Via Nazionale a convegno
Forse succederà, prima della nostra morte, di vedere una Via Nazionale finalmente riqualificata, percorsa da tram e non da tir, priva della sosta selvaggi sulle corsie preferenziali, con un manto stradale decente (a proposito: qualcuno è andato a vedere in che condizioni è la strada vanto dell’interventismo alemanniano? dopo pochi mesi, sembra bombardata e già di nuovo piena di cantieri).
La strada, una delle più importanti della città, non riesce a trovare una sua identità. Non è una strada di passeggio, non è una strada di shopping, non è una strada culturale. Benché sia, in parte, adatta al passeggio; benché abbia qualche negozio e libreria interessante, benché sia dotata di poli d’attrazione culturale come i Mercati di Traiano e il Palazzo delle Esposizioni.
Nel tentativo di migliorare la percezione di questo rettifilo ottocentesco che aspetta solo una tramvia per diventare un luogo piacevole in cui stare, sta per dare il suo contributo la Banca d’Italia, grande istituzione che su Via Nazionale ha sede. La banca centrale ha pubblicato un bando per la riqualificazione del Cinema Quirinale (di sua proprietà) che oggi è abbandonato e che grazie ad un investimento di oltre 4 milioni di euro diventerà un centro congressi ad alta tecnologia.

Scelta positiva? Destinazione sbagliata per uno spazio dove prima si proiettavano film? Non lo sappiamo, quello che sappiamo è che oggi, il cinema chiuso e abbandonato è semplicemente supporto per le affissioni abusive dei faccioni dei politici (oggi, notate in foto, era pieno di “Filiberto Zaratti”, quello ecologista…). Una scena riprovevole rispetto alla quale qualsiasi cambiamento è benvenuto.
Perché, cari politici che ci chiedete fiducia massacrando i muri della città, ci avete ridotti ad uno stato tale che anche un tristo centro convegni chiuso al pubblico è meglio del degrado di cui voi vi rendete responsabili.
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Li mortacci de Pippo Zaratti!
C’è una cosa positiva però in tutto ciò: hanno obbligato le aziende a rifare il lavoro gratis. Non era mai successo nella storia di questa città dalle opere pubbliche fatte con i piedi anziché con le mani.
Per il resto i manifesti abusivi di Pippo Zaratti (sinistra, ECOLOGIA, libertà) sono vergognosi.
Proprio qua mi ricordo di uno che commentava una cosa tipo “Uomini di poca fede, stavolta l’hanno rifatta col cemento! (sic) Vedrete che stavolta durerà tanto!”
Eheh.
Ma infatti, ma poi che vuol dire gratis o non gratis. Non è quello il problema. La questione è che è stata rifatta una strada utilizzando una fondo stradale non adatto. Mooooolto semplice. I sampietrini non possono stare dove c’è quel flusso veicolare e quella quantità abnorme di mezzi pesanti. Ma è tanto difficile da capire? Non reggono, si affossano, si avvallano.
Come che vuol dire gratis? Che il comune di Roma, indebitato e commissariato sul deficit, non deve pagare se viene provato che il lavoro viene fatto male. Non è poco secondo me. Io vorrei vedere domani stesso il tram in via nazionale con le preferenziali al centro. Ma non è possibile e sapete bene chi ha messo il veto e chi lo metterebbe. Senza poi contare gli innumerevoli problemi che ci sarebbero da risolvere con certi raggi di curvatura che sarebbero necessari in certi tratti…Qui stiamo parlando di jumbotram, non dei tram di Lisbona del 1900. La trazione non sarebbe sufficiente. Scusatemi se ho deviato un po’…Però qua, prima o poi, bisognerà riaffrontare questo nodo.