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Arriva l’Ecomostro, ma non porta dote

Bhe? Che ne dite? Avete visto? E’ quasi pronto e, forse, è meno osceno di quello che sembrava nei renderings. Sembra un filino più discreto, un’anticchia più elegante, uno sfregio un poco più accettabile. Certo, qui si doveva fare tutt’altro: quando devi ricucire una falla urbana puoi fare due cose. 1) Ricostruire in stile copiando in tutto o per tutto il mood degli stabili circostanti (nella fattispecie stile piemontese di fine ottocento); 2) Proporre una cesura architettonica che ‘spezzi’ e spiazzi segnando un elemento di novità contemporanea, magari chiamando un grande nome dell’architettura. Qui si decise di non fare ne l’una ne l’altra cosa e si optò per costruire un palazzo che potrebbe stare ar Tibbburtino, ar Tuscolano o decidete voi in quale altra anonima periferia del mondo. Pazienza, infondo Piazza Vittorio è la più fantasmagorica piazza ottocentesca di Roma, mica meritava maggiore attenzione progettuale, no…?
Qualche giorno fa abbiamo anche appreso, poi, che per gli scavi dei sei piani (sei piani?) di parcheggio del palazzone, è stata ritrovata -ecometesbagli- una parte degli Horti Lamiani con tanto di monili d’oro, ingressi monumentali, strade lastricate e pregevoli intonaci. E auguriamoci che questo non obblighi a tenere aperti i cantieri per altri trent’anni ai piedi dello stabile visto che Italia Nostra già ha diramato il suo patetico comunicato stampa secondo cui i resti devono rimanere “aperti” e “visibili” non solo “agli studiosi”, ma a “tutti i romani”…
Ma veniamo al nodo vero della questione. L’arrivo del palazzo a Piazza Vittorio doveva portare con se il conferimento di alcuni oneri concessori da parte dell’Enpam, l’ente che vi avrà sede. Una parte dei denari sono stati impiegati dalla precedente amministrazione per realizzare la solita veltronata del caso: la Casa della Memoria e della Storia. A Trastevere! E gli altri soldi? Quanti ne mancano? Si parla di un milione e due, è plausibile? Quando verranno versati? Come verranno usati? Perché non se ne sa niente?
Intanto si parla di palliativi, anche possibilmente dannosi. Si dice che la dirigenza dell’Enpam è interessata a organizzare eventi e manifestazioni nei futuribili punti verdi di Piazza Dante e di Piazza Vittorio. Vabbene, ma ai cittadini occorrono riqualificazioni strutturali, non eventistica. E si favoleggia, e qui c’è da incazzarsi sebbene a prima vista l’iniziativa potrebbe sembrare positiva, che l’Enpam sia così buona da regalare al Rione una polizia privata che pattugli tutti e quattro i lati di portici di Piazza Vittorio. Siamo al Sudamerica, signori. Siamo a San Paolo del Brasile. Siamo a Caracas. Siamo a Rio. Siamo a Salvador de Baia. Siamo arrivati al punto che, dando per scontato che la microcriminalità non si può eliminare in maniera strutturale, si alzano le braccia e si passa alla polizia privata. Si dà per scontato che la polizia quella normale (che profumatamente paghiamo ogni mese nella nostra busta paga e ancora a fine anno compilando la dichiarazione dei redditi) non esista proprio, non serva, non sia efficacie, possa continuare a fare altro, magari a non fare un cazzo: “aho a Piazza Vittorio nun c’annamo che tanto ce stanno i vigggilantes“. Piazza Vittorio è letteralmente circondata di caserme di Vigili, Polizia, Carabinieri. E cosa ci propongono, calandola dall’alto come un’elemosina a dei pezzenti? La polizia privata. E i rappresentanti del Pdl la considerano pure una conquista per il Rione, in realtà è un insulto. Una dichiarazione di resa. Una controfirma su un documento che dice: l’Esquilino rimarrà sempre una fogna, difendiamoci come possiamo. Con la polizia privata. Come nei quartieri per stranieri delle città del Quarto Mondo. Peraltro la polizia privata non sta li h24 e dunque se i portici saranno un pelino più sicuri durante il giorno (ne dubitiamo, ci vorrebbe un agente ogni 50 metri!), significa che scippi e angherìe si concentreranno la sera e la notte. Peggio mi sento.
E allora come si fa a accogliere un grande ente che atterra sul nostro territorio garantendo il decoro e la sicurezza di tutto quanto c’è intorno? Come si fa a dare una risposta decente a chi lamenta di doversi trasferire in un contesto degradato che squalifica l’istituzione e mette a repentaglio la sicurezza degli ospiti dell’istituzione stessa? Semplice: come si fa in tutto il resto del mondo. Si agisce con il fine della sicurezza e con il mezzo del contrasto al degrado.
Perché Piazza Vittorio è pericolosa? Per i seguenti motivi: è buia di notte, è sporca, è graffitata, ospita affissioni abusive, è meta di bivacco. Questi sono i motivi. Tu lavori su questi e scompare -o si riduce a quote fisiologiche- anche la microcriminalità. I nostri amministratori, di destra e di sinistra, purtroppo non hanno ancora capito che laddove ci sono graffiti aumenta la criminalità; laddove i politici fanno mercimonio dei muri affiggendo i loro sgradevolissimi volti (si legga “facce di merda”), aumentano gli scippi; laddove non c’è una illuminazione sufficiente, laddove si permette il bivacco e la presenza di senza tetto ecco, proprio li, aumenta l’aliquota dei reati ai danni dei cittadini quelli deboli per davvero.

