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Gli sciacalli di Termini

Provate ad arrivare, a qualsiasi ora, ma meglio la sera, con il vostro Frecciarossa a Roma Termini. Attardatevi ad uscire dalla carrozza, fatelo per ultimi. E aprite gli occhi per vedere cosa succede.
Manco fossimo in uno scalo ferroviario dell’India più povera, della Moldova, del Turkmenistan: uno sciame di sciacalli, di accattoni, di manigoldi si avventa sul treno entranto in controsenso rispetto al flusso dei passeggeri che scendono. Come formichieri, con il naso in basso, perlustrano i vagoni alla ricerca di un libro, una rivista, ma ancor più probabilmente di portafogli, occhiali da sole, computer. Una scena indegna di un paese civile, di una capitale occidentale, ma soprattutto indegna di uno scalo ferroviario che dovrebbe essere supercontrollato, iper-telesorvegliato.

Guardate il video che, scusandoci per la qualità, vi presentiamo. Ma dove sta la sicurezza di una grande stazione europea se si consente a qualsiasi individuo di entrare nei convogli e fare il porco comodo che vuole? E se invece di patetici pezzenti questi signori si trasformassero in scaltri terroristi pronti a posizionare nei treni degli ordigni o qualcosa d’altro?
Tra i due sciacalletti che abbiamo pizzicato nei soli 30 secondi del video, uno ha recuperato a quanto sembra un libro. Un altro, invece, ha notato la ripresa e si è dilegiato per non essere filmato. Non ha mancato, tuttavia, poi, di pedinare chi eseguiva il video. Ed è stato davvero un problema riuscire a seminarlo: questa è la sicurezza che Roma Termini, il più grande scalo ferroviario europeo, offre ai suoi clienti? Questa è l’immagine che Rfi vuole dare di se: uno scalo governato dal racket?
Ma non sarebbe molto meglio creare uno sbarramento tra la zona ‘commerciale’ della stazione e la zona viaggiatori? Come succede in molte stazioni come in quella, eccellente, di Madrid Atocha dove si entra ai treni dopo un accurato controllo dei biglietti, un controllo di tipo aeroportuale che -peraltro- elimina la necessità del controllore a bordo e porta allo 0,0% la ‘dose’ dei portoghesi (pensiamo ai tanti prepotenti che si arrogano il dirittto di viaggiare gratis, dai tifosi di calcio ai manifestanti). E’ tanto difficile? Peraltro, ben prima di Madrid, la situazione a Roma era proprio questa: prima del 2000 ai treni si accedeva solo dimostrando di avere un biglietto e anche qui come al solito si è andati indietro.
Auguriamoci almeno che Roma Tiburtina, realizzata con un ponte dal quale accedere ai binari proprio sul modello di Atocha offra ai suoi frequentatori a viaggiatori la sicurezza che meritano, facendo accedere ai treni solo chi ne ha il diritto, non chi vuole delinquere.
Per intanto occupatevi con la massima cura di non lasciare nulla sui treni: non avrete un istante di tempo per recuperare i vostri effetti.

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categoria: articoli

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Commenti (6)

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  1. Max says:

    Gravissima questa situazione, è incredibile che certa gente salga senza problemi sui convogli. In termini di sicurezza è davvero una falla enorme!
    Ma ,ormai, la “sicurezza” è divenuto uno slogan…

  2. mario says:

    pochi mesi fa ho ritrovato un paio di occhiali in bagno, li porto al controllore che mi dice di rimetterli dove li ho trovati…
    non me la prendo neanche con loro qualcuno gli avrà detto di fare così

  3. Arnese says:

    Città ormai in mano a criminalità

  4. Alessandro says:

    E’ un frecciargento, non un frecciarossa.
    Tonelli mi cadi sul frecciargento :)

    Veramente vergognoso. A Napoli era una costante (ma pure a Roma di tanto in tanto) l’elemosina sui vagoni (a Napoli ci sono anche portabagagli abusivi) e Grandi Stazioni pensò di mettere delle guardie giurate a protezione dei due binari dedicati all’alta velocità a Napoli Centrale. Funzionava: i balordi erano spariti. Peccato che, come tutte le cose che funzionano, poi siano sparite anche queste guardie giurate.
    A Roma sarebbe più complicato. I binari per l’alta velocità sono molti di più. Tuttavia non ci scommetterei in una risoluzione del problema con le guardie. Due-tre settimane fa ho beccato un vigilantes di Termini che fumava, tranquillamente, nell’atrio principale. Nonostante in tutta la stazione sia vietato, tranne in determinate zone sui binari
    . Sia chiaro: di passeggeri che infrangono questo divieto ce ne sono a iosa…Ho scritto a Grandi Stazioni e al Ministero della Salute ma nulla è cambiato. Ma mi sarei aspettato che i vigilantes rispettassero il divieto e lo facessero rispettare…A Roma la logica non è di casa.

  5. Manuele Mariani says:

    assurdo.. hai scritto ai giornali ? e che figura da paese arretrato che facciamo di fronte ai turisti.. pure nel settore ferroviario ci mostriamo un paese da terzo mondo :(

  6. matteo says:

    ciao, li ho notati anche io questi loschi figuri, entrano nell’ultimo vagone e percorrono tutto il treno guardando se qualcuno ha dimenticato qualcosa, magari un telefonino. Hanno un passo rapidissimo.

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