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La nota del 18/09/2009

la nota\\\ Un po’ lunga la nota di questa sera, ma ne vale la pena riteniamo. Curiosamente qualche lettore ci ha scritto chiedendoci: ma siete riusciti anche a pubblicare sul Riformista? E in effetti in questo corpulento e lucido articolo apparso ieri sul quotidiano arancione c’è più di qualche prelievo dal nostro armamentario ideologico, dalla nostra follia di voler vivere in una città normale. Non stiamo dicendo che i redattori del Riformista leggano quello che da anni scriviamo qui e altrove ripetendo come mantra concetti che da noi sono considerate pazzie e altrove sono assoluta normalità. Stiamo solo dicendo che, a quanto pare, certi temi iniziano, come dire, a “passare”. Fare le contravvenzioni a chi parcheggia la macchina nell’isola pedonale può aumentare la sicurezza e il ben-vivere di un territorio. Fino a ieri era una affermazione da fissati, da pedanti, oggi inizia a uscire sui quotidiani. Domani?
Bhe, leggetelo d’un fiato. Copiatelo. Giratelo nei vostri Facebook. Pubblicatelo sul vostro blog. Traducetelo in inglese (perché il nuovo parking Piazza Navona DEVE essere un tema da quotidiano internazionale) e fatelo girare il più possibile.

Dal “Riformista” del 17 settembre 2009

Molte cose possono essere perdonate al sindaco di una grande città, ma non l’assenza di idee. E di uomini con idee. La Capitale galleggia sul nulla. Dopo avere vinto le elezioni, impostando la sua campagna elettorale quasi esclusivamente sulla sicurezza, il sindaco di Roma è rimasto prigioniero della sua stessa agenda.
Pare che a Roma questo sia l’unico tema in discussione e ogni sputo, ogni coltellata, ogni cazzotto gli si ritorce contro e gli chiede conto delle sue promesse. Intanto della cosiddetta tolleranza zero non si vede traccia. Tolleranza zero significa l’esatto contrario di quello che sta succedendo in città, dove pare sia circolata un passaparola molto chiara. Fate quel che vi pare che tanto nessuno vi punirà.
I vigili urbani sono praticamente scomparsi dalle strade. Le violazioni alle regole del traffico, a cominciare dalla sosta selvaggia, sono ri-esplose anche in zone da anni ormai off-limit come Piazza Navona. I commercianti dilagano su ogni marciapiede e i tempi della cuccagna democristiana sembrano tornati. In compenso le grida manzoniane si sprecano. E come tutte le grida vengono tranquillamente evase.
Anzi la repressione di carta produce ulteriore illegalità come nel caso del divieto di vendita degli alcolici, che adesso vengono tranquillamente spacciati per strada da venditori clandestini esentasse. Ma una città senza ordine è inevitabilmente una città fuori controllo. Sarebbe più utile multare le migliaia di motorini e di auto che assediano i mille luoghi della movida romana per riportare le cose alla normalità.
E magari sequestrare quelli di chi guida il motorino in stato di ubriachezza. Se al contrario si riducono le zone a traffico limitato, si snaturano le strisce blu, si fanno strabordare bar e ristoranti su ogni marciapiede, si eliminano demagogicamente multe e controlli le conseguenze negative sono inevitabili.
Ancora più inquietante è la assenza di idee per il futuro di Roma. Che fine ha fatto la cosiddetta Commissione Attali, presieduta da Marzano? Sparita nel nulla e le sue proposte consegnate agli archivi. Dopo avere manifestato un’inutile furia distruttrice nei confronti di alcuni progetti e realizzazioni delle precedenti giunte (parcheggio del Pincio, Ara Pacis, Piano regolatore, Linea D, Festa del Cinema, ecc.) non un solo nuovo progetto è comparso all’orizzonte. Per gli unici cantieri e per le uniche opere che il sindaco potrà forse inaugurare gli toccherà ringraziare i suoi predecessori.
Le aziende municipali, e la stessa giunta, sono state inondate da una selva di nomine senza qualità. Manager sconosciuti, dai curricula incerti o addirittura inesistenti, ma quasi sempre appartenenti alla cerchia ristretta degli amici del sindaco e dei suoi amici, si sono accomodati e hanno ripreso ad assumere.
Anche quando la fedina penale (e il curriculum), come nel caso dell’ultimo amministratore nominato da Ama, risultano discutibili (condanna per aggressione e zero esperienza manageriale). Nessun tentativo di allargare le competenze e reclutare sul mercato nazionale, nonostante le aziende romane siano nel loro campo le più grandi d’Italia.
Il loro numero è sempre quello e Alemanno ha presto rinunciato ad ambizioni di semplificazione e risparmio, per godere invece del vantaggio di assegnare posti e prebende. Il destino di Acea, la più importante e ricca delle aziende controllate dal Comune di Roma, sembra ormai avviato verso un netto ridimensionamento nell’ambito municipale, al servizio di azionisti e stakeholders locali.
In compenso Alemanno sembra inseguire, fra un viaggio e l’altro, l’ombra di Veltroni e di Rutelli, accartocciato però in un eclettismo ideologico che lo porta da Lourdes al Gay Village, alla ricerca del consenso a tutti i costi.
Persino Capanna e la sua antistorica battagli anti Ogm ha goduto dei favori delle finanze comunali. Si è sentito spesso dire che Alemanno non ami questo mestiere, fatto di passione per l’amministrazione, per il governo di decine di migliaia di uomini, per le scelte di ogni giorno, spesso impopolari e fruttifere solo nel medio-lungo periodo.
Che preferisca quello dell’ideologo, abbarbicato a una stravagante idea della destra, un po’ destra e un po’ sinistra, ma mai veramente all’altezza né di una destra europea né di una sinistra riformista. Ma così facendo, sia per le idee che per il lavoro, sempre terribilmente in ritardo. Mai così in ritardo come l’opposizione, però, che in Campidoglio non esiste.

