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Il bike-sharing arriva all’Esquilino. Purtroppo

Errare è umano (insomma!), perseverare oltre che essere diabolico è veramente da idioti e tradisce una qual certa malcelata cattiva fede. I protagonisti sono due: l’Atac (o Agenzia per la Mobilità) ed il bike-sharing in salsa romana, ovvero in salsa cialtrona.
Il servizio di bici pubbliche che ha rivoluzionato o sta rivoluzionando la mobilità di città che rispondono al nome di Parigi, Lione, Siviglia, Barcellona, Milano, Torino, Nizza e ultimamente Londra non riesce a funzionare a Roma. Perché? Per i colli? Per i sampietrini? Per l’inciviltà degli automobilisti? Per la cronica mancanza di piste ciclabili? Niente di tutto ciò, tutti questi problemi ce li hanno pure altrove, ma c’è un problema che non hanno: un settore affissioni gestito in toto o quasi dalla peggiore camorra possibile e immaginabile. Ecco perché a Roma non si è riusciti ad imbastire un bando di gara per assegnare la gestione di questo servizio –come si fa dovunque- in cambio di spazi pubblicitari in città.
Il ripiego è stato assegnare all’Atac la gestione di quello che restava del bike-sharing. Atac, da par suo, ha ucciso il servizio con la scelta di mettere (caso unico tra tutti i bike-sharing mondiali) la prima mezz’ora di utilizzo a pagamento. Il servizio è stato abbandonato dagli utenti che, nonostante l’assai scadente diffusione delle ciclo stazioni, erano migliaia. Le bici lasciate alla loro sorte sono state danneggiate, rubate, utilizzate come cestini dell’immondizia. A Ostia (come se già non fosse assurdo fare un bike-sharing a macchia di leopardo, con alcune stazioni in centro, altre a Ostia, altre nel III Municipio) ne hanno rubate 25 su 28. Uno scandalo ben fotografato dal nostro blog Bike Sharing Roma.
In questo contesto fa rabbia e grida vendetta vedere che il Comune, ad esclusivo scopo di immagine senza che questi servizi siano utilizzati o utilizzabili da alcuno, continua a sciupare quattrini in questo buco nero, indirizzando in maniera colpevole risorse comunali e incentivi governativi. Hanno inaugurato due grandi e inservibili stazioni a Piazzale Flaminio e si apprestano ad arrivare anche dalle nostre parti, vicino alla Stazione, nei nuovi marciapiedi riqualificati da Atac. Un ennesimo inutile spreco che serve solo a far vedere a qualche turista di passaggio che “a Roma c’è il bike-sharing”, senza che questo servizio sia utile ad alcuno per le caratteristiche che ha, per la tecnologia che lo governa. L’Agenzia per la mobilità dimostri di essere quello che può essere: una grande realtà di consulenza ed indirizzo ad alta qualità e ad alta specializzazione per migliorare il dramma della mobilità della città. E la faccia finita di prenderci in giro con un servizio che dovunque è stato un successo clamoroso e solo da noi, guarda un po’, giace moribondo in stato di abbandono.

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categoria: articoli

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Commenti (9)

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  1. Luis says:

    A piazza di spagna in effetti non si vedono più biciclette da molto tempo, forse ce ne sarà una rinsecchita e solinga. Inoltre vedo turisti che magari vorrebbero noleggiare le bici (molte famiglie straniere), leggono le istruzioni (solo in italiano, inglese?tedesco?francese? spagnolo?giapponese? NIENTE) e poi lasciano perdere. per averne una bisogna presentare domande in carta bollata, scartoffie e lungaggini di italico costume. Tornato l’altro ieri da San Francisco, per noleggiare una bici, carta di credito+documento e vai, il tutto in 10 minuti, con cartina in omaggio, bottiglietta d’acqua, catena e casco. Siamo un paese ridicolo, patetico che non ha il minimo buon senso e pure logica su come sfruttare delle potenzialità enormi.

  2. barbara says:

    volevo segnalarvi una bellissima novità: ha aperto una libreria, LA FENICE, in via emanuele fiiberto, vicino al panificio, nella parte alta verso piazza vittorio. vende anche libri scolastici e ha un angolo delle occasioni molto sfizioso. è proprio carina e volevo invitare tutti a sostenerla. per una volta che è italiano! Coraggio, andate a farvi un giro e comprate ALMENO un libro!

  3. Sessorium says:

    Ce ne occuperemo presto. Abbiamo già fatto foto e scritto l’articolo. A breve uscirà.

  4. Benjen says:

    a proposito di mobilità, ho appena letto quest’agenzia.. TPL, BUS TURISTICI DA DOMANI AMMESSI SU CORSIE PREFERENZIALI.. Si hanno notizie su quello che intende per bus turistici? tutti o solo quelli a due piani per il sightseeing? Comunque una bella mossa verso la sparizione delle preferenziali…

  5. Macus says:

    Perchè esistono ancora le preferenziali?!

  6. Sessorium says:

    Davvero, ma di quali preferenziali parli. Ti risultano preferenziali in città?

  7. Alessandro says:

    Questa è la cosa meno importante alla fine. A Barcellona i pullman privati sono autorizzati alle preferenziali. L’interesse da tutelare di una preferenziale è il seguente: il trasporto collettivo, non il trasporto pubblico inteso come statale/comunale. In alcune città europee si autorizzati a transitarvi con più di X passeggeri in un veicolo. Stessa cosa sull’autostrada Milano-Como. Ci sono corsie preferenziali alle barriere per i pedaggi per chi ha più di 3 passeggeri in auto.
    E attenzione a confondere i bus turistici come categoria. Non ci sono solo i turisti. Ma ci sono anche i pendolari che usano bus privati per muoversi (Terravision Termini-Ciampino per esempio).

    Poi che ci siano molte infrazioni di doppia fila stimolate da le borchie sono d’accordo. Pertanto la preferenziale non è immune al 100% (ma a Roma non lo sono mai state, ho visto gente scavalcare i cordoli con disinvoltura). Però i cordoli di gomma, rimango del mio parere, non si potevano guardare. Preferisco quelli di cemento. E anzi reputo una vergogna che alcuni cordoli di cemento siano stati sostituiti con le borchie.

    Ora che si può fare? Installare borchie intervallate da paletti di plastica (quelli usati in europa, per intenderci). Forse disincentiverebbero…Ma non ne sono sicuro.

  8. Marcus says:

    A Roma rimangono pochi esempi di corsie preferenziali ben fatte: quella del tram 8 per esempio su viale Trastevere, che spero nessun demente voglia mai smantellare. O più vicino a casa nostra abbiamo Via di Porta Maggiore (davanti alla Fiat) dove il tram ha una sua sede rialzata e la doppia fila è quasi inesistente. Via Principe Eugenio, prosecuzione ideale verso Piazza Vittorio, è stata invece “punita” con le ridicole borchie ed i risultati in termini di sosta selvaggia sono noti a tutti.

  9. Perry says:

    anche in Viale delle Milizie la corsia è fatta bene, coi cordoli di travertino
    Cosa aspetta il Comune a installare le telecamere visto che in questo tipo di corsie, fortunatamente, il furbastro che fa l’infrazione di infilarcisi dentro non può scappare tanto facilmente per evitare la ripresa della foto o telecamera?

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