E anche oggi Via Paolina
La nostra denunzia di ieri riguardo allo stato di degrado di Via Paolina, nel suo incrocio con Via Liberiana e quindi nel suo punto più importante di passaggio turistico a fianco della Basilica di Santa Maria Maggiore, ha sortito i suoi effetti. Il consigliere pidiellino del Primo Municipio Stefano Tozzi, che già da tempo segue le sorti tra l’altro di queste particolari lande ai confini tra Monti ed Esquilino, ci ha contatto e ci ha inviato una nota che volentieri pubblichiamo e, in calce, commentiamo da bravi grilli parlanti condendo in tutto di consigli non richiesti. Buon lettura.
Via Paolina. Allora facciamo un pò di storia. Nel 2006 si decide di mettere in sicurezza il percorso dei bambini che vanno alla Baccarini (giustamente) con l’apposizione di pali parapedonali. Faccio presente che con l’aggiunta di due parapedonali si potrebbe valorizzare la fontanella di Via Paolina. Fontanella storica che è sempre molto fotografata dai turisti. Il Municipio accetta la mia proposta e dopo molte peripezie riusciamo ad apporre i due paletti. I residenti esprimono la loro soddisfazione anche perchè la fontanella è sempre invasa e coperta dalle macchine che parcheggiano abusivamente. Tempo due mesi però un paletto viene divelto e buttato a terra solamente perché le macchine che parcheggiano nelle strisce blu attigue, nel far manovra, non ce la fanno ad entrare. Siamo intervenuti già tre volte per le stesse motivazioni. La soluzione? Che al posto del parcheggio per le macchine si metta un parcheggio motorini (talaltro non ce ne sono abbastanza) in modo da evitare che le macchine buttino giù i paletti. Devo scrivere una nota all’assessore alla mobilità che già si è impegnato a ricevere tale proposta. Inoltre via Paolina da 5 anni è chiusa per un cantiere del Ministero delle Infrastrutture. Il cantiere è classificato NOS (secretato) quindi non è possibile sapere il cronoprogramma ma da voci insistenti si sa che anche se con due anni di ritardo la strada si riaprirà presto. Questa chiusura ha comportato un forte degrado della strada sia urbano che socio ambientale. La mia opinione è che finiti i lavori la ditta che ha tenuto il cantiere debba contribuire al ripristino dello stato precedente e al miglioramente dei marciapiedi (attualmente non più a norma). Sono a disposizione per altri chiarimenti.
Dunque, dunque. Ottima l’idea del miglioramento dei marciapiedi (con creazione delle orecchie, che risolverebbero questo problema alla base perché la fontanella sarebbe ricomprasa in una oracchia pedonale e non avrebbe più problema alcuno di sosta selvaggia), ma purtroppo utopistico pensare che la ditta che sta facendo i lavori nella caserma provveda. E’ già molto, molto difficile far rispettare ai privati questo genere di accordi per opere a scomputo quando sono siglati prima e sono inseriti nel contratto, figurarsi dopo… Riguardo al parcheggio per i motorini per evitare i danni ai paletti l’idea non è affatto male (anche se li, al posto di un moto-parking, vedremo bene, anzi benissimo, un parcheggio del bike-sharing quando l’Assessorato all’Ambiente avrà la bontà di lanciare questo servizio che esiste ormai in decine di città al mondo). Sta di fatto che sui parcheggi per le moto si è fatta e si rischia di continuare a fare una grande demagogia. Roma è l’unica città dove fare parcheggi significa dipingere strisce (il colore lo si sceglie in base al momento politico) e null’altro. Il risultato è che, come abbiamo documentato più volte, lo sbandierato aumento dei posti-motorino dell’ultimo riordino delle strisce by Sergio Marchi, bhe, è servito in realtà per aumentare i posti di sosta gratuita delle auto. Gli automobilisti si piazzano sui posti moto, l’ausiliario non può multarli per qualche indecente legge o regolamento o sentenza del Tar e tutto rimane come prima con l’aggravio della perdita del ticket (o della multa) da parte dell’amministrazione (sì, sì, lo so che ci sono anche i Vigili Urbani oltre ai ‘vigilini’, tuttavia…). E con la beffa di vedere le statistiche che fanno salire l’asticella dei posti moto disponibili. Dunque per non proporre posti moto disponibili solo in teoria occorrerebbe guardare a cosa si fa altrove; non a Città del Capo o a Shanghai…
Ma semplicemente a Milano. Città che certo non brilla per arredo urbano (ma si tratta pur sempre di un posto cento o mille volte migliore di Roma da quel punto di vista), ma dove hanno capito che un parking per moto deve essere, ehm…, un parking per moto! Come hanno fatto? Ve lo abbiamo mostrato qualche tempo fa e ve lo ri-mostriamo in questa foto. Domanda: è possibile fare sosta selvaggia su questi parcheggi? E’ possibile che due orende, inquinanti e pericolose microcar rubino il posto a sei scooter? La risposta è chiara. E allora consigliere Tozzi, visto che dobbiamo fare questa nota all’assessore alla Mobilità, vogliamo per caso proporgli, prima volta in assoluto a Roma, di fare un parcheggio per moto che sia un parcheggio per moto? Sarebbe una rivoluzione, sarebbe un precedente, sarebbe forse la svolta: gli altri municipi, gli altri uffici tecnici sarebbero in cattiva fede a non imitare. Gli elementi metallici a U rovesciata son troppo cari per le povere casse del Municipio? Mettiamo dei paletti singoli in ghisa (modello Via del Boschetto, very chic!), mettiamo degli elementi dissuasori a terra, inventiamo qualsiasi altro tipo di arredo che ci eviti la scena-oscena di vedere, domani, disegnate delle strisce bianche per moto con sopra l’ingombrante presenza di un suv che fa manovra e che abbatte i paletti come birilli al boowling… Ora abbiamo un danno, non aggungiamoci anche la beffa.
Articoli correlati:
- Paolina a metà
- Via Paolina s’imbelletta
- Via Paolina sembra Gaza
- Telenovela Via Paolina verso la risoluzione?
- Anche da noi!
categoria: articoli
Segnala questo articolo via e-mail
