Piazza Vittorio project
Non è solo la sovrabbondanza di acquitrini che trasformano il parco in una enorme palude (come vedete la fantomatica Porta Magica è irraggiungibile quando piove) il problema del giardino di Piazza Vittorio. Le questioni sul piatto sono tante e le vogliamo proporre (si tratta di idee elaborate congiuntamente con il Comitato Carlo Felice, con il quale stiamo conducendo interessanti battaglie, si veda il Corriere della Sera di oggi con tanto di video riguardo alla questione di Porta Maggiore qui denunziata giorni fa e già agli onori delle cronache) in questa fase perché sappiamo che a breve dovrebbero partire dei lavori di restauro del parco. Lavori che saranno piccoli interventi di restyling (60mila euro, a quanto ci risulta, la cifra stanziata in bilancio dal Comune, perché il giardino di Piazza Vittorio è di competenza comunale) e che, ci auguriamo, andranno in direzione di una sistemazione sobria, low cost, sensata e sostenibile di questo fondamentale spazio verde.
C’è infatti la possibilità, concreta, di migliorare di molto queste aree senza spendere molto. Vediamo come.

Il primo tema da affrontare è quelle delle orribili strutture fuori terra create nel giardino da qualche architetto malato di protagonismo durante i restauri negli anni Novanta. Ovvio e prevedeibile che il tutto scapicollasse nel più squallido degrado. La piramide mozza si sta sfaldando letteralmente, le scale che dovrebbero portare sul suo “attico” (naturalmente chiuso perché ci si andava a drogare mezza Roma) sono ricoperte di graffiti cavernicoli. Qui c’è da approntare l’intervento più massiccio di tutta la nostra proposta: la piramide va abbattuta, al suo posto una soluzione affascinante (ma se mancano le risorse qui si potrà semplicemente lasciare prato) sarebbe quella di commissionare a qualche giovane studio di architetti una teca in acciaio e vetro (il più economica possibile) che potrebbe avere funzioni espositive (un infopoint sull’Esquilino e la sua storia, con pannelli illustrativi dalle preistoria a oggi) o anche religiose (un tempio tibetano in mezzo al parco… o indù, o buddista…).
Un’altra struttura è questa qui sopra. Un bunker in mattoni di tufo con un’allegoria del simbolo del PDS di allora. Abbatterla? No, non vogliamo aumentare i costi di questo intervento. Sarà sufficiente nasconderla. Come? Semplicissimo: basterà scavare tutto attorno alla struttura un piccolo solco di terra, piantarvi dei rampicanti (vite americana, ad esempio) e in pochi mesi questo mostro si trasformerà in una scultura verde. Con zero costi di realizzazione e di manutenzione.

Le palme Phoenix stanno tutte morendo a causa del Punteruolo Rosso e ci si può fare davvero poco. Magari fare attenzione a come si trattano, per evitare che i germi di diffondano su tutte le altre essenze. Essenze che, salvo qualche cespuglio di alloro da riaggiustare, non stanno comunque male e fanno del nostro parco un vero e proprio vivaio a cielo aperto da visitare e tutelare.

La fontana del Rutelli è un patrimonio e va restaurata e rimessa in funzione. Su questo non ci dovrebbero essere dubbi. Vicino a lei ci sono i Trofei di Mario che da qualche tempo sono stati cinti da una ringhiera, e per i quali chiediamo, semplicemente, una illuminazione notturna. Provenendo dalla direttrice di Via Carlo Alberto lo spettacolo sarebbe meraviglioso e suggestivo a tutte le ore della notte.

Ai piedi dei Trionfi di Mario ci sono delle vasche a forma di esedra. Tre vasconi che un tempo furono fontana e che, come tale, durarono pochissimo. Ripristinare la fontana non ha senso: costa in termini di elettricità e di manutenzione. Proponiamo che in questi contenitori vengano realizzate delle aiuole (semplicemente portandovi del terriccio) con la messa a dimora di piante mediterranee (rosmarino, salvia, lavanda) che necessitano di manutenzione praticamente nulla e hanno fiori bellissimi e profumi gradevoli.


Tutto intorno al parco (si veda anche la primissima foto del post) ruotea una sorta di percorso che andrebbe recuperato e adibito ufficialmente a pista ciclabile interna. Davvero con pochissima spesa si potrebbe realizzare un percorso di 1000 metri netti che consentirebbe una sgambata di allenamento a ciclisti e cicloamatori. O semplicemente a babbi e bambini in bici.


