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E l’Upim si fece Pop

Non si fatto attendere molto il graffio di Coin nella volontà di innovare gli stantii magazzini dell’Unico Prezzo Italiano Milano. L’Upim (è la sigla) è stata conquistata dal grande retailer veneto lo scorso gennaio e i cambiamenti non si sono fatti attendere. I magazzini Upim, a parità di metri quadrati, pur essendo splendidamente posizionati guadagnavano il 30% in meno di Oviesse (che nel frattempo Coin aveva trasformato in OVS industry) ed il 50% in meno di Coin. Urgeva una cura da cavallo che ha obbligato il nuovo proprietario a cambiare insegna a tutti i negozi a marchio Upim. Una parte diventeranno OVS industry (quello di Via del Tritone, per esempio), un’altra parte, più esigua, si trasformerà in Coin ed alcuni –di questi ci occuperemo- proporranno una nuova insegna ed un nuovo concept: Upim.pop, il nome.
Ci occupiamo di Upim.pop perché tra le prime quattro Upim.pop che a metà settembre apriranno in Italia, una sarà all’Esquilino, nell’orripilante palazzo di proprietà di qualche ente ecclesiastico di fronte a Santa Maria Maggiore, dietro un muro del pianto di immonde bancarelle. Dentro, però, finalmente si innova.
Faremo nascere i nuovi empori di città. Il modello è Google: troverete solo quello che vi serve. Non vi dovrete più sobbarcare un viaggio verso Roma Est o Porta di Roma per comprare un cavatappi”. Questi alcuni degli statement che Stefano Beraldo, amministratore delegato del Gruppo Coin, ha regalato alla stampa durante la presentazione del nuovo concept che punta a proporre una sorta di piccolo centro commerciale urbano dove potere andare sia per mangiare una pizza che per comprare l’ultimo modello di iPad. Questo grazie alle numerose collaborazioni (si parla di Leroy Marlin, Darty, Decathlon, Yamamay, Feltrinelli…) ed agli shop-in-shop che costelleranno il percorso della nuova piattaforma commerciale.
Ad occhio e croce, pensando al nostro Rione, la novità non sembra niente male. E pare poter ovviare ai tanti disagi che molti abitanti dell’Esquilino lamentano sulla mancanza di una corretta varietà di commercio soprattutto dopo il chino-tsunami che ha trasformato ogni fondo commerciale disponibile in una vetrina di campionario per merci da ritirare a stock in squallidi magazzini sulla Prenestina.
Resta il problema, che purtroppo i romani ed i loro amministratori non vedono, che la nuova insegna commerciale sarà letteralmente celata, nascosta, rinchiusa, recintata dietro ad una criminale coltre di bancarelle che, ci auguriamo, una nuova offerta commerciale pulita e di qualità contribuirà a far fallire quanto prima. Non siamo noi cattivi, sono loro che fanno semplicemente schifo ed esistono solo a Roma e da nessun’altra parte in questa modalità, con questo impatto estetico e viabilistico. Il Gruppo Coin –che nell’operazione di riqualificazione dei negozi Upim sta investendo 60 milioni in due anni creando posti di lavoro veri, non clandestini in nero come i bancarellari- dovrebbe muoversi per richiedere al Comune la liberazione del marciapiede di fronte al nuovo Upim.pop.
Ad ogni modo appuntamento per l’inaugurazione che, a quanto risulta a Degrado Esquilino, dovrebbe essere il venerdì 17 settembre prossimo, con tanto di mostra di Andy Warhol…

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Commenti (32)

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  1. Buongiorno Sessorium,
    grazie per lo spazio che ci hai riservato!

    I lavori per l’apertura del nuovo negozio Upim Pop fervono, per seguire tutte le novità puoi visitare http://www.pop.upim.it dove man mano verranno pubblicate tutte le novità.

    Buon lavoro!

    Ciao

    Gianluigi Zarantonello
    Web Specialist Gruppo Coin

  2. Janaz says:

    Evviva Coin, abbasso le bancarelle inguardabili. Fatele togliere.

  3. Sessorium says:

    Un grande benvenuto al Gruppo Coin nel nostro Rione. C’è bisogno di presenze come le vostre, di presenze delle migliori e più dinamiche imprese italiane per innovare e soprattutto per far si che le grandi presenze commerciali significhino anche riqualificazione del territorio.

