Della Guerra Civile antidegrado e delle sue conseguenze
“Cartello abusivo”, recita il foglietto attaccato con dello scotch su una ridicola insegna illegale di cui abbiamo parlato qui tempo fa. E continua: “su questo palo c’era un normale cartello di divieto di sosta; è stato smontato e sostituito da questa pubblicità illegale”. E poi conclude con un sonoro: “vergogna”.
Vedete, quando vi diciamo che qualcosa sta cambiando. Quando vi diciamo che c’è una fettina, magari piccola, di cittadinanza che è arrivata al limite della sopportazione ed è disposta anche a fare azioni di piccola guerriglia urbana, bhe, forse non ve lo diciamo per miope ottimismo.
Contro il degrado urbano c’è da intraprendere una vera e propria guerra senza quartiere (anzi, in tutti i quartieri). L’altro giorno un volontario atidegrado impegnato nell’eliminazione di cartelli abusivi e di graffiti sulle saracinesche è stato picchiato e lasciato a terra con il naso frantumato. Commovente, ma non pietista la lettera della madre uscita sul Messaggero e riportata da qualche lettore di Degrado Esquilino in uno dei commenti di questo finesettimana.
Occorre ficcarsi in testa, gentili signori, che se c’è una guerra che va assolutamente combattuta, questa guerra non dico che debba prevedere delle vittime (non esageriamo!), ma probabilmente qualche ferito è da mettere nel conto senza farla tanto lunga. Per quelli che ancora pensino che non bisogna “farsi giustizia da soli” basti sapere che l’esposto contro il cartello abusivo qui sopra è stato presentato alla Polizia Municipale oltre un mese fa.
Non si tratta, anche da parte di un blog piuttosto seguito come questo, di istigare alla violenza. Tutt’altro: si possono ottenere risultati senza fare violenza contro alcuna persona (la violenza contro le cose è, invece, incoraggiata!). Si tratta semplicemente di costatare che tecnicamente questa si chiama Guerra Civile.
Se un signore -sputtanando la sicurezza stradale di una strada- stacca un cartello di divieto di sosta per metterci la pubblicità del suo negozio siamo in presenza di microcriminalità e questo è un problema di tutte le città del mondo. Quando però questa microcriminalità non viene sanzionata la definizione cambia, appunto, in Guerra Civile. Di combattimento di cittadini contro cittadini. Di lotta tra persone appartenenti allo stesso popolo. Di battaglia di strada rispetto alla quale i tutori dell’ordine decidono deliberatamente di disinteressarsi. A chiamare le cose col proprio nome non dovrebbe esserci nulla di male. Come la vedete?
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categoria: articoli
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Stiamo preparando un'azione simile. "Cartello abusivo" e "vergogna" però vanno scritti più in grande.
Il fatto del volontario aggredito è la goccia che fa traboccare il vaso.
Questa è guerra civile in embrione, nutrita da istituzioni che lasciano la città in balìa di imbrattatori mafiosi.
-les
bella iniziativa! come si fa a partecipare?
ma inviare i vigili dal famoso negozietto appena aperto a 50 m , titolare del negozio e del cartello abusivo ?
Noi inquilini di un palazzo della zona Villa Lais (IX Municipio) togliamo immediatamente qualsiasi affissione abusiva: ieri un cartello "Studentesse cercano appartamento in zona…", l'altro ieri "Mario svuota cantine, trasporti…", oggi "Adsl, abbonati a …". La stessa cosa facciamo con la cassetta che raccoglie la pubblicità: la svuotiamo ogi giorno e gettiamo la cartaccia nel cassonetto della carta poco lontano. Così evitiamo che la cassetta si riempia o che la carta vada volando via per sporcare la strada.
Se ogni condominio facesse così non miglioreremmo con poco la situazione?
Aldo Rossi
bravi, bravissimi.
è stato poi tolto il cartello o è ancora lì?