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Non ci porterà da nessuna parte

A Roma, come diciamo spesso su queste colonne, siamo unici. Su moltissimi settori, che ormai i nostri lettori conoscono a memoria. Ce n’è uno, tuttavia, inedito. C’è un ambito di cui non abbiamo mai parlato. La metrò senza stazioni. Il treno sotterraneo che non ti porta da nessuna parte. Lo spreco indecoroso del denaro pubblico (fondi statali, fondi di tutti). La tutela a tutti i costi del muretto romano ritrovato sottoterra e la vessazione a tutti i costi dei cittadini contemporanei. E’ la storia della MetroC, signori. E’ la storia della più grande infrastruttura italiana attualmente in costruzione che, come molte, deve piegare la testa contro la volgarità intellettuale, contro la prepotenza culturale di archeologi (o archeologhi come diamine si scrive), mummie, sepolcri imbiancati e soprintendenze polverose. La personificazione, l’onta e il timbro in ceralacca del declino di questo paese. La metro verde si sta costruendo, con fatica e con due anni di ritardi dopo un anno e mezzo di lavori, nel tratto che va da San Giovanni al capolinea di Pantano Borghese. Il percorso interesserà -è per questo che ne parliamo- anche il nostro territorio lambendo il Rione Esquilino nelle stazioni di Pigneto, Lodi, San Giovanni, Amba Aradan e Colosseo. Un nuovo servizio di trasporto pubblico locale che avrebbe potuto cambiare la vita a molti degli abitanti del nostro rione. E invece…
Finalmente potremo andare in metro la domenica all’Angelus? Finalmente potremo aprire quel bad&breakfast che sognavamo visto che i nostri ospiti potranno arrivare diretti di fronte al Vaticano? Finalmente non sarà un problema andare a trovare la zia a Monteverde potendo andare in metro fino a Largo Argentina e poi proseguendo con il tram? Finalmente la zona di Campo de Fiori e di Piazza Navona non sarà più incrostata di lamiere essendo dal 2015 servita da una metropolitana automatica attiva h24?
Manco per sogno. Roma inventa la prima metropolitana senza stazioni. Visto che evidentemente qualche scarso ritrovamento imperiale (scarso, anzi scarissimo, signori, altrimenti non sarebbe stato prontamente interrato: i tesori archeologici non si seppelliscono) merita più riguardo della vita di 3 milioni di cittadini, del loro benessere, della salvaguardia della loro salute in una città che sacrifica ogni anno (ogni anno porca puttana!!!) per traffico, incidenti e smog 350 persone sulle strade e 1000 per malattie polmonari conseguenti oltre che 25mila feriti gravi. Nonostante tutto questo, insomma, la prima fu la fermata Torre Argentina. Sticazzi dell’interscambio con il tram, sticazzi della possibilità di servire zone come Piazza Navona, Campo de Fiori, il Pantheon: meglio le macchine, meglio gli incidenti, meglio il caos, lo smog, la doppia fila e la prepotenza piuttosto che trasferire in un sottoscala di un museo qualche patetico mattonato romano.
Di questi giorni, poi, la notizia della soppressione della stazione Castel Sant’Angelo\San Pietro. Fermata prevista esattamente sotto al Tevere, con una uscita di la, davanti a Santo Spirito, e una di qua, a San Giovanni dei Fiorentini: evidentemente avranno trovato reperti pure sotto al fiume, o magari nei muraglioni ottocenteschi… Così questa faraonica infrastruttura tra Piazza Venezia (dove in extremis gli archeologi -o archeologhi come merda si scrive- avrebbero dato il via libera nonostante la imperdibile scoperta di una vetreria medievale dei nostri stivali) e Prati fermerà una sola volta: alla Chiesa Nuova. Ma per quest’ultima fermata non ci sorprenderemo a ricevere presto qualche notizia…
Considerando i dati su mortalità, incidentalità e inquinamento che abbiamo elencato sopra, ostacolare o impedire la realizzazione di mezzi di trasporto veloci, sotterranei e non inquinanti è un atto criminale. Una azione assassina. Come è una azione assassina e criminosa non consentire la costruzione di tram (via Nazionale) o impedire la realizzazione di paletti anti sosta (in tutto il centro storico) in nome di non si sa quale estetica che però transige senza problemi i suv sul marciapiede in Via Fontanella Borghese e in Piazza Farnese. Si scrive archeologi (o archeologhi, come minchia si scrive) o storici dell’arte, ma si legge assassini. Non assassini in senso politico o figurato, assassini in senso penale. Gente che determina e decide la morte di propri simili. Deliberatamente. E gli assassini, nei paesi civili, vanno sbattuti a marcire in galera.
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categoria: articoli

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Commenti (9)

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  1. kenpachi1 says:

    Sto seguendo la vicenda sul Mondo dei Treni e SkyscraperCity. Aspetto ulteriori conferme prima di commentare. Certo se fosse vero sarebbe grave. Ancora una volta le rovine sulla tecnologia.

  2. Anonymous says:

    nulla da aggiungere.

  3. sessorium says:

    Proprio nulla!

  4. Anonymous says:

    Tutto ciò che è pubblico è marcio!

  5. Anonymous says:

    sessorium, a volte fai delle battute geniali e si vede che vuoi bene al tuo rione;
    nonostante ciò temo che tu stia sprecando il tuo blog con questi commenti “strillati”.
    Metti tutto nel calderone e dai degli assassini a tutti quelli che non la pensano esattamente come te.
    Non è il massimo se vuoi che la tua opera meritoria di denuncia sia comprensibile a tutti i cittadini (tipo me, per dire) ma forse ti sei messo in testa di fare il Santoro del degrado urbano.
    - Les

  6. Anonymous says:

    posso essere d’accordo quando dici che non si possono fermare i cantieri per ogni misero ritrovamento, ok.
    Ma che c’entrano i morti sulle strade con il prolungamento del tram 8 a Via Nazionale? – Les

  7. sessorium says:

    Non ho idea se sono un San Toro, sicuramente sono un San Tuomo a sopportare i tuoi appunti connotati, quasi sempre, da totale insipienza. Come puoi dire che io attacchi chi la pensa diversamente da me. Come se i miei contributi su questo blog non fossero avvalorati, ogni santa volta, da foto, prove, numeri, statistiche.
    Vallo a spiegare a quella signora che l’altro giorno è morta sul Lungotevere perché l’assenza di paletti antisosta aveva permesso l’invasione del marciapiede da parte delle auto e l’aveva obbligata a transitare in mezzo alla carreggiata. Spiegalo a lei, che è stata assassinata da chi quei paletti non li ha voluti, che si tratta solo di mie idee…
    Cosa c’entra il tram su Via Nazionale? Qualsiasi mezzo pubblico, pare assurdo doverlo spiegare, in più significa meno auto in strada, meno auto in strada significano meno incidenti stradali. Hai compreso ora?

  8. Anonymous says:

    ah, insipiente?
    E tu che dai di matto, insulti intere categorie di professionisti solo perché non seguono la tua idea, come ti definiresti?
    Intanto fai capire che il rallentamento dei cantieri e la modifica di progetti per i più svariati motivi equivalgono senza ombra di dubbio all’omicidio volontario e questo è francamente inaccettabile.
    Poco importano le statistiche quando parli a vanvera, quindi o dividi gli argomenti con i distinguo del caso oppure continuerai a scrivere sermoni rancorosi come quest’ultimo topic.
    - Les

  9. sessorium says:

    Parlare contro i morti sulle strade è fare sermoni? Ma non è che per caso hai sbagliato blog? Eppure ce ne sono tanti…

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