    La presenza di Coin, con il magazzino in Piazzale Appio, con la OVS in Piazza Vittorio, con il grande store dentro la Stazione Termini e con l’Upim Pop di cui parliamo qui circonda tutto l’Esquilino ed è presente in tanti punti difficili del nostro quadrante. Ci vuole anche il vostro impegno, la vostra pressione e il vostro peso aziendale per risolvere alcuni problemi (le bancarelle ad esempio, ma anche la pulizia dei portici di Piazza Vittorio, di cui abbiamo parlato venerdì) rispetto ai quali i cittadini fanno fatica a farsi sentire…

  4. Cataldo says:

    Cribbio. Ormai anche le grandi aziende commentano su Degradoesquilino.

  5. mario says:

    ma perchè la coin non chiede quello spazio per dei tavolini? così le bancarelle sloggiano

  6. Mc Daemon says:

    Via le Bancarelle!!!

    Mc Daemon

  7. Anonymous says:

    voglio spendere una parola in favore delle bancarelle dal tono pieno di odio del tenutario e dei suoi collaboratori. Non ho dubbi che l’imprenditore se potesse schiaccerebbe tutti i “moschini”. Le bancarelle devono assolutamente rimanere, semmai gli imprenditori ci dicano dove finiscono i loro lauti guadagni ! Svizzera ? Montecarlo ?
    Tonelli vergognati ! la gente come te rovina il nostro paese ! w le bancarelle !

    Guardatemi male perchè sono diverso…..riderò di voi perchè siete tutti uguali !

  8. Anonymous says:

    SE NON ALTRO IN QUESTO DELIRANTE ARTICOLO NON TI NASCONDI DIETRO LA POPOLAZIONE…..AMMETTI CHE L’UNICO INTERESSE SONO I SOLDONI !!!
    LE BANCARELLE FANNO CONCORRENZA E MOLTI IMPRENDITORI ODIANO LA CONCORRENZA ! TUTTO QUI !

  9. Anonymous says:

    Amici lettori, ma non vi rendete conto che le manovre politiche vogliono metterci l’uno contro l’altro ? Non vi rendete conto che i politici comandano i giornali e i giornali scrivono tutte le stesse cose ?
    non sono un “bancarellaro “, ma mi farà molto piacere se pensate che lo sia ! Prima di leggere tonelli , vi davano fastidio le bancarelle ? Tonelli sta cercando di inculcarvi delle idee, come fanno i giornali……ma queste idee cosa porteranno ? decoro ? questo lo dicono ora…..porteranno soldi, soldi ad imprenditori che si libereranno della concorrenza delle bancarelle ! Non è uno scherzo, mc donald ha denunciato il piccolo mc puddu cagliaritano ! Ed anche una bancarella crea problemi ad aziente internazionali ! Qualche giorno fa pubblicizzava il gelato di riva reno….ma questa è sempre un azienda che fa gelato dozzinale ! SVEGLIATEVI! VI STANNO CONTROLLANDO !
    Guardate l’odio contro gli zingari degli ultimi giorni, nessuno che li difende e poi l’incendio casuale…..! SVEGLIATEVI!

  10. Anonymous says:

    un ultima cosa, avete notato che l’unico intervento neutro è stato quello di cataldo (e anche , ovviamente , quello di Gianluigi Zarontello) ? per gli altri, compreso il tenutario, passa addirittura in secondo piano l’arrivo di POP ma devono solo esprimere l’odio verso le bancarelle (solo le bancarelle ? o magari anche gli extra comunitari che ci lavor….ma no dai che vado a pensare). lo fate per il bene del quartiere, ed anche per il bene di Dio….!
    Svegliatevi e reagite !

  11. Sessorium says:

    Eheheh, simpatica la solita commentatrice isterica. Su Cartellopoli -con il medesimo ip- si schiera a favore dei cartelloni, su degradoesquilino adesso viene a difendere l’oscenità solo romana delle bancarelle.
    Ehggià, solo romana. E visto che secondo la nostra nevrastenica commentatrice le bancarelle sono sinonimo di libertà e di concorrenza, allora significa che a Parigi, a Madrid, a Londra a Berlino non c’è concorrenza. Sono luoghi senza libertà, senza libero mercato, dove i consumatori sono attaccati da imprenditori famelici. Capito?

