Dafne e Romeo. E i misteriosi lavori a Porta Maggiore
Avrete senz’altro sentito parlare di Apollo e Dafne. Oppure di Giulietta e Romeo. Due grandi allegorie dell’amore in epoche diverse. Qui ne facciamo una crasi. Le mettiamo insieme, mescoliamo forte e abbiamo come risultato Dafne e Romeo. Le due imprese che si sono date la staffetta (dopo un semestre di vuoto, ovviamente) nel Piazzale di Porta Maggiore. E se Romeo, da Napoli, era discusso per le sue frequentazioni, le sue mazzette e la sua capacità di irretire i politici spuntando commesse milionarie, Dafne -meno famosa e proveniente dalla rurale Monterotondo- ci fa immaginare un passaggio dalla padella nella brace. Guardate la prima foto in alto. I marciapiedi (marciapiedi?) dove sono in corso i lavori del cantiere (previsto fino a tutto giugno) non sono altro che spartitraffico inutilizzati e inutilizzabili che creano giusto un’area di rispetto attorno ai fornici dell’Acquedotto. Nessuno li utilizza per traversare, tanto che -sotto i fornici- neppure sono previste ne ci sono mai state le strisce pedonali. Eppure Dafne -che dopo la defenestrazione di Romeo è stata incaricata alla chetichella di continuare i lavori lasciati a metà in cambio di oltre 400mila euro- li sta realizzando un particolare sistema di scivoli-per-handicappati e di percorsi-per-nonvedenti secondo i quali il disabile o il cieco dovrebbe transitare laddove è praticamente impossibile non già trasversare, ma anche provare ad affacciarsi.
Il piazzalo è pieno di costosissime (occorre giustificare l’appalto) mattonelle in ceramica per la realizzazione dei percorsi tattili. Il percorso, come vedete qui sotto, si svolge non su marciapiedi, ma su piccoli brandelli di spartitraffico che servono a delimitare l’area di parcheggio da quella dove passa il tram, ma che non sono usati mai e poi mai dal passaggio dei pedoni.
La cosa ancor più assurda, permetteteci di segnalarlo, è che in spartitraffico come quello qua sotto (che poi è quello qua sopra preso da angolatura diversa), Romeo aveva già lavorato, installato le mattonelle tattili, riasfaltato. Dopo pochi mesi si butta tutto all’aria e si ricomincia da capo senza alcun senso e senza alcun bisogno. Ci sarebbe stato bisogno, invece, di allargare lo spartitraffico, che come si vede bene sempre qui sotto è assolutamente insufficiente a eliminare la sosta selvaggia attorno a lui.
E’ complicato descrivere con questa sequenza di foto quanto sembrino strampalati questi lavori, consigliamo dunque i lettori a fare una passeggiata. Ed a farla non solo seguento questi cervellotici percorsi pedonali tattili che porteranno alcuni amici non vedenti a transitare direttamente all’altro mondo causa incidente, ma anche andando al centro del piazzale, dove Dafne sta rifacendo le aiuole. Ma occorre che qualcuno ci spieghi, in questa città, che senso ha fare aiuole prive di irrigazione automatica. Occorre che qualcuno ci spieghi dove, al mondo, si considera che possa avere un senso realizzare dei giardini che non potranno mai essere tali. In base a quale follia progettuale si mette mano ad una aiuola e la si ri-sistema senza pensare che quell’intervento -senza un sistema di irrigazione- risulterà completamente inutile?
categoria: articoli
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Proprio quello che pensavo ieri mentre ci passavo. Via Statilia cade a pezzi e loro che fanno? Sprecanno soldi in quel modo!