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Via Domenico Fontana, non ci credete?

Trattasi di strada che non si presta a grandi passeggiate. Trattasi di strada che viene per lo più percorsa in auto per transitare da Via Emanuele Filiberto su su fino a Piazza San Giovanni per poi gettarsi a Via Merulana o, più facilmente, giù per l’Amba Aradan e verso Caracalla o l’Eur. Insomma, una di quelle strade che tutti hanno percorso almeno una volta ma di cui, magari, nessuno si ricorda il nome. Perché non c’è un indirizzo che la contraddistingua, un negozio o un ristorante da ricordarsi, un luogo dove darsi un appuntamento.
Peraltro tutto un lato della strada è completamente cieco. Privo di entrate, uscite e chiusure: interessato nella sua totale interezza dai contrafforti dell’Acquedotto Neroniano. Il lato opposto è un teorema di bizzarri negozi di paramenti sacri, discutibili ristoranti e corniciai.
Il tutto, però, non giustifica lo stato di indicibile degrado in cui la strada si trova. Il campionario è quello classico della Roma che conosciamo: sporcizia, cantieri abbandonati, monnezza stratificata, segnaletica stradale divelta e gettata a terra. E non a terra per dire a terra, ma a terra per dire addosso ad un monumento che dovrebbe essere tutelato dalla Soprintendenza, che dovrebbe avere attorno un’area di rispetto possibilmente con una bella illuminazione notturna e un grande marciapiede che, nella parte sinistra (a salire), impedisca la sosta e dia respiro ai ruderi imperiali. Ma sarebbe tanto difficile? Oppure vogliamo ancora tirar fuori la scusa che non si possono sacrificare una dozzina di posti auto?
E visto che le parole alle volte non bastano abbiamo voluto proporvi, anche questa volta grazie alla nostra renderer ufficiale Miss Giulia, una soluzione di come sarebbe Via Domenico Fontana se fosse allestita in maniera civile, di come sarebbe se fosse in qualsiasi altra città d’occidente, di come sarebbe se solo il Municipio (o anche un solo consigliere) aprisse gli occhi e decidesse di investire quei pochi (davvero pochi!) quattrini perr cambiare il volto ad un’altra fettina di città. Una fettina importante, vista la quantità di persone che la percorrono ogni giorno. E che potrebbero, per una volta, essere educate alla bellezza, alla pulizia e all’ordine. Non allo schifo ignobile che vediamo in queste foto e al quale stiamo facendo assuefare la nostra cittadinanza.

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categoria: articoli

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Commenti (7)

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  1. Kenpachi says:

    Un bel lavoro! Basterebbe poco per avere molto.

  2. LODICE says:

    ci vorrebbero due lire per sistemarla.

  3. Alessandro says:

    Senza contare che le auto sulla destra sono parcheggiate sui binari del tram…Anche se non vi passa nessuna linea è comunque illegale perché quella sarebbe un tracciato di raccordo, non binari morti.

  4. pablito says:

    mo’ ci risponderanno che l’hanno appena riasfaltata, e quindi non dobbiamo rompere…

  5. Franco says:

    L’ampiezza del degrado in cui è sprofondata Roma è veramente incommensurabile. Ormai si rischia di essere ripetitivi ma la domanda che mi faccio è perchè siamo in così pochi, per quanto molto tosti, a reagire con sdegno a questa deriva. Bello il progettino di sistemazione ma questi nel cervello hanno solo soldi, soldi, soldi e lo possono fare perchè la cittadinanza è passiva e indifferente. Fatevi due passi in più..Battistero di S. Giovanni in Laterano..è incredibile..cartelli pubblicitari metallici anche li!!!!!!!!!!

  6. Mario Di Giacomo says:

    Sono d’accordo sul degrado assoluto di questa strada. Un vero schifo. I negozi non sono da buttare: sono artigiani… Il ristorante è ottimo, vi ho sempre trovato cortesia e qualità (provatelo personalmente e mi darete ragione), purtroppo si esce fuori dal locale e si trova la schifezza…

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