  12. Anonymous says:

    Che in quei posti ci sono imprenditori famelici credo lo sanno tutti….! Comunque le bancarelle ci sono, per carità di meno chi lo nega…ma mandare via una bancarella per far posto ad un imprenditore suona male ! Suona come quando dici basta con i cartelloni, facciamo un monopolio !

    PS
    non c’era bisogno di controllare l’ip , bastava chiederlo! ;-)

  13. Marco says:

    Non si è contro le bancarelle, ma contro l’abusivismo. Di cartellonari, occupanti di case, di marciapiedi, di suolo pubblico, ecc.

  14. Alessandro says:

    Sottoscrivo caro Marco.

    Le bancarelle sono brutte quando sono “rimediate”. Nel nord Europa organizzano delle bancarelle dei mercatini di Natale che sono molto carine…Non si è contro il concetto delle bancarelle, si è contro QUESTE SCHIFOSE bancarelle abusive e degradanti!

  15. Marcus says:

    Cari anonimi.
    Io sono contro le bancarelle non perchè me lo ha detto Sessorium o qualcun altro. Sono contro le bancarelle (abusive e non) perchè, a differenza di voi amo la mia città e non posso tollerare, per giunta davanti ad uno dei luoghi culto del turismo, uno spettacolo indegno di una capitale europea.

  16. 9 Gennaio 1900 says:

    Gli ambulanti non emettono quasi mai lo scontrino fiscale, smerciano merce contraffatta o di dubbia provenienza, sporcano il suolo pubblico senza (quasi sempre) curarsi di ripulire… è sufficiente per essere contrari a questa forma di commercio svolta secondo queste modalità? E se di concorrenza vogliamo parlare, parleremmo evidentemente di concorrenza sleale.

  17. mario says:

    sessorium ti sei fatto una nemica… ma sì viva le bancarelle che invadono i marciapiedi o i cartelloni come neanche a Napoli, così la bancarellara ci mette il bengalese sottopagato a nero e lei dichiara le tasse

  18. Marina says:

    Ogni tanto una bella notizia !!! Ce ne vorrebbero di più di queste belle notizie per questo quartiere e non le solite aperture di squallidi negozi cinesi ! A proposito si era parlato qualche tempo addietro della probabile apertura di un grosso centro centro commerciale ATRIUM ,dove ora c’e’ la Fiat, che avrebbe riqualificato parecchio il quartiere sotto tutti i punti di vista, qualcuno ne ha notizia ? O ci avete fatto solo sognare ? Magari fosse vero!!!

  19. Morgenstern says:

    Ha ragione la commentatrice isterica, le bancarelle sono bellissime!

    Se si diffondonderanno ancora un po’ sembrerà di stare al Cairo, in uno slum di Mumbai, o in un mercato di Mogadiscio… e tutto senza dover lasciare Roma!

    Non è meraviglioso?!

  20. aldo says:

    La commentatrice isterica è chiaramente “ispirata” dalle mitiche gesta della nota famiglia abruzzese tanto “cara” a questo blog e a noi tutti…

  21. bond says:

    Non è la bancarella in se che non va bene anzi…viva i mercati, i mercatini delle pulci che tutto il mondo prova a scopiazzarci; ma una orrenda bancarella ABUSIVA con davanti furgone in posteggio ABUSIVO che copre la visuale ai pedoni di una delle 4 BASILICHE MAGGIORI che tutto il mondo ci invidia e che da altre parti per visitare si pagherebbe il biglietto, direi proprio che non va bene!!!

  22. Marcus says:

    A tutti quelli che in buona o cattiva fede sono contro la riconversione della Upim ad opera di una multinazionale.
    Vorrei farvi riflettere sul fatto che se l’Esquilino risorgerà, lo farà non solo grazie ad un’amministrazione comunale illuminata (la aspettiamo ancora) ma anche grazie agli investimenti massicci di grandi imprenditori.
    E non certo con la cultura dell’illegalità e dell’abusivismo commerciale.

