Quattro Fontane e un funerale (speriamo di no)
Saputo che il I Municipio si appresta (anzi ha già cominciato) a ristrutturare la povera Via delle Quattro Fontane, abbiamo deciso di inviare all’assessore ai Lavori Pubblici Yuri Trombetti una lettera di riflessioni su questa strada una volta gloriosa (fa parte di un itinerario papale di 500 anni fa!) e oggi davvero inospitale anche per una breve e obbligata passeggiata. Condividiamo con i nostri undici lettori il contenuto della lettera.
Caro Assessore, leggo che affronterai il restyling di Via delle Quattro Fontane. Qualche riflessione: la strada è una delle più pazzescamente disordinate per quanto riguarda la sosta sia nella parte “in salita” (da Piazza Barberini a Via XX Settembre) sia nella parte “in discesa” (da XX Settembre a Via Nazionale).

In entrambi i casi per risolvere i problemi della strada che oggi è pericolosissima, sarebbe sufficiente allargare di un tot i marciapiedi e segnalare con chiarezza come deve essere organizzata la sosta. Ad oggi nella strada si parcheggia indifferentemente a spina, in linea e ovviamente in doppia fila. Non vi sono strisce di parcheggio a terra e ognuno abbandona disordinatamente l’auto come prefererisce: un solo metro di allargamento dei marciapiedi risolverebbe il problema. Purtroppo ho visto che i lavori nella parte bassa non stanno procedendo in questo senso e si rischia anche qui di rifare la strada, ma di lasciarla ai suoi problemi.
Infine ti segnalo due focus in particolare:
1. alla fine, sullo sbocco su Via Nazionale, sono frequentissime le auto sulle strisce e all’angolo in curva (se non addirittura sul marciapiede di Via Nazionale): qui occorrerebbe la classica orecchia.

2. sul marciapiede di destra “in discesa” da XX Settembre a partire dal numero civico 126 fino al civico 123 (Banca d’Italia) si verifica ogni sera il fenomeno del parcheggio sul marciapiede. L’intero camminamento pedonale viene occupato dalle auto (soprattutto utenti del cinema Quattro Fontane, come si vede nella foto in alto) costringendo i pedoni a camminare sulla carreggiata a loro rischio e pericolo. Solo dopo l’entrata della Banca d’Italia vi sono regolari paletti anti-sosta selvaggia (che ora avete esteso fino a via Nazionale): vanno piazzati anche nella parte alta della strada, è quella la parte più colpita dalla sosta sul marciapiede.

In conclusione la direttrice Santa Croce in Gerusalemme – Trinità de Monti è un percorso urbanistico formidabile. Venne concepita da Sisto V nel Cinquecento e comprende le strade: Santa Croce in Gerusalemme, Via Carlo Alberto, Via Depretis, Quattro Fontane, Via Sistina (dal nome del papa stesso) che sono tutte traiettorie letteralmente massacrate dalla sosta selvaggia e dal degrado esclusivamente per colpa di un arredo urbano sballato e per l’incapacità da parte di chi le progettò di concepire la corretta larghezza della carreggiata e la corretta distribuzione degli stalli per la sosta. Come sappiamo bene in strade urbane a senso unico come queste, la carreggiata non deve essere più larga di 3,50 metri. Questo semplice accorgimento risolverebbe la problematica dal punto di vista del traffico, che sarebbe più sicuro, e dei pedoni che avrebbero più spazio a loro disposizione.
categoria: articoli
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sempre il primo municipio sta rifacendo una serie di strade a testaccio. Ho notato che purtroppo anche li mancano le orecchie e l’intervento si risolve in demolire il marciapiede-rifare il marciapiede uguale. Ora scrivo al Trombetti, vediamo se risponde..
Analisi lucida e corretta. Hai fatto benissimo a mandargli questa lettera.
Cosa molto grave questa di Testaccio. Scrivete subito a Trombetti, che tra l’altro è di Testaccio e deve avere tutto l’interesse a riqualificare quel territorio.
I politici hanno paura di far cambiamenti. E li possono giustificare solo se si sentono ‘coperti’ da una richiesta che viene dal basso e che li può far star tranquilli di fronte alle proteste ed alle richieste di spiegazioni.
Dunque occorre che si percepisca questa richiesta di processi di qualità, ma che venga dal basso.
scritto a trombetti, vediamo che succede… scrivete anche voi!