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Porta Asinaria deriva da asini, appunto…

Lo scorso week end il FAI ha organizzato una visita a Porta Asinaria. Grandiosa occasione per scoprire uno dei veri tesori nascosti del nostro territorio, per apprezzarne il restauro finito non da molto, per camminare al suo interno, per apprezzare il panorama sul “Borgo Lateranense” che si gode dalla sommità delle sue torricelle. Anche per ricordarsi della sua storia, del suo ruolo di argine e fortino contro l’invasione dei barbari.
Ma quando ci si trova all’interno della piccola area protetta che la circonda. Quando ci si gira intorno, ci si accorge che gli unni, i visigoti, gli alamanni (toh, che coincidenza) sono tutti ancora lì. Tra mercatini da primissimo dopoguerra e abusi edilizi Durazzo-style ormai storicizzati e protetti dalla sottintendenza ancor più di quanto sia protetta la Porta stessa.
Ci si sente assediati, in questa città, ancor più di quanto non ci si sentisse nel III Secolo dopo Cristo, quando per tenere fuori i vandali fu necessaria la costruzione delle Mura Aureliane. Solo che ora non abbiamo purtroppo il diritto di utilizzare la balestra e l’olio bollente.

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categoria: articoli

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Commenti (3)

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  1. Zanazzo says:

    Ma ancora esiste il mercato di Via Sannio? Ma noooooooooo

  2. Anonymous says:

    In 18 mila a Verona per tifare Roma per credere in un sogno !!!

    PS
    Mentre tu dicevi OH NOOOO tua mamma diceva OH SIIII !

  3. Anonymous says:

    però l’idea dell’olio bollente il primo maggio potrebbe tornare utile…….

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