  23. dionisio says:

    se tutte le bancarelle rispettassero i limiti fissati roma non sembrerebbe un suq

  24. Max says:

    Che i giornali siano poco attendibili e controllati dall’alto non ci piove. Che i blog esprimano principalmente il punto di vista di chi li gestisce, altrettanto.
    Ma affermare che bancarelle e cartelloni, abusivi, indecorosi, e figli dell’illegalità siano tutta una fantasia e frutto di un mero accanimento politico, beh, ce ne vuole.
    Almeno su certi temi scandalosi mi sembra che le opinioni siano sostanzialmente unanime e prive di connotati politici.

  25. Marcus says:

    Sono stato ieri nel nuovo UPIM POP. Devo dire con soddisfazione che ho trovato uno store di ottimo livello e con molta scelta. In particolare ho apprezzato molto la libreria che, seppure di dimensioni ridotte, costituisce attualmente il primo vero book shop del rione.
    Dove ci sono le finestre, al primo piano , sarebbe stato un tocco di classe creare un caffè con vista sulla piazza… ma ci accontentiamo. Ristrutturazioni come questa sono la linfa vitale di cui ha bisogno il quartiere!!

  26. Anonymous says:

    Cercavo info sull’OVS e per caso ho letto questo post con relativi commenti. Vorrei dire un paio di cose: innanzitutto, mi siete sembrati davvero scortesi con l’utente definita “isterica”; poi, un’altra cosa che mi sembra di aver capito, è che siete tutti amareggiati dal vivere in un quartiere in cui voi italiani rappresentate una “minoranza etnica” e questo, secondo me, vi porta a valutare la situazione con irrazionalità. Ho 24 anni e studio all’università, dipendo ancora dai miei e la maggior parte delle persone che conosco sono coetanei nella stessa situazione: vi dirò, sono tutti ben felici dell’esistenza delle bancarelle! Credo che voi siate diventati intolleranti a tutto ciò che rappresenta LO STRANIERO, e vi basti davvero poco per gridare all’incività e al degrado, prendendo come modello città che non hanno niente in comune con la cultura italiana dell’accoglienza e sì, anche del caos pieno di calore umano. Gli champs elysees? Uno dei posti più tristi e freddi in cui sono stata! Siamo in Italia e di problemi ne abbiamo sicuramente tanti: la burocrazia è farraginosa, l’illegalità dilaga, l’economia è stagnante e il servizio pubblico ne fa le spese, bla bla bla… Ci sono tanti contesti di illegalità che restano impuniti o non combattuti, però penso che tra questi, alcuni andrebbero completamente sradicati (spaccio di droga? solo per citarne uno) e altri legalizzati e regolamentati, ma con regole semplici e alla portata di tutti. Tra questi, le bancarelle, che noi studentesse non troviamo affatto brutte e anzi ci fanno tanto comodo, magari spostandole di soli 20 metri da un importante monumento.

  27. Massimiliano Tonelli says:

    Nessuno dice che vadano eliminate. Solo che vanno ridotte allo stesso quoziente in cui esistono in altre città occidentali, perché Roma sarà anche calda e accogliente, ma per ora non è in medioriente, cara mia, mi dispiace: è in Europa. Per ora eh… poi se anche i giovani continueranno a ragionare come te allora presto sarà molto diverso.

    Detto questo non c’entrano niente gli stranieri che consideriamo spesso una minaccia, ma che comunque in ogni caso sono sempre meglio dei romani!!!

    Le bancarelle con gli stranieri (a parte quelli che ci lavorano al nero per due lire dentro) non c’entrano niente. Le bancarelle sono di proprietà di famiglie di prepotenti e criminali italianissimi. Segnatamente di poche o pochissime famiglie che sono riusite, negli anni, a minacciare e orientare le scelte dell’amministrazioine facendo trasformare le nostre piazze in orridi bazar.

    Ti ricordo della tua collega, alla Sapienza, che anni fa non riuscendo neppure a camminare sul marciapiede ricolmo di bancarellari, è dovuta passare sulla carreggiata e lì è stata uccisa…

    Comunque, non è che le si vogliono eliminare, solo le si vogliono ricondurre ad un numero accettabile (ritengo un terzo o un quarto delle attuali) e ad una estetica gradevole. Richiesta bizzarra, eh?

