E pure Zingaretti si merita il suo vaffanculo
A occhio ci era parso una persona come si deve. Una alternativa valida -ci vuole poco- ad Alemanno nel 2013. Le speranze insomma, c’erano. Tutte schiantatesi in un fragoroso incidente in Autostrada. Con un indecente ricorso, infatti, il fratello del Commissario Montalbano è riuscito a far esprimere il TAR e poi il Consiglio di Stato in merito ai sacrosanti pedaggi che il Governo, a margine della finanziaria 2010, aveva introdotto su diverse tangenziali italiane tra cui il Grande Raccordo Anulare e la Roma-Fiumicino.
Secondo Zingaretti -che pur di difendere il popolo dei maghinari è arrivato a dire “se montano i caselli salgo in auto e li spacco”, non curandosi di ripetere una elegante frase detta qualche giorno prima da Alemanno stesso- secondo il nostro Presidente della Provincia, dicevamo, è del tutto normale che a Milano, a Firenze, a Torino e anche a Napoli le tangenziali urbane siano rigorosamente a pagamento mentre a Roma le si possa utilizzare a ufo.
E così, per merito di questo signore, una Legge Finanziaria delicatissima che Tremonti era riuscito a cucire addosso al paese, ora ha già un enorme strappo. Poco importa se, per recuperare il mancato gettito, bisognerà ulteriormente limare su ospedali, servizi sociali, formazione e ricerca, asili nido… L’importante è tuttelare le maaaaghine. Vero Zingaré?
categoria: la nota
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Si sta facendo populismo puro sulle maghine, ar popolo puoi toccare tutto tranne la maghina…guarda caso hanno ricoperto roma coi manifesti del PD che inneggiano alla vittoria!!!! perchè tra 3 anni il futuro sindaco di Roma dirà “io m’ero schierato contro i pedaggi!”
Il problema è che tutta la sua coalizione, purtroppo la unica alternativa al malgoverno dell’attuale amministrazione, è schierata su questa linea, ovvero “i porci comodi delle maghine” a qualsiasi costo! Ci vuole una cultura diversa, ma rischia di venire seppellita dai pneumatici e annerita dai gas di scarico…
Io ho una proposta: mettiamo lo stesso avviso che si trova sui pacchetti di sigarette alle auto.
“Questo mezzo produce veleno”, oppure “L’uso dell’automobile causa tumori”, “La benzina non è verde, è nera come la morte”.
Che ne dite?
Se fai pagare l’uso della macchina non disincentivi un bel nulla. Fai solo un danno a chi la macchina è costretto a prenderla perchè, obiettivamente, a Roma coi mezzi ci si muove malissimo.
mmm ho parenti che da Rieti vanno a Roma e ora dovranno pagare, inutile dire che cotral e treno non sono alternative… se i soldi del pedaggio andassero ai bus sarei d’accordo ma purtroppo non sarà così
Ma allora facciamo qualcosa affinché i soldi dei pedaggi vadano al trasporto pubblico. Comunque se a Roma (e da fuori Roma verso la città) coi mezzi ci si muove malissimo è proprio perchè una massa sterminata di persone si muove con la propia auto!!! E’ vero che bisogna migliorare il trasporto pubblico, ma una delle condizioni per farlo è limitare e scoraggiare l’uso delle auto che rendono difficilissima la circolazione dei mezzi pubblici. Aumentare i pedaggi e il costo della sosta non scoraggerà forse tutta l’utenza, ma quelle risorse in più possono davvero servire ad avere mezzi pubblici più confortevoli, elettrici e più frecuenti se si riesce a mobilitare l’opinione pubblica. E’ piuttosto semplice capirlo, ed anche abbastanfa facile farlo.
10- per Paolo!
Meno per “frecuenti”
Scusate, in questi giorni sto scrivendo un libro in spagnolo e a volte utilizzando parole simili ci scappa l’errore (frequente in spagnolo si scrive appunto “frecuente”…).
Tra l’altro introdurre il concetto che se vuoi usare una strada la devi pagare (nei paesi civili: road pricing) sarebbe a vantaggio degli stessi automobilisti che hanno una necessità VERA e ineliminabile del traggitto in auto, ovvero la strada un po’ più libera perchè non ci sono più le auto di quelli che non vogliono pagare e si spostano sul mezzo pubblico. Ovviamente è una rivoluzione epocale e non basta il pedaggio (che inizialmente deve essere men che minimo) a farla partire, serve fin da subito un GROSSO potenziamento del t.p.l., magari senza inventarsi nuove linee ma aumentando di brutto le frequenze di quelle che ci sono già
Due parole: che schifo!