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Arrivano le case popolari? Bene, ma che siano belle

Gianni Alemanno, sindaco; Marco Corsini, assessore all’urbanistica; Fabrizio Ghera, assessore ai lavori pubblici hanno tutto il nostro appoggio se si mettono -seriamente- a fare case popolari (assegnandole non ai soliti furbetti che oggi le occupano, ma a quella fetta di persone realmente bisognose). Hanno il nostro appoggio, ma si ricordino, tuttavia, cosa sono state e cosa hanno rappresentato nella storia le case popolari nell’urbanistica e nel paesaggio architettonico delle città italiane a partire dagli anni Venti fino al Dopoguerra. La buttiamo giù più semplice: bhe, le case popolari devono essere non belle, ma bellissime. Loro, tuttavia, le vogliono fare scopiazzando Garbatella, sarebbe una pacchianata senza fine…

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Commenti (1)

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  1. Andrea C. says:

    In realta’ non c’e’ bisogno di fare case popolari in quanto basterebbe cacciare da queste case tutti coloro non hanno i requisiti per abitarle e vi assicuro che sono moltissimi, in questa maniera si libererebbero posti per chi ne ha realmente bisogno mentre i tutti questi furbetti sarebbero costretti a pagare un mutuo o un affitto come tutti gli altri cittadini, per chi non lo sapesse infatti nelle case popolari ci vivono tassisti, impiegati pubblici, negozianti nonche’ spacciatori, trafficanti e ladri vari, tutta gente che non paga nulla d’affitto ma va in compenso va giro in suv.

    Certamente se proprio si devono costruire altre case allora che le si facciano decenti dal punto di vista estetico, che la nostra vista non debba mai piu’ vedere ecomostri tipo il Corviale!

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