  28. Anonymous says:

    Non è una richiesta bizzara, è solo una richiesta che io non farei mai (e comunque mi sembra molto arrogante/aggressivo fare del sarcasmo solo per zittire l’interlocutore).
    Fortunatamente, non tutti la pensano come te e non tutti preferiscono le città NORDeuropee (ma noi siamo il sud!) a quelle mediorientali! Personalmente non sono mai stata al di fuori dell’europa, che invece ho girato abbastanza, quindi non posso esprimere una preferenza. Sicuramente sono rimasta affascinata dall’efficienza di alcune città, ma ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. Quali siano è relativo, una questione di priorità diverse da individuo a individuo, e chi crede di avere la verità assoluta farebbe bene ad allargare i suoi orizzonti. Io non voglio la monnezza a Napoli, mentre le bancarelle non mi danno esteticamente fastidio. Possiamo discutere di ordine se vuoi (e non tutti amano l’ordine e la simmetria!), ma non di estetica: de gustibus non est disputandum.
    Altro discorso è quello della criminalità: su queste poche famiglie criminali, come tu le definisci, bisognerebbe intervenire, non sulle bancarelle. Poi, se sono tutte nelle loro mani, giustamente spariranno tutte.
    La storia della studentessa della Sapienza, non ne ero informata, è molto triste e sicuramente poteva essere fatto qualcosa per evitare che accadesse; citandola, però, mi ricordi ciò che fa buona parte dei politici italiani e tutta la stampa: tanta demagogia, ovvero portare alla ribalta un caso esemplare scelto tra milioni di milioni e sfruttarlo per muovere i sentimenti delle masse, senza dover fare un grande uso della dialettica.

  29. Teresa says:

    Pensa un po’, ho scoperto solo adesso che sei sia politico che giornalista!
    Inutile polemizzare, non di certo sarò io (che penso e contestualmente scrivo) a far cambiare idea a chi la sua l’ha ripetuta già chissà quante volte, né posso più leggere quello che scrivi pensando che sia solo il punto di vista di uno come me.

    Buone feste!

  30. Giulio says:

    Cara Teresa, anche a me piace Roma e il suo carattere caldo e accogliente.

    Però le bancarelle gestite da famiglie di mafiosi di borgata che ora siedono al consiglio comunale, non le posso accettare. Perchè siamo il sud dobbiamo vivere nel degrado?

    Sei mai stata a Siviglia o Lisbona? Hai mai visto le strade del centro ridotte a mercatacci all’aperto che lasciano luridi interi quartieri? Eppure sono due città del sud, calde e accoglienti.

    Rifiuto l’equazione SUD = caos e mancanza di regole. Sennò prendiamoci anche la ndrangheta e non ci lamentiamo.

  31. Teresa says:

    Guarda, Giulio, quando ho cominciato a scrivere non sapevo di queste famiglie di delinquenti, ma credo a quello che dite e capisco che possano rappresentare un problema per voi che, al contrario di me, vivete a Roma da anni e contate di rimanerci ancora per molto.
    Vorrei precisare però che la tua equazione non mi appartiene e non credo affatto che al Sud debba regnare la legge della giungla: anzi, da questo punto di vista siamo veramente strani, abbiamo codici e codicilli da far impazzire anche il miglior azzeccagarbugli e poi, vai a vedere, ognuno fa un po’ come gli pare. Rendere le regole più dirette e poi applicarle realmente sarebbe un bel passo avanti.
    Per il resto, che ti devo dire, sarò strana io ma a me le bancarelle piacciono!
    Ce ne sono di più o meno ordinate, siamo d’accordo, ma se alla gente non piacessero non ci sarebbero tutti i turisti che vanno, che so, a vedere i mercatini di natale!
    Perché bancarella deve essere sinonimo di illegalità?
    Per Natale ho comprato un maglioncino da uomo ad una bancarella a via Catania: aveva il POS e mi ha fatto lo scontrino fiscale!
    Ho preso un prodotto di discreta qualità pagandolo la metà di quanto mi sarebbe costato al centro commerciale e mio zio ne è stato felicissimo! Perché volete far sparire posti del genere?! Allora vietiamo l’uso dell’automobile: così non ci saranno più i pazzi che vanno a 180 in autostrada!

  32. Giulio says:

    Non sparire ma ridurre a 1/3 di ora. La situazione su certi marciapiedi è insopportabile. Oppure che vadano raggruppate tutte insieme in qualche spiazzo apposito. Ma lo spazio per passare dev’essere garantito anche a chi non ha voglia di comprare nel mercatino.

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