A Roma i patti. A Milano i fatti
Per alcuni anni questa sudditanza non c’era più. Oggi, c’è poco da dire, guardare a Milano per un cittadino romano civile e consapevole è motivo di vergogna. E non solo per il bike-sharing che a Milano cresce e prospera e invece a Roma è bloccato dai diktat della mafia cartellonara. I confronti debbono essere fatti anche per la gestione delle due China Town: quella di Via Sarpi, a Milano, e quella dell’Esquilino, a Roma.
Sia nell’uno che nell’altro caso le due amministrazioni -entrambe di destra- si erano fortemente impegnati con i residenti dei rispettivi quartieri invasi dai grossisti cinesi. Con una lieve differenza: a Roma le promesse sono rimaste chiacchiere e, anzi, l’amministrazione come abbiamo dimostrato più volte, ad esempio qui, ha fatto di tutto, ma davvero di tutto, per peggiorare la qualità della vita dell’Esquilino; a Milano, invece, la promessa è stata lungimirantissima ed è stata ottemperata.
Nel capoluogo lombardo, infatti, si è compreso quello che noi qui andiamo blaterando da anni: il commercio non è governabile di per se, lo si può dunque instradare intervenendo sul contesto in cui il commercio stesso insiste. E specificatamente agendo sulla sosta, sul traffico e sull’arredo urbano. L’adagio in questione a Milano è suonato decisamente bene e l’amministrazione ha capito che se c’è un problema di grossisti illegali è inutile corrersi appresso a suon di carte bollate, sequestri e sigilli (tutte cose perfettamente aggirabili) ed è molto più semplice impedire fisicamente che camion e furgoni accedano all’area interessata dall’anomalia. Il primo febbraio ultimo scorso sono iniziati a Via Sarpi i lavori per la pedonalizzazione e per l’istituzionalizzazione della ztl (comunque già attiva da oltre un anno). Un investimento di 5,5 milioni di euro (ecco perché chi ancora blatera di Patto dell’Esquilino dovrebbe sotterrarsi, visto che qui si parla di cifre, soldi veri, non chiacchiere) che porterà pavimentazione in pietra, aiuole, panchine e altri elementi d’arredo. Saranno tolti i marciapiedi perché, semplicemente, non serviranno più. Tutto l’arredo pubblico (dunque anche i tavolini degli esercizi commerciali) sarà omogeneo e uniforme. Gli spazi dedicati ai pedoni saranno delimitati da aiuole basse. “Il commercio al dettaglio” afferma l’assessore al traffico De Corato “sarà completamente riqualificato, che esso sia cinese o italiano“. Tutto l’ambaradan, poi, sarà sorvegliato da telecamere. Non come le isole pedonali alla romana, per intenderci.
Tra un anno i lavori dovrebbero essere conclusi. Noi siamo sicuri, siamo disposti a fare una penitenza in caso di previsione sbagliata, che tra dodici mesi, quando pubblicheremo le foto della China Town milanese completamente rivoluzionata, a Roma saremo ancora alle chiacchiere. Saremo ancora a gestire i tanti dispetti (strisce blu, corsie preferenziali e tutto il resto) che questa amministrazione ha fatto all’Esquilino a tutto vantaggio del commercio illegale. Chiedere più fatti e meno patti è chiedere troppo?
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Una enorme pernacchia al patto per l’esquilino…
Non è vero….o meglio è vero ma la colpa e anche di Tonelli che se ne infischia altamente della chinatown ! Parla di tutte le altre tematiche ma di questa no, chissà perchè !
A me basterebbero già le insegne in italiano ! Piazza vittorio torni all’Italia !
Ah mo’ è colpa mia?
ovviamente è una provocazione, però il fatto che non t’interessa molto è evidente. Sarebbe una vittoria senza precedenti le insegne in italiano ! Non si vogliono stravolgimenti o rovinare le attività dei cinesi o qualsiasi altra cosa complicata. Le insegne in italiano, stiamo in italia e si parla l’italiano !
Le insegne di italiano sono una, anzi l’ennesima, sciocchezza per buttare sabbia negli occhi dei cittadini. L’amministrazione dice: “non sono in grado di fare un cazzo, e allora la butto in caciara”.
Il De Russie, l’Hilton e il Grand Hotel sono i tre migliori alberghi della città e non hanno insegna in italiano. Lo stesso vale per i negozi di abbigliamento, gastronomie, ristoranti e bar.
