari entro l’anno potremo usare l’ascensore..

    se ho qlc. news vi avviso.

    ps: invito TUTTI i frequentatori del blog ad attivarsi in prima persona a segnalare i numerosi disservizi che ci circondano: non basta scrivere ai blog ed ai giornali, scrivete anche agli uffici direttamente responsabili per la soluzione del problema!!!

    ps: ti ho appena mandato delle foto adatte x il post (quella con la vecchina merita la pubblicazione… ;)

  5. Gpalla says:

    La vicenda non mi soprende, ma di sicuro dovremmo tutti fare quello che ha fatto l’amico Gian Paolo…ognuno nel suo piccolo.
    G

  6. Destino says:

    Sono sceso alla stazione metropolitana Ponte Lungo per andare a prendere l’ascensore (tempo fa funzionante) che da via Gela sale direttamente al servizio ferrioviario metropolitano FR1 per l’aeroporto. Le FS hanno perfettamente risolto i problemi del suddetto ascensore … lo hanno … MURATO!

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