L’Enpam dovrebbe decidersi a versare gli oneri concessori che ancora non ha versato. E se invece li ha versati il Comune dovrebbe andare a recuperarli, tra le pieghe dei bilanci, e investirli, banalmente, su Piazza Vittorio. Con una azione che garantisca i seguenti risultati:

1. pulizia dei muri (e delle serrande) dalle scritte vandaliche
2. pulizia delle colonne monumentali dalle scritte vandaliche e dalle affissioni abusive (per chi ci legge da fuori Roma: ebbene sì, qui la politica e i centri sociali utilizzano le meravigliose colonne di una piazza ottocentesca come supporti per le loro affissioni illegali, siete liberi di non crederlo ma è così)
3. trattamento di tutte le superfici con vernice anti-graffiti che consenta la pulizia immediata di tutte le successive vandalizzazioni
4. incremento dell’illuminazione dei portici
5. sistema di telesorveglianza dei portici collegato con le centrali operative delle forze dell’ordine
6. riqualificazione delle bancarelle malauguratemente riportate in piazza dalla giunta aledanno con il metodo del banco-tipo o con metodi affini
8. pubblicazione di un bando (in nome della sussidiarietà pubblico-privato) che permetta ai negozi che vogliono migliorare la loro insegna di attingere ad un fondo pubblico per una quotaparte della spesa (50%) in modo da invogliare i commercianti a migliorare l’aspetto dei portici ripristinando le vecchie insegne in stile su modello di quelle della cartoleria Veroli

Certo, è assai più facile mettere per qualche mese quattro poliziotti privati sotto i portici e lasciar tutto come è, no? Ma con i quattrini che l’Enpam deve consegnare siamo certi che gran parte del programma qui sopra sarebbe fattibilissimo. Con risultati duraturi, sistemici, strutturali e con la possibilità di innescare un circolo virtuoso commerciale, civile e turistico. Se iniziamo a ragionare in termini di polizia privata dio sa dove andremo a finire…

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categoria: articoli

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Commenti (10)

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  1. Anonymous says:

    Come al solito una riflessione di qualità. La vera voce del Quartiere quello buono esce da DE.

  2. Anonymous says:

    Ci mancano pure i Vigilantes, tipo nei quartieri di lusso di 'Ndjamena. Questi stronzi ci hanno preso per Zulu?

  3. Anonymous says:

    bravo sessorium!

  4. Anonymous says:

    Ma ci vorrebbe tanto poco ad aggiustare Piazza Vittorio. La cosa avrebbe effetti benefici su tutti i dintorni.

  5. Kafiero says:

    GRANDE ARTICOLO SESSO'

  6. Les says:

    Veramente bene, quando scrivi così ti darei l'articolo di fondo in prima del Corriere!
    Quanto è difficile per questi sprovveduti internazionali dei nostri politici (detto senza antipolitica ma come presa d'atto) capire che se riqualifichi una Piazza, la mantieni pulita e vivibile, la microcriminalità scomparirà!
    Sottoscrivo i tuoi otto punti e la cosa più brutta delle foto non è la sede Enpam, sono le orrende&ridicole antenne analogiche sui tetti dei palazzi vicini.

  7. sessorium says:

    il corriere nazionale o il corriere roma?
    :)

  8. Les says:

    Nazionale, of course!

  9. Anonymous says:

    Anzi che non l'hanno fatto come una casetta pechinese, per festeggiare l'integrazione con glo orientali (come direbbe la sinistra)…

  10. Benjen says:

    concordo su tutta la linea, ma perchè non provare a inviare anche all'empam queste riflessioni?

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