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Aspettando le ronde

L’Ultimo Cittadino l’ha detto: ronde nei parchi e fuori le scuole già da settembre. E noi, per una volta, siamo d’accordo con lui. Non capendo come si possa essere contrari vista la situazione in cui versano le aree verdi della città. Di Piazza Dante abbiamo scritto qualche giorno fa grazie alla lettera di un cittadino, del Parco di Via Statilia abbiamo detto tante volte e continuiamo a dire oggi in giornate in cui il piccolo appezzamento archeologico, oltre alla tradizionale favela formata da un camper che stazione da anni in Via Grattoni, ha raggiunto il record dei tre abitanti notturni. Siamo andati, di giorno, a fotografare il risultato di questo slum che sta sotto gli occhi di tutti e relativamente al quale, in attesa delle ronde, nessuno interviene. Giacigli di fortuna, merda di cane ovunque, materassi addossati ai resti archeologici, vestiti, sotto un arco addirittura una cucina e poco lontano un’altra, entrambe con segni di falò accesi per cucinare. Anche qui, come per la questione di Gay Steet, i cittadino non possono fare altro che augurarsi una tragedia, non possono che augurarsi che una scintilla sfugga da queste cucine da campo e avvampi le mille sterpaglie arse lungo tutta la collina inducendo un incendio che finalmente potrebbe porre questa zona all’attenzione. La mattina, anche in orari non troppo antelucani, il prospetto del parco su Via Statilia (strada di tanti alberghi, di molti turisti, di mille torpedoni) si presenta come una baraccopoli sudamericana. Coi turisti che si chiedono con gli occhi di fuori in quale città sono capitati.

Vigili Urbani? O non rispondono o se ne fregano. Carabinieri e Polizia? Rimandano ai Vigili Urbani. Il risultato è che il cittadino di buona volontà che volesse segnalare l’anomalia resterebbe frustrato, preso in giro e a secco di qualsiasi risultato. E allora? E allora aspettiamo le ronde. Bianche, Rosse, Nere o Gialle non importa. La situazione è tale per cui i cittadini sono pronti ad allearsi anche con il diavolo per diminuire lo stato di degrado in cui versa tutta la città.

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categoria: articoli

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Commenti (5)

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  1. Riprendiamoci Roma says:

    Se i miei occhi non mi ingannano sulle mura si intravede una chiazza più chiara a forma di croce celtica. Un graffito rimosso con la carta vetrata? Ma come si fa a imbrattare con la vernice un muro romano??

  2. sessorium says:

    Eh si, anche croci celtiche sull'acquedotto di Nerone. D'altro il nostro Sinnaco ha una catenella al collo uguale uguale, no!?

  3. Anonymous says:

    Ha dell'incredibile il fatto che gli italiani si credano che i turisti di tutto il mondo siano immancabilmente commossi dalla abbagliante bellezza di Roma.
    NON E' COSI', qualcuno glielo dica.
    Vabbè, Roma ha ricchezze monumentali ineguagliabili ma a parte quello niente di eccezionale, anzi.
    Ogni nazione ha le sue belle città, i suoi bei panorami, non è che tutti arrivano da anonimi paesini di provincia.
    Arrivano qua, i turisti, e si vedono una ex-bellissima città ridotta ad immensa periferia degradata, una cosa che mai e poi mai accadrebbe nel resto dell'Europa occidentale.
    Ecco, io al posto loro sarei stupefatto dall'inciviltà dei romani, sarei deluso, non vedrei l'ora di andarmene.
    Ebbene ciò accade nella realtà, ogni giorno, qui a Roma.

    Perché un americano, un francese, un giapponese dovrebbero pagare fior di quattrini per finire in un hotel con vista su una favela?

    Les

  4. Anonymous says:

    temo cbe le ronde non intendano sporcarsi le mani con mondezza e merda di cane….

  5. PdN says:

    Anche alcuni archi del Mandrione sono ritornati ad essere abitazione…

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