Oggi molti punti della “pista” sono malconci, altri tronconi non sono collegati tra se e in alcuni punti sono aperti da secoli dei cantieri abbandonati nel più totale degrado e pericolo per i frequentatori del parco.


Nel giardino di Piazza Vittorio, lato piccolo sud, c’è un delizioso casottino oggi utilizzato (utilizzato?) dall’Ama. La nostra proposta è di creare qui dei servizi igienici e di spostare in questo spazio il deposito della cooperativa che gestisce il parco affinché sia ordinato e funzionale: oggi il deposito è posizionato in spazi fatiscenti e di fortuna sotto alla piramide mozza di cui abbiamo parlato sopra.
Ricordiamoci poi che in questa zona dovrà nascere -quando si decideranno a dirci chi ha vinto il bando- il nuovo punto di ristoro che dovrà essere una chance di miglioramento (e non di ulteriore degrado) per l’area verde.

Insomma, ecco a voi un giacimento, una vera miniera di progetti fattibili, super economici, assai sostenibili nel tempo. Progetti che con poche, pochissime, centinaia di migliaia di euro potrebbero trasformare un parco che declina verso il degrado e l’infrequentabilità in un gioiello. Progetti che potranno essere integrati dalle vostre idee e deduzioni qui nei commenti.
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60 mila euro sono il minimo necessario per rimettere a posto turre le parti rotte e fatiscenti del giardino, e forse per realizzare dei bagni, maschile, femminile con fasciatoio esterno e internamente doppio water, grande adulti+ piccolo bambini e lavandino, e diversamente abili. dei bagni piazza vittorio ha assoluto bisogno, ma devono essere custoditi, ad orario, come a villa celimontana, magari ad orario più esteso, fino alle 17.30-18 in inverno fino a tarda sera in estate.
mancano anche le panchine nell’area gioco e qualche alberatura che ombreggi l’area in estate.
va anche data una sistemata al “chiosco giostra”
la teca che dici potrebbe essere realizzata in un secondo tempo, ed essere una sala multiuso, anche per le feste dei bambini, affittabile a pagamento
e si, una caffè all’aperto, noi ce lo immaginiamo simil threebar, vero?, o anche semplicemente in ferro modello colle oppio, o comunque grazioso ed ordinato che non bissi l’obrobrio che c’è attualmente all’esterno, vietate sedie in plastica e ombrelloni cocacola, evitando cioè l’effetto bar-deposito del chiosco di via carlo felice. con controllo qualità prezzi, magari con cibi etnici, torte dal mondo….che sogno
IL modello dei caffe all’aperto dovrebbe essere, per tutti, il treebar. Assurdo che gli esempi ce li abbiamo in casa, e non li sfruttiamo. Ho invitato a farci una passeggiata -scrivendo loro una lettera in occasione dello scandalo di Villa Celimontane e delle sue installazioni commerciali temporanee\permanenti- sia a Federico Mollicone (che come al solito non mi ha risposto) che Umberto Croppi, che la pensa allo stesso modo mio e tuo: ben vengano le installazioni fisse, anche nelle ville storiche, purché siano belle.
Qualcuno e più di qualcuno, tuttavia, le chiamerà speculazioni…
A me piacerebbe anche un chiosco (ecocompatibile!) che propagandi prodotti a km zero, biologici, tipicità del territorio,…
Sono d’accordo con te. Ed è un peccato perché potrebbe essere un capolavoro di giardino.
P.s. Complimenti per l’apparizione odierna sul Corriere.
Intanto Gasperini prova a incentivare la ripulitura degli scarabocchi dei writers http://iltempo.ilsole24ore.com/roma/cronaca_locale/roma/2010/01/26/1119457-decoro_sconti_ristruttura.shtml
Il provvedimento è perfezionabile dal punto di vista tecnico (obbligo prodotti antigraffiti, per esempio). Tu, che hai gli agganci giusti, puoi farglielo capire magari.
premesso che 60 mila euri sono ‘na petecchia……
sono un fervido sostenitore della pista di atletica”, piu’ utile di quella eventualmente ciclabile. Ovviamente NON vanno fatte insieme, ovvero una sull’altra, altrimenti diventano inutili: quindi se ci sono i soldi 2 piste affiancate, oppure una solo e PEDONALE.
