Parliamo della Delibera sul commercio all’Esquilino
Abbiamo pensato di organizzare questo talk show a distanza perché riteniamo importante il busillis da cui si parte. E il busillis è l’approvazione di una delibera sulla “tutela e la riqualificazione” del commercio all’Esquilino che è stata da pochi giorni approvata dal Consiglio Comunale e che, per la prima volta, ha carattere di permanenza, ovvero non scade ogni anno.
Ci è sembrato opportuno riportavi, dunque, il testo della delibera -subito qui sotto- e di farlo seguire da due speach da parte di due esponenti politici di estrazione esquilina e di schieramenti avversari. Lasciando poi partire il libero dibattito nei commenti.
LA DELIBERA
a) E’ consentito, in deroga alle disposizioni contenute nell’art. 6 della deliberazione del Consiglio Comunale n. 36 del 6 febbraio 2006, il mutamento merceologico per l’apertura di attività nei seguenti generi merceologici: casalinghi, mobilifici, gioiellerie, ottica, profumerie, dischi e libri, cartolerie, prodotti eno-gastronomici tipici locali, esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, generi alimentari, panifici, panetterie, prodotti ittici, prodotti caseari, fiorai, ferramenta, vendita computer ed elettrodomestici, telefonia, gallerie d’arte, videoteche ed audioteche, vendita di biciclette, gelaterie, falegnamerie, calzolerie, tappezzerie, idraulica, tintoria, tipografie, oreficerie, pasticcerie e prodotti certificati “Made in Italy” e tutte le attività artigianali ad esclusione delle attività di carrozzeria ed autofficina per la riparazione di auto, laboratori di pizzeria a taglio, friggitorie e rosticcerie.
La Giunta Comunale, con specifico atto, provvederà ad individuare e/o specificare ulteriori tipologie di attività commerciali.
Le attività commerciali devono essere svolte esclusivamente in locali a destinazione d’uso catastale C1.
Le attività commerciali e artigianali che si affacciano, anche parzialmente, sulle piazze o sulle strade di cui all’elenco riportato nell’elaborato planimetrico allegato al presente Piano ricadono nel Perimetro A di cui al medesimo elaborato.
b) E’ inibita l’apertura di nuove attività nei seguenti generi merceologici:
- produzione e/o vendita di ogni genere di abbigliamento e accessori;
- produzione e/o vendita di ogni tipo di calzature (anche sportive) e pelletteria;
- produzione e/o vendita di bigiotteria, compresa la vendita di pietre dure non preziose e la vendita esclusiva di “souvenir”.
Ad esclusione dei casi di sfratto dell’operatore commerciale per finita locazione, non è consentito il trasferimento di sede all’interno del Rione Esquilino e aree adiacenti di attività nel settore merceologico di abbigliamento e accessori, calzature (anche sportive), pelletteria e bigiotteria, compresa la vendita di pietre dure non preziose e la vendita esclusiva di “souvenir”.
c) E’ inibita l’attività di commercio all’ingrosso con o senza annesso deposito merci. Per la definizione di commercio all’ingrosso e per le relative sanzioni si rinvia a quanto stabilito dall’art. 23, comma 1 lett. a bis) e art. 32 bis della Legge Regione Lazio n. 33 del 18 novembre 1999. 6
d) La Giunta Comunale, con successivo atto, individuerà gli idonei strumenti di valorizzazione e sostegno delle attività commerciali e artigianali tradizionali, con particolare riferimento ai seguenti ambiti di intervento:
- riqualificazione e ristrutturazione degli arredi interni ed esterni;
- cura e manutenzione delle aree comuni (come le aree pedonali) anche attraverso l’incentivazione dello strumento del c.d. “gestore di strada” di cui alla deliberazione del Consiglio Comunale n. 41/2002;
- promozione e sostegno di attività culturali e per la valorizzazione di antichi mestieri artigianali.
e) La Giunta Comunale in analogia a quanto previsto dal precedente punto d) individuerà altresì strumenti di valorizzazione e promozione di attività di servizi quali ludoteche, palestre, noleggio di veicoli e noleggio biciclette.
La Giunta Comunale entro sessanta giorni dall’approvazione del presente provvedimento istituirà con proprio atto una Commissione tecnica, con poteri meramente istruttori, finalizzata a verificare eventuali deroghe nel caso di presentazione di proposte d’attivazione commerciale caratterizzate da elevati standard qualitativi.
Le suddette proposte, presentate in deroga alla disciplina contenuta nel presente Piano, saranno successivamente valutate ed eventualmente approvate dalla Giunta Comunale.
