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C’era una volta la Suburra

C’era una volta il più popolare e malfamato quartiere di Roma Antica. C’era una volta questa accozzaglia di insule romane e poi di bettole medievali dove abitava un popolino così arzillo e puntuto da consigliare a Nerone, opportunamente traversito, qualche passaggio qui per saggiare il vero sentire del ventre della popolazione. E proprio nella pancia della città sembra di stare quando si percorre Via Urbana tra Piazza della Suburra e l’incrocio con via Panisperna: fore il tracciato più sottoquota della città, proprio sub-urbis (sotto la città) da cui l’etimo del nome.
Sotto la città, ma non sotto le sue leggi se è vero come è vero che la campagna antiprostituzione che è poi l’unico provvedimento di un qualche impatto dell’attuale Ultimo Cittadino ha interessato molti quartieri periferici ma ha fatto finta di non vedere il mignottodromo che affolla Via Urbana, Via Panisperna, Via Capocci. Grasse, magre, giovani, vecchie, italiane, straniere. Ti guardano e ti fanno cenno nel centro storico che più centro storico non si può, davanti alle case (ma la gente di qui che paga sette mila euro d’affitto o due milioni per 80mq non dice niente? Non scende in strada? Non protesta?) e davanti ai locali (ma il ristoratore che ha tre puttane davanti al dehor e a 150 centimetri dai suoi clienti non ha nulla da eccepire? Gli va bene di lavorare così nel romanissimo vivi e lascia vivere?).
Le prostitute ricevono, adescando clienti in strada con il classico “Andiamo?”, tanto che qualche cliente le segue ingenuamente pensando di andare a visitare qualche negozio o atelier d’artigiano. Sono fornite, dietro pagamento di un affitto a ore, di regolari bordelli al piano terra o à l’etage come in una Genova di Deandreiana memoria. Con in più, probabilmente, racket e sfruttamento. Che rigorosamente nessuno controlla. Su cui rigorosamente nessuno indaga, salvo i turisti che transitano increduli con gli occhi di fuori.
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Commenti (5)

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  1. Anonymous says:

    Qualche sera fa, di ritorno da Fassi, ne ho incrociate 2 in stile felliniano (grasse, penso italiane e di una certa età) proprio all'angolo del palazzo e davanti al supermercato (non ditemi quindi che si tratta di via periferica, nascosta, poco frequentata….).
    Per la cronaca erano le ore 21 e le famigliole con bambini ed adolescenti al seguito si "godevano" lo spettacolino della loro ciccia strabordante dagli abiti più che succinti.
    Cmq questo fenomeno è in lento ma progressivo ritorno in auge:
    dalla Prenestina, altezza raccordo i travestiti non sono mai andati via ed ora le slave si stanno riappropriando della Colombo e della Togliatti (ieri mattina alle 11 ne ho vista una accompagnata da un caro amico di fianco alla scuola Giorgi).
    Mony.
    Mony.

  2. Anonymous says:

    FOSCHI (PD), BLOG 'DEGRADO ESQUILINO' DEVE ESSERE CHIUSO

    Scusami se mi permetto, ma visto che questo tizio legge il tuo blog!!!
    Non sono assolutamente in accordo con questo signore che dice che viviamo in comune accordo con i zulo che hanno fatto planare tutti qui.. invece di criticare andasse a vedere o a sondare tra gli italiani come me che vivono nel quartiere in che stato di abbandono ci hanno lasciato, multicultura???? multimondezza.. si deve solo vergognare, ogni giorno combattiamo contro l'immondizia di questa gente che non si è integrata e non lo farà mai, noi siamo molto tolleranti e forse è proprio questo il nostro errore, perchè questo quartiere non è più roma, Le consiglio di fare un giro nel quartiere, le consiglio di entrare nelle case dove ci vivono in venti, le consiglio di venirci con una maschera antigas, e non mi venga a parlare di razzismo, qui sono loro i razzisti, vada su via giolitti, non si puù camminare sul marciapiede perchè fa paura, ecco è questo che non capisce, paura a casa propria, venga a vivere nel nostro quartiere prima di sparare sentenze, e cerchi di aiutarci invece di soffocare la nostra unica voce, gidiamo aiuto da sempre e cosa avete fatto??? NIENTE!! venga su via principe amedeo, su via turati, i marciapiedi sono quasi inaggibili, neppure un restauro, NIENTE!! i cinesi continuano con i loro traffici, aprono, chiudono, cambiano da scarpe a stracci, insomma… ci venga atrovare!!

  3. sessorium says:

    Il povero Foschi ha perso la più classica occasione per tacere. Succede. Però ora non imbrattiamo ogni post del blog con sta polemica pliz…

  4. Anonymous says:

    Maguarda un po'. Li aspettavo al varco. A difesa delle buttane nessuno alza il sopracciglietto? Nessuno che dice che il Tonelli è razzista contro le battone? Nessuno che difende i diritti delle prostitute di battere i marciapiedi di Monti? Insomma, lo lasciate fare così…? Forse perché, sta volta, non ha toccato una lobby potentissima e camorrista?

  5. Riprendiamoci Roma says:

    @ anonimo qui sopra: quale sarebbe la "lobby potentissima e camorristica"?

    @ sessorium: incassata la promessa delle fioriere, non sarebbe ora il caso di ricucire lo strappo per vie diplomatiche, magari proponendo alla comunità gay del rione una sorta di collaborazione?

    @ mollicone: "con serenità e disponibilità al dialogo voglio ribadire da subito che sono contrario alla pedonalizzazione della strada" – questo a mio avviso è un grave errore. La pedonalizzazione della strada non dev'essere intesa come un privilegio verso la comunità gay, come da lei affermato, ma come una forma di riqualificazione urbana a mio avviso indispensabile in quella zona. Pedonalizzare il più possibile dovrebbe essere l'imperativo di chiunque amministri una città come Roma. Tutto il piazzale del Colosseo andrebbe pedonalizzato, il Colosseo non è uno spartitraffico ma una delle sette nuove meraviglie del mondo. Aggiungo un'ultima cosa e poi chiudo con l'OT: ce la facciamo a togliere le reti di plastica arancione dalla balaustra che circonda il Colosseo? Sono un'oscenità e sono lì da una vita!

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