Vedi che tutto è migliorabile!!! Pure le proposte del Comitato Carlo Felice in combutta con Degrado Esquilino. Giusto! Io voto per la mozione Pablito sulla pista di jogging, tanto la pista ciclabile (abbastanza patetica) la faranno all’esterno del recito del parco a quanto pare.
Grande! Unico appunto sulla struttura con il simbolo PD propongo edera. La vite americana d’inverno perde le foglie e l’orrida struttura riemergerebbe…
26 gennaio, 2010
evabbe, ho detto una cazzata: EDERA SIA.
Grazie per quello che stai facendo con il Comitato Carlo Felice.
Devo dire che per quanto siete stati sfortunati per il degrado sviluppatosi nel vostro quartiere, siete stati reattivi e nel corso degli anni voi dell’Esquilino siete diventati – vuoi la massiccia immigrazione – la punta di diamante del movimento antidegrado.
Bisogna attivare gli altri quartieri, sono d’accordo.
-
E poi le foto.
Le foto documentano una progettazione edilizia tale da renderci gli zimbelli d’Europa.
Io non mi capacito di come nel resto d’Europa si sia sviluppata un’edilizia urbana di prim’ordine che è attenta alla praticità ma anche alla bellezza.
Qui in Italia siamo regrediti in un medioevo della ragione e anche i gusti si sono imbarbariti.
Se penso a quante ne abbiamo dovute sopportare, cari amici, di queste brutture estetiche costruite negli anni ‘90, quant’è difficile sentirsi la città più brutta d’Europa e vedere i nostri concittadini dire il contrario – “Roma è ‘a più bella citta der monno” – poco dopo aver abbandonato il vecchio tv color sui sampietrini di un vicolo del centro.
Con una quantità di graffiti e di cartelloni imparagonabile a qualsiasi altra città americana ed europea, siamo alla fermata prima del capolinea.
Dopo di noi, solo le favelas di Rio de Janeiro e le bidonville indiane.
Speriamo che il nostro impegno aiuti gli altri cittadini ad aprire gli occhi, d’altronde nell’epoca dei voli low cost tanta gente vede come costruiscono a Parigi poi torna a Piazza Vittorio e capisce che noi non siamo capaci.
Di tutti gli errori di un Parco che se fosse a Berlino sarebbe il più bello della città, scelgo il solco della pavimentazione, pericolosissimo e inspiegabile, forse un canaletto di scolo, se così fosse il più demenziale che abbia mai visto.
L’unico appunto che faccio a Francy è il rapporto qualità prezzi. Che controlli vuoi fare ? Quello sarà una conseguenza della clientela.
Scusa ma perchè Mollicone doveva risponderti ? Anche tu sei il primo a non rispondere quando ti arrivano le email…
Anzi fai più bella figura a non mandargliele più, ti piace spammare e ?
Premetto che io rispondo a tutti quanti, se non rispondo è perché la mail non mi è arrivata. Quanto a Mollicone mi DEVE, dico DEVE, rispondere perché è il mio presidente della commissione cultura e se mando una mail con una proposta o una idea non dico che debba inviarmi le sue controdeduzioni, ma almeno dire “grazie” visto che de facto trattasi di consulenze gratuite nella stragrande maggioranza dei casi.
Sai, amico mio, i nostri amministratori sono pagati per prendere delle decisioni e per ascoltare i cittadini che amministrano, ecco perché Mollicone, ti parrà strano, mi dovrebbe rispondere alle e-mail. Inteso?
Magari non è arrivata neanche a lui. Prova a mandarne un ‘altra…
ho letto ora l’articolo sul corriere
stiamo tornando alla roma di pasolini in chiave contemporanea
piazza vittorio è una delle più belle piazze che abbia mai visto.. è magnifica, passeggiare all’ombra degli alberi rilassa moltissimo.. ma solo nella zona vicino a quella pseudo-fontana-futura-aiuola… perchè basta spostarsi verso quella casupola che sembra uscita da biancaneve e i 7 nani che si iniziano a incontrare clochard che pisciano allegramente vicino ai bambini, esseri che si ubriacano tranquillamente, gente che defeca all’aria aperta e gente che si droga …
beh, non è il massimo.
ma poi, dopo questa “riqualificazione”, piazza vittorio sarebbe veramente riqualificata ?! oppure la sera troveremmo i soliti “esseri” a farsi gli azzi loro a dispetto dei “civili” cittadini ?
Congratulazioni per le iniziative ed il blog, sono venuto a Vostra conoscenza attraverso il Corriere. Mi fate venire in mente tante idee….
Ciao,
Bruno