Corsetti: ve la do io la riqualificazione di Via Principe Amedeo
Scorrendo le pagine del blog – di cui apprezzo il ruolo di sensibilizzazione che svolge nei confronti di cittadini ed amministratori nel tentativo di migliorare la vita del rione – mi sono imbattuto nell’articolo relativo ai lavori di riqualificazione appena avviati in via Principe Amedeo. Per problemi di tempo e spazio tralascio di dilungarmi sulle motivazioni che mi hanno spinto a volere la modifica del progetto iniziale partorito dall’amministrazione precedente, ritengo piuttosto utile spiegare che ho inteso concentrare l’attenzione sul raggiungimento degli obiettivi che, unitamente ai cittadini, ritenevo prioritari per una “vera riqualificazione” della strada:
- l’eliminazione del parcheggio in doppia fila per una fluidificazione del traffico e l’abbattimento della presenza di polveri sottili;
- consentire agli imprenditori di ottenere concessioni di Occupazione suolo pubblico per rivitalizzare un rione sostanzialmente privo di luoghi di aggregazione;
- puntare ad un sensibile miglioramento urbanistico dei luoghi.
L’attuale amministrazione ha ritenuto, quindi, necessario modificare il progetto nel senso seguente: ridurre la sede carrabile ad una larghezza massima di m. 3.50; prevedere il parcheggio su entrambi i lati con un’occupazione di m. 4.50 nel parcheggio a spina e m. 2.00 in quello parallelo al marciapiede. Il rispetto di tali misure consente l’allargamento del marciapiede medesimo – lato negozi – fino ad un massimo di m. 3.30/3.35. Tali modifiche consentiranno il raggiungimento degli obiettivi descritti e cioè: impedire il parcheggio in doppia fila che, diversamente, bloccherebbe il traffico stradale e consentire il rilascio di autorizzazioni di occupazione suolo pubblico su un marciapiede (quello dal lato dei negozi) sensibilente più ampio. Infine, mentre il progetto precedente prevedeva la riqualificazione dei marciapiedi utilizzando l’asfalto per tutta la lunghezza ed il mattonato solo agli angoli allargati, l’operazione descritta – riducendo e, quindi, economizzando sul loro allargamento – permetterà di ricostruire interamente i marciapiedi con il mattonato restituendo alla zona un aspetto sicuramente più dignitoso. Sperando di essere stato sufficientemente esaustivo e che questi miei chiarimenti vengano pubblicati ringrazio per l’ospitalità e saluto con simpatia.
Orlando Corsetti
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Insomma a quanto pare la ditta nel tratto già interessato ai lavori aveva sbagliato le misure e ora rimedierà?
Proprio così.
Nella speranza che Corsetti legga i commenti…
Affinchè ciò che lui auspica sia possibile: ” consentire agli imprenditori di ottenere concessioni di Occupazione suolo pubblico per rivitalizzare un rione sostanzialmente privo di luoghi di aggregazione” sarebbe a mio avviso fortemente necessario da parte del comune e quindi del municipio deliberare a proposito delle autorizzazioni per nuovi pubblici esercizi carenti in quantità e qualità nel rione. Ricordo ai lettori del blog che il calcolo dei parametri numerici per il rilascio delle suddette autorizzazioni (sulla validità dei quali si potrebbe aprire una polemica…) è congelato, nel comune di Roma, al 2004.
Spiegaci meglio! Vuoi dire che con il marciapiede allargato sarebbe comunque difficile aprire, chesso’, un nuovo ristorante di qualità?
Mentre tutto il commercio è stato liberalizzato, gli esercizi di somministrazione rimangono ancorati ad una logica di contingentazione numerica delle autorizzazioni (diciamo che la casta dei ristoratori è stata “salvaguardata”….).
Ciò significa che per poter aprire un nuovo esercizio si dà all’imprenditore una sola possibilità: rilevare (comprare) un’autorizzazione già in essere, vi lascio immaginare a quali costi! Oltre a bloccare l’iniziativa di un volenteroso imprenditore che non dispone di così ampi mezzi economici, l’ulteriore inconveniente è, a mio avviso, che se girano all’interno del municipio sempre lo stesso numero di autorizzazioni, chi mai verrà ad aprire all’Esquilino se può scegliere altro rione/zona del I? Se un imprenditore può spendere 100, 150, 200 mila euro per la sola licenza, secondo voi tra campo dei fiori e via principe amedeo cosa sceglie?