LETIZIA CICCONI /capogruppo sinistra arcobaleno I Municipio
Globalmente non posso che essere favorevole all’impianto della delibera, in quanto la stessa è nata da una stretta collaborazione tra Municipio I e Amministrazione Centrale. Già mesi fa in un consiglio aperto all’Esquilino presentammo le nostre proposte, tra l’altro votate all’unanimità, che sono state quasi tutte recepite. Quindi il lavoro fatto in questo caso con spirito bipartisan ha dato i suoi frutti. Ho solo due perplessità: una nel merito della delibera approvata dal Consiglio Comunale l’altra di carattere più generale. Quando la delibera parla della costituzione di commissione ad hoc che valuti volta per volta la possibilità di concedere delle deroghe, per permettere l’insediamento di nuove attività, avrei preferito che anche il Municipio come parte politica e non solo amministrativa fosse stato coinvolto con un parere vincolante, in quanto governo di prossimità e quindi più informato sulle realtà territoriali, ma questo non è stato accolto. Quindi non vorrei che si ripetessero casi come quello delle famigerate bancarelle riapparse sotto i portici di Piazza Vittorio proprio il giorno in cui andava in votazione la delibera, scelta quanto mai inopportuna che contro gli interessi dei commercianti e dei residenti che per anni si erano battuti affinché portici fossero liberati da quei banchi degradati e degradanti, e dove tempo chiediamo e richiederemo di nuovo lo spostamento sia di quella di fronte a Mas che delle due agli angoli di via Buonarroti in perfetto contrasto con le norme del codice della strada. Non vorrei che il Municipio dovesse trovarsi altre volte di fronte al fatto compiuto. L’altra perplessità, di carattere generale, invece riguarda l’assetto complessivo dell’Esquilino: quindi un nuovo piano di traffico, l’installazione dei varchi elettronici (come fatto del resto a Milano, cavallo di battaglia anche di Degrado Esquilino) per il controllo del carico e scarico merci e la creazione di un distretto commerciale ad hoc dove vengano sostenute proprio in un momento come questo l’apertura di nuove attività qualificanti e qualificate. Senza questi ulteriori provvedimenti, senza una valorizzazione reale dell’esistente -penso anche allo stato di degrado in cui versa il grande Mercato Esquilino- non credo si possa fare molto. Abbiamo anche votato un atto che impegna la regione Lazio a rifinanziare la Legge 33 Esquilino e mi auguro ci si possa riuscire per sostenere imprese nuove, magari femminili, magari artigianali e di qualità. Credo infine che vada aperto con le attività presenti sul territorio (italiane e straniere) un tavolo di concertazione che riguardi le regole condivise, la pulizia delle strade, gli arredi dei negozi e spingerli ad un passo successivo di miglioramento dei servizi.
STEFANO TOZZI /capogruppo pdl I Municipio
Tale delibera doveva prorogare le precedenti delibere n. 33/2005 e 18/2007. Appunto una delibera che avrebbe dovuto avere l’obbiettivo minimo della proroga di precedenti delibere per molti aspetti incomplete. Il Municipio come molti sanno votò nel novembre scorso una delibera di indirizzo, la numero 27/2008 nella quale si chiedeva la proroga della delibera 18/2007 ma con delle aggiunte quali la possibilità per i negozi vincolati di riaprire con altre tipologie merceologiche ricomprese in un elenco specifico. Questo perché nel corso degli anni si è evidenziato che molti commercianti virtuosi che non lavoravano più, non potendo cambiare genere merceologico alla fine vendevano ai cinesi che in barba alle normative mettevano il solito negozio di stracci. Il caso tipico (fortunatamente non si è arrivati alla vendita ai cinesi) è stato un negoziante di gioielli che non lavorando più in quel settore non poteva riaprire in un altro. Ora è possibile con l’attuale delibera.
Tutti si domanderanno perché non ci si è pensato prima. Per la verità anche le altre delibere municipali di indirizzo degli anni passati chiedevano tali cose ma l’allora maggioranza comunale di centrosinistra non ha mai ritenuto opportuno accogliere le richieste del Municipio.
