Le ragioni della prossima Regione
Fermo restando che, salvo miracoli, Degrado Esquilino si appellerà ai propri lettori affinché non votino per alcuno in occasione delle prossime consultazioni regionali, forse è venuto il momento di capire cosa ci si potrebbe aspettare dalla nuova Pisana che scaturirà dalle elezioni del 2010.
E’ difficile distinguere tra competenze provinciali, comunali e regionali. Il caos è creato appositamente (appositamente!) per impedire al cittadino di potere individuare un colpevole. La città è zozza: sarà colpa del Comune, della Regione o di chi altro. Non ci sono posti negli asili, con chi pigliarsela: con la Provincia, con chi? Le strade sono dissestate, i mezzi pubblici non passano, il degrado dilaga: quale è l’ente che con il mio voto potrò punire? A tutte queste domande è difficile dare risposta, il labirinto di competenze intrecciate ha fatto sì che il cittadino non riesca ad avere chiaro il palinsesto delle responsabilità istituzionali e politiche. A tutto vantaggio della pessima politica che ci amministra.
Tuttavia qualche macro area è possibile isolare. In particolare le Regioni, dopo la riforma del 1995, si occupano, diciamo grossolanamente, della sanità, delle linee guida sul commercio, di alcune tipologie di trasporti, della raccolta dei rifiuti.
Calando queste competenze a livello Esquilino e I Municipio vediamo quanto sia importante un governo regionale piuttosto che un altro per la nostra qualità della vita. Al primo posto mettiamo il commercio: è ferma infatti da anni al Consiglio Regionale una norma che consente di spostare una bancarella o un camion-bar senza dovere garantire una posizione di prestigio equivalente. Oggi, infatti, per togliere i micidiali camion-bar da Via dei Fori Imperiali occorre garantire una posizione di egual livello e egual attrattiva turistica: un compito praticamente impraticabile. Ecco che, quindi, un governo regionale che punti a risolvere questa situazione e che punti a estirpare da Roma l’incredibile cancro delle bancarelle con le sue diecimila metastasi sarebbe decisivo. Per togliere le bancarelle da Piazza Vittorio, ad esempio, potrebbe essere risolutiva una ipotetica legge-quadro regionale sul commercio che indichi e consenta all’amministrazione comunale la possibilità, per dirne una, di spostare tutte le bancarelle in mercati coperti all’uopo realizzati. Un sogno che una Regione determinata e lucida potrebbe tradurre in realtà.
Passando ai trasporti, quello che ci interessa è l’esito della ferrovia regionale (regionale!) Laziali-Pantano. Il trenino è, dunque, di proprietà della Regione Lazio e lei e solo lei può fare quel che si deve: girarlo al comune affinché quest’ultimo ne sradichi il sedime, lo trasformi in tramvia e lo colleghi -come abbiamo spiegato qualche giorno fa- alla attuale rete. Anche qui, anche per risolvere questa questione e per togliere i binari da Via Giolitti, occorre una forte volontà politica a livello regionale.
Concludiamo con i rifiuti. Anche qui le competenze si sovrappongono: il Comune, l’Ama, la Regione per i grandi indirizzi. Certo è che una amministrazione regionale che abbia chiaro in mente cosa fare potrebbe contribuire all’arrivo all’Esquilino della raccolta porta-a-porta, svolta fondamentale per aumentare il tasso di raccolta differenziata e togliere dalle strade i cassonetti.
Domani vedremo perché alle prossime regionali non bisogna votare facendo pesare tutto il portato politico dell’astensione…
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categoria: articoli
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Mi pare che la presenza di strumenti come questo blog è data per scontata, io invece vorrei fare i complimenti, non c'è niente di comparabile….