Ma che cosa c’entra? L’importante è che si creino le precondizioni per un commercio di qualità accettabile, se poi le insegne sono in turcomanno, ostrogoto o zingaro ma chissene importa.
Ma continuate a farvi fottere da ste cretinate continuate? Ma allora qui che ci stiamo a fare con un blog dal 2007? Siamo inutili cazzo!!!
si vede che non abiti li, vuoi sapere la differenza ? La stessa che passa tra un quartiere di roma e la chinatown.
Un conto è qualche insegna “straniera” un altro è tutta la zona. Allora tanto vale uscire dall’esquilino e “normativizzare” il nome chinatown anche nelle carte. Dobbiamo avere il permesso di soggiorno per andare a Roma ? E lo chiederemo…
PS poi basta con queste sciocchezze del commercio di qualità, non esiste ! Vado al centro e vedo bar ristoranti cari in termini spaventosi e vendono le solite “schifezze” : bevande americane a prodotti surgelati. Quale sarebbe questo commercio di qualità ? Pensa lo stesso biolà che ti fa impazzire, qualche appunto ci sarebbe da fare (a cominciare dallo yogurt ), e credo che te ne sarai accorto , o no ?
A mio modo di vedere quello yogurt è semplicemente squisito!
si in genere è buono, però a volte lascia un pò a desiderare. Ad esempio a mio avviso è migliore lo yogurt sempre biologico che trovi a “natura si”. Comunque il punto non è lo yogurt ma la chinatown.
Anche a me, residente a Chinatown, non mi importa niente delle insegne! Mi piacerebbe invece avere ristoranti anche cinesi ma di qualità e rivolti anche agli italiani, bar anche cinesi ma aperti fino a tardi, negozi anche cinesi ma che non siano ingrossi e che siano di qualità. Chi l’ha detto infatti che Cina significa solo paccottiglia? I vestiti dell’estremo oriente possono essere bellissimi, il loro cibo meraviglioso! Basti pensare al mitico negozio e bed & Breakfast Vietnam Mon Amour a Milano, o al ristorante-negozio Green T. vicino il Pantheon…
Va bene non c’allarghiamo, il cibo delizioso dubito fortemente. Io da ragazzetto andavo a pescare (per passare il tempo) al tevere, si prendevano bei cefali. Cefali turbodiesel. Visto che non avevamo il coraggio di mangiarli indovinate a quali ristoranti li vendevamo….??
Forse per insegna in Italiano si intende dire in carateri latini… Sono d’accordo su questo. A NYC molto spesso le scritte cinesi sono tradotte in inglese. Ma mi sembra che anche qua molti le abbiano…Non bisogna generalizzare.
Complimenti ad Alessandro per l’acutezza. Una scritta in inglese non coglie impreparati neanche le persone anziane, anche se non conoscono l’inglese. Mentre una scritta in scarabocchi (che per sentito dire noi chiamiamo cinese, ma potrebbe ben essere anche una qualsiasi lingua orientale ) procura gia di per se difficoltà.
Un ultima cosa, anni fa striscia la notizia fece vedere che i classici tatuaggi in cinese che dovevano tradurre o il nostre nome o altre qualità tipo coraggio in realtà erano parolacce. Ricordo un uomo che dopo tempo scoprì che gli avevano scritto “uomo di merda”. Ma qualcuno va a vedere cosa c’è realmente scritto ? Esistono simili controlli ? Non avete mai pensato che potrebbero scrivere tranquillamente qui si vende roba falsa ecc.
non solo a milano!
guardate qua: La Guardia di Finanza di Firenze ha scoperto e denunciato un sodalizio criminale, formato da cinque cinesi, coinvolti in una frode fiscale, mediante utilizzo di fatture false, e conseguente riciclaggio dei proventi evasi. Si tratta di movimentazioni
bancarie per tre milioni. Le indagini
hanno preso avvio dal monitoraggio antiriciclaggio di transazioni di capitali da parte delle Fiamme Gialle. I
denunciati fanno parte dello stesso nucleo familiare e utilizzavano piccole societa’ e ditte operanti nella
produzione e import-export di prodotti di pelletteria. Sono state annotate fatture false per oltre 2,6 milioni, tramite societa’ cosiddette cartiere, che dopo un anno scomparivano nel nulla.
Insomma, è quello che succede all’Esquilino! tutti i giorni, sotto gli occhi di tutti!
Anche a Prato è stato siglato un accordo con il Viminale contro le numerose attività ILLEGALI dei cinesi, che sta funzionando.
Perché da noi non è possibile?? non credete che sia ora di fare qualcosa di più?