Questa volta l’attuale Amministrazione (e sottolineo che non era mai successo) ha accolto tutte le nostre richieste ed anzi ha trasformato da provvisoria a definitiva la delibera, ha inserito nuove categorie cui è inibita l’apertura quali abbigliamento, scarpe, bigiotteria comprese le pietre dure non preziose (escamotage per aprire negoziacci di bigiotteria) e i souvenir. Mentre si potranno aprire attività ben specifiche che prima non era possibile aprire, compreso il Made in Italy. Inoltre è stata prevista la cosiddetta “commissione tecnica del riesame”. Tale commissione in deroga alla normativa può approvare progetti commerciali in cui siano previsti elevati standard di qualità. Quindi l’imprenditore virtuoso che vorrà aprire un negozio di abbigliamento Made in Italy (è il caso-tipo che spesso è stato posto all’attenzione su Degrado Esquilino) o comunque di griffe firmate, oppure, chessò, un negozio che riqualifica commercialmente il Rione, potrà presentare un progetto commerciale che verrà valutato da tale commissione.
Devo essere sincero. Il Pdl ha giocato a carte scoperte nel senso che ciò che si era impegnato ad approvare lo ha fatto. Il centrosinistra non lo so. So soltanto che in aula lo hanno votato in tre (astenendosi talaltro).
Ora abbiamo un’ottima delibera che però tutti chiediamo sia supportata da dalla famosa Legge regionale 33 che prevedeva contributi a fondo perduto per chi voleva investire nel Rione. Marrazzo ha avuto la bella pensata di definanziarla. Dobbiamo fare una campagna per farla finanziare. Ho presentato una mozione in Consiglio votata all’unanimità che impegna Corsetti a farsi portavoce al riguardo. Come chiedo allo stesso Corsetti (visto che è sua competenza) di effettuare controlli scrupolosi affinché casi come Via Cairoli 33 o Via Cappellini per citare alcuni esempi di cui anche su Degrado Esquilino si è parlato, non si ripetano più…
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ad una prima lettura ben venga questo nuovo decreto, la riqualificazione dell’intero rione, potenzialmente uno dei più belli di Roma è della massima urgenza
sono anch’io dell’opinione che la commissione “deroghe” dovrebbe essere composta in parte da competenti, se ci sono, rappresentanti del municipio 1 e che tale delibera risulta blanda se non supportata da adeguato piano del traffico, dall’agognata estensione della ZTL a tutto il quartiere e da un piano di recupero territoriale ed architettonico dei portici e dell’intera piazza vittorio, di piazza dante e dei giardini di via carlo felice, attualmente semiabbandonati a se stessi. il tutto rifinanziando senz’altro la legge 33esquilino. allora, e solo allora, a progetto effettivamente realizzato, o forse anche in corso avanzato di realizzazione, e in tempi europei, potremmo dirci soddisfatti e “orgogliosi” dell’attuale giunta.
grazie anche a te sessorium
Ma perché un rappresentante dei Comitati di Quartiere, nelle commissioni tecniche, come ce lo vedete? Male, male !?
L’esquilino è cresciuto di più in questi ultimi mesi che nei precedenti 10 anni.
Veltroni ha confermato tutta la confusione che ha caratterizzato la sua giunta…ora scommettiamo che si candiderà alle prossime elezioni a sindaco….???
La situazione è grave, ma non seria !
PS
Ora la sinistra radicale deve tirare fuori un vero leader, basta prendere gli ordini da questi DC…
il rappresentante dei Comitati di Quartiere dovrebbe essere una presenza “irrinunaciabile” nelle riunioni delle commissioni tecniche… come è possibile che non ci sia?
Non c’è perchè sarebbe difficile (anzi impossibile) riuscire a convergere su un nome. All’esquilino ci sono altri comitati che tra l’altro hanno blog molto seguiti.
http://difesaesquilino.blogspot.com/
come sono regolamentati i comitati di quartiere?
(scusate la banalità della domanda)
Veltroni: la sinistra deve uscire dai salotti….!
ahahhhaaaaaah
A parte la frase assurda, mi chiedo ma possibile che non c’è nessuno della sinistra che sa replicargli?
Questo a Roma, non andava mai oltre piazza di spagna, faceva progetti ad immagine e somiglianza per i palazzinari…non per niente ha preso voti solo dalla classe borghese e non per niente ha portato all’eliminazione anche la sinistra radicale !
Vorrei porre degli spunti di riflessione:
1) Ad esclusione dei casi di sfratto dell’operatore commerciale per finita locazione, non è consentito il trasferimento di sede all’interno del Rione Esquilino e aree adiacenti di attività nel settore merceologico di abbigliamento e accessori, calzature (anche sportive), pelletteria e bigiotteria, compresa la vendita di pietre dure non preziose e la vendita esclusiva di “souvenir” questo significa che sarà particolarmente evidente ogni eventuale abuso a chiunque di noi (dove NON c’è oggi un abbigliamento/calzature etc non potrà mai essere aperto un abbigliamento ad eccezione del caso di sfratto) e quindi dovremmo impegnarci ad effettuare le opportune segnalazioni di presunte irregolarità (magari capiamo a chi e con quali mezzi…)
2) a mio avviso sarebbe stato opportuno, anche se fortemente limitativo, inibire pure il trasferimento di titolarità per le suddette attività… mi chiedo se a questo si sia pensato??!!!??
