Ma cosa diavolo va dicendo il sindaco?
E’ un vecchio trucchetto che aveva un senso finché non c’erano blog e controinformazione online a sbugiardarti. Quale? Concentrare l’attenzione della gente su un problema che non esiste per poter potersene stare tranquilli e campare di rendita.
A Roma -con la cittadinanza crassa e idiota che c’è- il gioco è molto facile: buttala sulla sicurezza. Fai credere alla gggente con tre ‘g’ che il problema è la sicurezza e hai svoltato: avrai centinaia di migliaia di persone concentrate su un problema che in realtà non esiste essendo la città di gran lunga la più sicura d’Europa.
E’ il gioco che Almanno fa dal 2008 e che non accenna a smettere: sicurezza, militarizzazione, criminalità. Un vero e proprio depistaggio intellettuale, una mistificazione in piena regola che purtroppo si è ripetuta anche durante l’incontro dell’altro giorno all’Hotel Napoleon. Certo, il problema della mafia -che il sindaco ha giustamente sottolineato- è presente. Ma, ci domandiamo, è questione che deve interessare un primo cittadino? O forse è affare da Ministro degli Interni, da magistratura, da Polizia e da Dia?
Perché invece di occuparsi della mafia, Aledanno non ci toglie di mezzo le bancarelle che ci ha fatto tornare in Piazza Vittorio, perché non estirpa i cartelloni abusivi che ha illecitamente autorizzato, perché non ripristina i cordoli delle corsie preferenziali che ci ha gentilmente trasformato in piazzole di sosta per la seconda fila, perché non revoca l’osceno piano-pullman che soffocherà tutta Roma a partire da luglio e il nostro Rione per primo, perché non ripristina la precedente disciplina delle strisce blu e non elimina questo sgorbio che favorisce i grossisti cinesi e che triplica la pressione del traffico sul nostro quadrante tutto?
Perché non fa finta, per un giorno, di essere il sindaco di Roma invece di occuparsi di questioni che non lo riguardano con frasi patetiche tipo “presenza dello stato” e con paragoni incongrui come il parallelo tra l’Esquilino e la Sicilia?
E per quanto riguarda i writer, caro sindaco, basta avere lucidità e capacità di vedere dove va il mondo. A Parigi il problema era uguale o peggiore di Roma, hanno semplicemente obbligato i condomini a ripulire con una deliberuccia comunale. E i condomini, altrettanto semplicemente, si sono attrezzati ricoprendo tre metri d’altezza dei muri perimetrali con una particolare vernice che permette la ripulitura: da quel momento tutti i writer francesi hanno iniziato ad incrementare i viaggi verso l’Italia dove non ci sono punizioni e dove non ci sono politiche.
Dunque sono terroristi i writer o sono incapaci gli amministratori?
E tanto per continuare nella bieca strategia politica il sindaco si è anche impegnato a muoversi per eliminare l’indecorosa legge regionale che obbliga chiunque sposti una bancarella a ricollocarla in un luogo di egual valore. Facile eh, caro Alemanno, prendere degli impegni su risultati praticamente impossibili e poi, magari, dare la colpa alla Regione che non li ha ottenuti.
Certo è che se il sindaco riuscisse a ottenere questo risultato, ci diventerebbe d’un tratto simpatico!!!
categoria: la nota
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grande, sei veramente forte, e quando alla fine non sapendo più che dire , dopo la bella proposta della citta della scienza alla Zecca, della signora zittita dalla follla urlante che quando sente odere di cultura si imbestialisce a chiuso con il bossiano Padroni in casa nostra, naturalmente nessun giornale lo ha riportato, anzi hanno fatto sembrare un incontro di una parte politica sola un incontro di altri cittadini, ti comunico che le altre associazoioni che si erano iscritte a parlare non sono state ascoltate, alla faccia della democrazia.
Cira la mafia cinese poi, vorrei ricordare che da anni questo pezzo di cttà è controllato dalla camorra lo sanno tutti, ma questo problema non se lo sono posto giusto allora lo slogan Padroni in casa o cosa nostra