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Commenti (9)

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  1. Tommygun says:

    Ho deciso: vado di Prozac.

  2. p@blito says:

    O/T
    Sessorium, co' sti caratteri cosi piccoli mi fai pensare di aver bisogno degli occhiali, pure se ho 10/10

  3. Riprendiamoci Roma says:

    Lo pubblico sull'account di facebook di Riprendiamoci Roma.
    ps. ti ho mandato una email all'indirizzo di romafaschifo con una segnalazione, visto che i tuoi blog trattano spesso argomenti quali la sosta selvaggia e la violazioen delle isole pedonali.

  4. Alessandro says:

    Io tuttavia penso che i problemi di Roma non siano riconducibili alle varie amministrazioni che si sono susseguite…C'è lo schifo totale insito nella gente. Ahimè, è così.

  5. sessorium says:

    Pablito le note sono come la Y10 degli anni ottanta: per molti, ma non per tutti!

  6. Anonymous says:

    Pure essendo d'accordo con Alessandro che gli sbagli li hanno fatti tutti, destra e sinistra (che ha governato per 14 anni), è arrivato il momento di dire che Alemanno sta deludendo e pare non avere alcuna prospettiva per Roma.
    Almeno Rutelli e Veltroni mettevano in cantiere 10 progetti e su 8 che andavano male 2 funzionavano.
    Qui con Alemanno non si sente un progetto uno che non sia eredità delle giunte precedenti, a parte gli stadi di Roma e Lazio e la Formula1 all'Eur.
    L'idea degli stadi è giusta ma l'input è della Lega Calcio e non di Alemanno, anche quella della Formula1 è una proposta esterna.
    -
    Finora solo una leggera pressione sull'AMA e una campagna d'autunno contro il degrado che non sembra ancora iniziata.
    -
    Quindi complimenti al Riformista per l'ottimo articolo, è bene che ne parlino anche i giornali d'approfondimento.
    Io ad esempio ho scritto al Foglio consigliando un articolo sul degrado urbano, magari sull'edizione speciale del sabato.

    Les

  7. Alessandro says:

    Alemanno sta deludendo e pare non avere alcuna prospettiva per Roma.

    Non mi risulta che né Rutelli, né Veltroni abbiano subito questa forte spinta critica. Perché, a memoria, nel primo anno di governo della città non è che brillassero pure loro…Del resto i risultati dei 14 anni sono il solito degrado e la solita illegalità. Almeno Alemanno, sul fronte delle illegalità (campi rom, lavavetri, occupazioni, etc.) sta facendo qualcosa. Se non parti dal presupposto che è necessario ripristinare la legalità, difficilmente riporterai Roma nel decoro. Che Alemanno poi non sia il migliore dei sindaci presenti in Italia è ovvio…A Roma non abbiamo mai avuto, ripeto mai, il miglior sindaco d'Italia. Ribadisco: è una questione di schifo insito nella cultura cittadina. Ed è difficile da estirpare se non con un forte, fortissimo (ed è stato fatto pochissimo per quel che serve) ripristino della legalità. E non si venga a dire che è impossibile perché c'è Tredicine…baggianate. La Municipale l'altro giorno ha elevato una 50 di verbali ai chioschetti… Volere è potere!

  8. Anonymous says:

    Molto probabilmente i chioschetti sanzionati non erano quelli targati Tredicine, ma della concorenza

  9. sessorium says:

    Per favore facciamo attenzione a non farci fottere eh!!! Sveglia signori. I verbali contro i camion bar sono proprio e esattamente l'elemento principe che permette ai camion-bar di sopravvivere contro tutto e tutti, di deturpare tutte le aree monumentali della città, di posizionarsi laddove impediscono il passaggio a autoambulanze e pompieri, a penetrare la fascia blu con autoveicoli risalenti agli anni novanta e dunque non euro 0, ma euro meno cinque!!!

    I verbali servono proprio a rispondere alle obbiezioni: "ma quali amici dei camion-bar, li abbiamo pure multati!!!". E così i camion bar si pigliano 38€ di multa, ma allontanano le voci e le richieste -che anche grazie a noi si fanno sempre più pressanti- di togliersi dai coglioni.

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