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Arlecchino in ritardo

Come dire: è Pasqua ma a Piazza Vittorio pare carnevale. Con quel palazzone che ottura il ‘dente cariato’ tra Via Conte Verde e Via Emanuele Filiberto dove gli operai, avendo quasi concluso il manufatto, stanno facendo le prove di colore per azzeccare la tinta meno brutta. Se qualcuno non avesse ancora capito di cosa stiamo parlando, il palazzo qui immortalato è, o meglio sarà, la sede dell’Enpam, l’ente di previdenza di medici e dentisti. Era una gran bella occasione, uno spazio urbano completamente vuoto nel pieno centro città. Il dibattito era, al tempo, se fare qualcosa di moderno che ‘staccasse’ dall’armonia ottocentesca della più grande piazza di Roma oppure se ricostruire in stile, clonando gli austeri palazzi piemontesi dell’intorno. Non si è fatto ne l’una e ne l’altra cosa. E per non scontentare nessuno si è proposto e realizzato un vero e proprio ecomostro. Non può che far rabbia pensare che, in una situazione simile, in qualsiasi altra città occidenta si sarebbe chiamato un grande architetto (Frank Ghery o Jean Nouvel, Norma Foster o Renzo Piano, Massimiliano Fuksas o Herzog&DeMeuron) e si sarebbe affidato a lui il lavoro. Qui a Roma -per la serie che ciascuno ha quel che si merita- si è optato per incaricare lo Studio Ridolfi, noto per la realizzazione di alcune villette con piscina a Fregggene e di un attico in zona “Città Giardino” (testuale dal sito web http://www.studioridolfi.com/). I risultati saranno quelli che anticipa il rendering qui sotto.
Ma la domanda per i nostri lettori è la seguente: del patchwork che è visibile ora da Piazza Vittorio o da Via Emanuele Filiberto, voialtri che colore preferite? Qui nella redazione di Degrado Esquilino siamo tutti concordi: lasciatelo così, pezzato come una trapunta della casa in montagna, colorato il più possibile, potrebbe sortire un gradevole effetto-Tirana (qualche anno fa la capitale albanese simboleggio la sua rinascita colorando tutti i raccapriccianti palazzi socialisti) che ben si ambienta in un Rione da terzo mondo.

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categoria: articoli

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Commenti (7)

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  1. Anonymous says:

    da architetto… che ORRORE
    posso ricordare che la sovraintendenza (che per la zona impone sui tetti da rinnovare l’utilizzo di coppi romani perchè siamo in centro storico) ha più volte messo bocca sul progetto, rallentando i tempi di consegna del cantiere.. permettendo invece uno scempio del genere?
    pessimo. Un’altra occasione sprecata…

  2. Anonymous says:

    SI è un orrore. Comunque la vera differenza è che a ROma si guarda solo in un secondo momento all’architetto…in primo luogo si deve fuardare alla ditta appaltatrice (il palazzinaro di turno).

  3. Anonymous says:

    off-topic:
    il giornalista Andrea Bovio vorrebbe realizzare un servizio sulla “guerriglia antidegrado” (persone che staccano i volantini) per il TG2.
    Le persone verrebbero riprese NON in volto.
    Qualcuno se la sente di partecipare?
    Visto che ci siete, i suggerimenti su zone particolarmente messe male sono ben accetti.
    Se vi va, fatemi sapere – Les

  4. manuele mariani varese says:

    non mi pare poi così male come dite, rispetta le forme e le dimensioni (altezza larghezza compattezza) degli edifici intorno.. se fossero stati chiamati i “grandi” architetti che dici tu sicuramente avrebbero fatto di peggio ! l’unica cosa da verificare è appunto il colore (che non deve stonare ocn quelli dei palazzi circostanti) e soprattutto il tetto, forse l’unico vero “scempio” ed errore di questo intervento_

  5. Anonymous says:

    A proposito della guerriglia antidegrado: una zona particolarmente colpita dai cartelli, adesivi abusivi è Via Merulana, specialmente dalla parte di S. Maria Maggiore. Io li stacco regolarmente e regolarmente ne trovo di nuovi. Si trovano di ogni genere: prevalgono quelli delle agenzie immobiliari, ma abbondano anche quelli di pseudo corsi di recitazione, compagnie telefoniche, etc…

    gicci

  6. Anonymous says:

    Il problema non è solo il colore. Quello che hanno scelto sarà una schifezza, non discuto, ma a me sembra anche peggio che un minuto dopo che verranno tolte le impalcature l’esterno dell’edificio sarà ricoperto, almeno nella parte inferiore, di scritte, manifesti, etc.. I marciapiedi non occupati dalle ancarelle più o meno abusive saranno cinti d’assedio dalle auto in sosta più o meno vietata. Lo sappiamo già e non ci si può fare niente. A Roma gli edifici non si dovrebbero neppure verniciare !

    gicci

  7. Anonymous says:

    Vogliamo poi aggiungere che cosa diventeranno i portici …. un’altro elemento architettonico che a Roma si traduce automaticamente in degrado.

    gicci

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