Si potrebbe obiettare che alcune zone del I sono effettivamente sature, ad esempio trastevere, ma cosa impedisce al municipio di frazionare ulteriormente il territorio? In fondo è ciò che è stato fatto anche per l’abbigliamento/calzature/etc ovvero una regolamentazione ad hoc sul particolare territorio. E comunque è ciò che succede anche in altri municipi, ad esempio nel VI. Il mio invito sarebbe quello di sbloccare questo discorso dei parametri numerici quantomeno in zone dove c’è bisogno per la riqualificazione di esercizi di qualità (oltre che mi sembra scandaloso che questi parametri non vengono ricalcolati dal 2004 e dopo che si sono susseguite leggi statali e regionali e dopo che anche il TAR si è espresso più volte in merito).
Per la precisione: quanto affermo è vero nel Lazio e nel comune di Roma perchè in altre regioni e comuni si è proceduto secondo logiche diverse è più liberalistiche.
a Milano hanno provato a fare una cosa simile in Viale Piave.. cioè marciapiedi allargati e parcheggi su entrambe i lati; risultato ? situazione peggiore di prima, ciclisti e motociclisti che andavano a sbattere contro le portiere aperte delle automobili, congestionamento del traffico, maggior incolonnamento e difficoltà di trasnsito per i mezzi di soccorso come i camion dei vigili del fuoco. soluzione adottata ? cancellare i nuovi parcheggi sul lato sinistro e sostituzione di questi ultimi con parcheggi per le moto.
manuele mariani
“consentire agli imprenditori di ottenere concessioni di Occupazione suolo pubblico per rivitalizzare un rione sostanzialmente privo di luoghi di aggregazione”
Ma siamo sicuri che ce ne sia davvero bisogno ? Non conosco il quadro normativo che è stato analizzato con dovizia di particolari da “9 gennaio 1900″. Non dubito che sia obiettivamente più difficile aprire un nuovo “esercizio di somministrazione” all’Esquilino, ma quelli che si vedono (e che negli ultimi hanno “okkupato” sempre di più i marciapiedi) non hanno migliorato affatto il rione. Naturalmente è una mia opinione, ma resta il fatto che:
- con poche lodevoli eccezioni i “dehors” sono costituiti da improbabili sedie e tavolini – tutti diversi fra loro da esercizio ad esercizio, anche a pochi metri di distanza – nonché sovrastati da lerci ombrelloni. Talvolta sono perfino avvolti da fiancate di plastica trasparente in vero stile tendopoli del terzo mondo;
- a Via Principe Amedeo – come nei dintorni – i nuovi esercizi rappresenteranno sì un luogo di aggregazione… ma di turisti che potranno sorseggiare un mediocre – ma certo non economico – cappuccino o farsi passare la fame con una pizza appena scongelata nel microonde dallo “chef” bengalese;
Sto esagerando ? Forse. Del resto non è che io rifiuti a priori i “dehors” in quanto tali, ma semplicemente non capisco perchè a Parigi o in altre città (anche con grandi afflussi turistici) debbano essere un elemento caratteristico, che arricchisce il paesaggio urbano e all’Esquilino si debbano trasformare nell’ennesima fonte di degrado.
gicci
gicci, hai pienamente ragione… ed infatti quello che io auspico è la nascità di esercizi di Qualità. Sarebbe necessario consentire lo sviluppo e concedere autorizzazione ad esercizi di somminstrazione vincolati ad elevati standard qualitativi al livello di offerta (che ne so, niente roba precotta o, perchè no, solo biologico o km zero ….) ed al livello di arredi… E non mi sembra così complicato o discriminatorio…
Gli esempi che fai tu, non a caso e nella maggioranza dei casi sono gestiti da imprenditori dai capitali facili ma con scarsa attenzione a quanto detto…
A mio avviso troppe regole e troppe limitazioni sui dehor, creano dehor di scarsa qualità. Se non mi dai il permesso e mi spingi a fare un dehor abusivo, io ovviamente non ci investirò, lo farò con materiali scadenti, magari smontabile in fretta e raffazzonato. Se ho la tranquillità di essere in regola e a norma faccio un dehor bello e gradevole, che è anche mio interesse e interesse della mia clientela. O no?
beh certo se investo 100k solo per comperare la licenza è probabile che da qualche altra parte devo risparmiare… ovviamente sempre se parliamo di piccoli investitori ma di certo i grandi imprenditori o grandi gruppi nemmeno lo vedono l’esquilino… questo rione va riqualificato per buona volontà e favorendo chi ci vuole ancora credere!