La vergogna del mercato pubblicitario romano
Insomma cosa sta succedendo? Sta succedendo che viviamo, cari lettori, nell’unica città al mondo in cui è di fatto consentito nottetempo a accolite di criminali di massacrare il territorio piazzando impianti pubblicitari abusivi. Come si sa il panorama dei cartelloni abusivi a Roma presenta circa il 75% di abusivismo. Su quattro cartelloni che vedete in giro, tre sono completamente fuorilegge. La parcellizzazione delle aziende che si occupano della cosa e l’indole mafiosa di molti imprenditori ha generato un teatro dell’assurdo che ha conseguenze enormi:

Roma ricava dalle inserzioni meno di quanto ricava Milano, che è grande un decimo
Nessun tipo di attività collegata alle affissioni (vedi il bike-sharing, miseramente fallito proprio a causa di questo) può essere effettuata perché il mercato non è governabile
L’estetica degli impianti è indecorosa: catafalchi di ferro e di latta uno diverso dall’altro laddove, all’estero, esistono forse solo tre o quattro tipologie di impianti, tutti retroilluminati, tutti di design, tutti gradevoli
L’abusivismo che arriva, come vedete in alto nella foto su Piazza di Porta Maggiore, fino alle zone archeologiche.
Come si potrebbe risolvere? Non con una sanatoria, come fece Rutelli, neppure con una tolleranza zero a parole come fece Veltroni (i carabinieri nel 2004 intercettando alcuni cartellonari ne trovarono due che organizzavano la morte dell’ex-sindaco, reo di tentare un riordino del settore): il problema si risolve con una riforma che -ancora una volta siamo alle solite- punti sull’arredo urbano. Cioè a dire: se ai malefici cartellonari viene imposto un modello e uno soltanto di affissione per ogni dimensione e se questo modello viene rilasciato dalla fabbrica che lo realizza solo su vialibera del Comune, ecco che l’abusivismo viene reso impossibile alla base. Il caos viene spazzato via. Se i cartelloni regolari hanno quella estetica, quel colore, quel design, bhe, tutto il resto è abusivo e non vale la pena neppure provarci.
Come procedere? Fare un bando per individuare la forma delle nuove affissioni, possibilmente coinvolgendo le scuole di design e i giovani studi di architettura. Scegliere il nuovo modello. Fare un bando per individuare la ditta che produrrà fisicamente gli impianti a prezzo calmierato (il comune darà un contributo). Convocare gli “imprenditori” del settore e far sapere loro che avranno tempo massimo 12 mesi per sostituire tutti i loro impianti con i nuovi impianti. Le spese che gli “imprenditori” dovranno sostenere saranno recuperate grazie alla nuova tecnologia degli impianti che consentiranno affissioni retroilluminate o, a scelta dell’imprenditore, con schermo a cristalli liquidi (queste ultime soluzioni non nelle zone di pregio): cosa che permetterà di vendere le superfici a prezzi enormemente maggiori con vantaggi per tutti.
Passati i 12 mesi il comune pubblica un bando per l’individuazione di tot numero di ditte che si occuperanno delle rimozioni degli impianti abusivi ora finalmente individuabili in maniera immediata.
Ne deriverebbe un Comune molto più ricco, una città molto più ordinata e bella. Una economia criminale privata dell’ennesimo veicolo per delinquere. Insomma, mettiamocelo in testa, questo resterà un sogno per sempre. E tra quarant’anni saremo ancora qui a commentare il fenomeno delle affissioni abusive.
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I problemi sono sempre gli stessi, da decenni, e una soluzione non è mai stata trovata. Non si è mai visto nessuno che in materia di arredo urbano e lotta al degrado abbia portato fatti e risultati concreti, in nessun campo. Mettiamocelo in testa, l'arredo urbano è un non-problema. E' l'ultimo problema della lista.
Poi ti capita di leggere notizie come questa:
http://www.adnkronos.com/IGN/Speciali/Viaggi_e_Vacanze/?id=3.0.3469054001
VACANZE: SONDAGGIO, OLTRE 8 MILIONI DI ITALIANI CAMBIANO SPIAGGIA A CAUSA DEL DEGRADO.
E allora capisci i motivi del declino di un intero paese.
Viviamo in un paese vecchio, abitato da persone vecchie e amministrato da amministratori vecchi. Il turismo dovrebbe essere in cima alla lista, la città dovrebbe essere tirata a lucido come lo sono tutte le capitali europee, americane, asiatiche, e perfino africane. Invece da noi si tira a campare, c'è una approssimazione, una sciateria, senza limiti, in qualsiasi cosa che noi facciamo. Abbiamo gente totalmente idiota, impreparata, non qualificata, chiamata a gestire la città-museo per eccellenza come fosse un quartierone dormitorio di borgata.
magari, blogmaster.
——
Riprendiamoci Roma, d'accordo con te quasi su tutto, credo che i politici – anche se non delle cime – potrebbero fare qualcosa ma la maggioranza dei romani vuole la deregolamentazione in modo che ognuno si faccia gli affari propri.
Il problema è che gli interessi dei romani stanno confliggendo con quelli dell'Italia: Roma deve migliorare pulizia e arredo urbano ma i suoi stessi cittadini remano contro.
-Les
passare la notte con il frullino tagliare i pali e butarli giù tanto sono abusivi se si aspettano i vigili non c'è speranza