3)E’ consentito… il mutamento merceologico per l’apertura di attività nei seguenti generi merceologici: … esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, … Ma sapete che il Comune di Roma è dal 2004 (!!!!!) che non ri-parametra il numero massimo di esercizi di somministrazione per municipio/zona??? Glissando sulla contradditorietà di tali parametri in relazione al principio di libera concerrenza, è comunque di questi giorni il regolamento regionale n.1 del 19/01/2009 che fissa in 90 gg il termine per determinare tale contingente numerico o comunque aggiornare il regolamento comunale in materia… vedremo un po’ cosa si farà nel I Muncipio e sopratutto all’Esquilino…
4) La Giunta Comunale entro sessanta giorni dall’approvazione del presente provvedimento istituirà con proprio atto una Commissione tecnica, con poteri meramente istruttori, finalizzata a verificare eventuali deroghe nel caso di presentazione di proposte d’attivazione commerciale caratterizzate da elevati standard qualitativi. Anche in questo caso attendo con ansia (e purtroppo scetticismo)…
5) Approfittando dell’attenzione della D.ssa Cicconi e rimanendo in tema di commercio, vorrei informare che “voci di quartiere” annunciano l’apertura di una nuova sala giochi all’Esquilino. La D.ssa si era prodigata (a ragione ma senza successo) per la chiusura della sala giochi di paizza Vittorio quindi potrebbe essere interessata a verificare l’attendibilità di questa notizia (DE, se lo ritieni opportuno in privato posso dirti dove dovrebbe aprire tale sala giochi).
Saluti
9 Gennaio, grazie per i soliti consueti spunti interessanti. Probabilmente sei la persona più competente per il commercio nel Rione, al Municipio dovrebbero pigliarti per una consulenza, altroché.
Riguardo alla sala giochi facci sapere, la redazione non tarderà a mandare qualche inviato sul luogo del misfatto.
non so nulla della salalgiochi, ma se avete notizie del luogo fatemele sapere,cmq, quella aperta pare che chiuda per morte naturale e da tempo non paga neanche più l’esoso affitto, vi assicuro non mi dispiace per niente per il proprietario
LetiziaCicconi
Mi sento una demente: non riesco a capire concretamente cosa cambierebbe rispetto ad ora? La situazione potrebbe migliorare?
Monica
Grazie Sessorium, la consulenza la farei molto volentieri e gratis se potesse essere utile… ti mando in posta l’indirizzo della sala giochi che non mi va di pubblicare in quanto come dicevo è una indiscrezione da verificare. Mi associo alla gioia della Cicconi anche se è amaro constatare che dobbiamo attendere la morte naturale dell’attività… come sospetto dovremmo fare anche per le altre attività commerciali non gradite nel rione…
@Monica: potrebbe migliorare nella misura in cui gli imprenditori commerciali “tradizionali” vorranno investire in zona visto che si dovrebbero rendere disponibili molti locali fin ora vincolati e che non potranno essere occupati con i soliti abbigliamento/calzature/etc cinesi.
grazie della risposta “anonimo”! Spero davvero che questo quartiere bellissimo possa riqualificarsi. Io abito al Penestino e il degrado ormai è dilagante, peccato che però non esista un blog come il vostro.
Sabato scorso però sono entrata in un negozio a viale marconi, gestito da due cinesi che stavano svendendo tutto perchè da lì a pochi giorni si sarebbero trasferite a piazza vittorio. Ma allora questa delibera non è ancora valida? Monica
La delibera ha effetto dal 10/02/2009 quindi è possibile che il trasferimento di sede di cui parli sia stato autorizzato prima di quella data. In ogni caso ribadisco che PURTROPPO NON è stato inibito il trasferimento d’azienda quindi nulla osta affinchè una attività di abbigliamento/calzature/bigiotteria venga rimpiazzata (ceduta ad altro imprenditore a suon di soldoni…) da una attività nel medesimo settore… possiamo quindi sperare che tali attività non aumentino in numero ma in quanto alla loro diminuzione… mhhh…dovremmo forse guardare all’esempio di Milano!!!!
Si, intato a via alfredo cappellini i negozi sono rimasti aperti pur non potendo… vergogna vergogna.