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La favela attorno ai giornalai. Facile obbiettivo di guerrilla antidegrado

E questo è solo un esempio di azione di guerrilla antidegrado che si può fare in pochi minuti, senza rischi e prendendosi una grossa soddisfazione. L’operazione nasce da un assunto: Roma è e resta l’unica città nella quale ogni giornalaio, in centro o in periferia, è perfettamente autorizzato a permettere tutto intorno alla sua edicola la creazione di una più o meno vasta favela di cartoni, manifesti, pubblicità abusive varie. Ogni edicolante ha la sua “area di rispetto” all’interno della quale è padrone di fare occupazione di suolo pubblico, di infestare di locandine, di sporcare, eliminare visibilità e prospettive, appropriarsi di pali pubblici.
E’ ovvio che basterebbe una delibera e mezza multa per far cessare l’annoso malcostume, ma a quanto pare il degrado non dà noia a nessuno e allora per una volta abbiamo provato noi. In quattro minuti, a far piazza pulita davanti al giornalaio di Viale Manzoni, proprio quello davanti al grande semaforo. Le foto non rendono granché, ma tutti i partecipanti alla guerrilla garantiscono che se nella foto in alto la sensazione era quella, ahinoi molto conosciuta, di “metropoli-del-terzo-mondo”, la situazione successiva dava un respiro di città normale.
L’operazione avrebbe potuto completarsi con una finta lettera da parte di Ama, magari su finta carta intestata, da lasciare sotto la serranda dell’edicolante: “Caro Edicolante, siamo stati noi di Ama a pulire il tuo marciapiede, ti ricordiamo che la pubblicità abusiva e l’occupazione di suolo pubblico sono infrazioni passibili di alte multe, per questa volta abbiamo pulito e zitti, la prossima puliamo e contestualmente chiamiamo la Polizia Municipale per notificare la contravvezione. Accertati che non venga più realizzata la favela di pubblicità abusive attorno alla tua bottega. Cordiali saluti”.
Facile no? Il prossimo giornalaio? Quale?
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Commenti (6)

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  1. manuele mariani varese says:

    sabato, dopo aver ripulito alcuni segnali e molti pali stradali, ho fatto una cosa simile fuori un edicola di Milano, posizionata a pochi passi dal quartier generale di giorgio armani, nel cuore della milano elegante e modaiola: aveva legato una corda attorno a una delle uscite della fermata di metropolitana “montenapoleone” e ci aveva appeso poster e manifesti, io ho staccato e buttato via tutto, avanzi di vecchia corda compresi, ma ho timore che già il giorno dopo li abbia rimessi

  2. Theleme says:

    andrebbero ripetute e fatte a tappeto questo cose. cosìchè si da una imbeccata a ungiornalista del messaggero che va a intervistare le “vittime” della guerrilla e il degrado, anche e soprattutto quello che abbiamo metabolizzato e che ci sembra normale o persino giusto, torni ad essere al centro della discussione dei media romani. perchè mica se po parlà solo delle mignotte sulla salaria!

  3. Anonymous says:

    Sono assolutamente d’accordo sulla necessità che si tratti di azioni RIPETUTE. Nel caos quotidiano che ci circonda i gesti sporadici possono facilmente passare inosservati. Dal momento che non sarebbe possibile coprire tutto l’Esquilino (e men che mai tutta Roma !) a mio avviso bisognerebbe:
    1) selezionare dei “BERSAGLI” particolarmente visibili e/o con un particolare significato simbolico;
    2) organizzarsi per assicurare una certa FREQUENZA di intervento, quantomeno per un periodo iniziale;
    3) lasciare TRACCE tali che a nessuno possano sfuggire le ragioni dell’iniziativa (trasgressori, autorità che dovrebbero reprimerne i misfatti, altri residenti) e che anzi se ne parli anche in altri ambiti (ad es. con l’articolo sul Messaggero cui accennava Theleme… ma anche sollecitando l’inchiesta di un programma radiofonico o televisivo).
    Quest’ultimo aspetto è fondamentale: proprio perché molti cittadini romani, compresi quelli che si limitano a subire il degrado, lo considerano ormai “normale”, bisogna che il problema sia portato all’attenzione di una platea molto più vasta di quella delle consuete denunce “locali” per poter trovare un numero sufficiente di persone ancora capaci di indignarsi.
    Da soli contro tutti non si può far molto. Questo blog, che svolge una funzione meritoria nell’informare sui problemi, potrebbe fare ancora meglio se riuscisse a convogliare lo sforzo di più persone di buona volontà verso la loro – sia pure parziale – soluzione.

    gicci

  4. Anonymous says:

    Il prossimo giornalaio?
    Via Merulana, davanti al teatro Brancaccio, in mezzo al viavai di turisti.

  5. degradoroma says:

    Ottima iniziativa! E’ da tempo che sostengo che queste forme di “guerrilla” vadano messe in pratica con frequenza! Io mi limito di tanto in tanto a ripulire qualche palo da residui di scotch e carta con forbici e taglierino. Grandi, grandi, la prossima volta voglio esserci anch’io!

  6. DegradoRoma says:

    http://www.slide.com/r/rCNo0H_uyj-PKF–uh5p_n7-HG3PtVhF?previous_view=TICKER&previous_action=TICKER_ITEM_CLICK&ciid=504403158832619626

    Qui ci sono alcune foto di edicole che non aspettano altro che d iessere bonificate. Ci sono pure gli indirizzi. Che aspettiamo?
    Veni, vidi, estirpai.

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