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L’arredo urbano siamo noi

Chi l’avrebbe mai detto che nel controverso e cosiddetto “Decreto Anticrisi” oltre ai (sacrosanti, suvvia!) rincari per l’iva di Sky ci potessero essere dei dispositivi utili, anzi utilissimi, alle nostre battaglie civiche di caratura iperlocale!? Eppure è proprio così, nel dispositivo di governo pubblicato lo scorso sabato in Gazzetta Ufficiale c’è un fantasmagorico articolo 23 (anticipato nei commenti di questo blog qualche giorno fa dal buon Barney) che defiscalizza e liberalizza i “microprogetti di arredo urbano operati dalla società civile nello spirito della sussidiarietà” con tanto di silenzio assenso dopo due mesi dalla proposta all’ente più prossimo (nel nostro caso il Primo Municipio). Insomma scuole, associazioni culturali, condomini, studi d’architettura, comitati di quartiere, liberi cittadini, cooperative sociali. Tutti possono congegnare un progetto, proporlo all’amministrazione, descriverne il finanziamento (che sull’amministrazione non deve gravare) e, dopo 60 giorni, iniziare a realizzarlo fatto salvo il parere negativo. Se il controllo da parte del Municipio (o chi per lui) tiene bene, bhe, è una svolta: paletti anti sosta, panchine in legno, aiuole in guerrilla gardening, fioriere sul marciapiede dove le auto parcheggiano in divieto e poi aziende\sponsor, aziende\mecenate, aziende interessate a legare il loro marchio a progetti di qualità e lowcost e quant’altro che ci si possa inventare. E’ legge dello stato signori, ed è inserita nel Decreto Anticrisi, dunque darsi da fare, dare diffusione all’articolo di legge e -soprattutto ad iniziare da qui- dare gas al proprio senso civico. A noi il compito di informarvi, a voi quello di esprimere operatività e idee da mettere in pratica subito. Qui sotto il testo dell’articolo, da divulgare ad amici, conoscenti, a Roma e fuori. Nella speranza che tutti gli altri urban-blog ne evidenzino la portata potenzialmente rivoluzionaria.

Art. 23.
Detassazione dei microprogetti di arredo urbano o di interesse locale operati dalla società civile nello spirito della sussidiarietà

1. Per la realizzazione di opere di interesse locale, gruppi di cittadini organizzati possono formulare all’ente locale territoriale competente proposte operative di pronta realizzabilità, indicando nei costi ed i mezzi di finanziamento, senza oneri per l’ente medesimo. L’ente locale provvede sulla proposta, con il coinvolgimento, se necessario, di eventuali soggetti, enti ed uffici interessati, fornendo prescrizioni ed assistenza. Gli enti locali possono predisporre apposito regolamento per disciplinare le attività ed i processi di cui al presente comma.
2. Decorsi 2 mesi dalla presentazione della proposta, senza che l’ente locale abbia provveduto, la stessa e’, ad ogni effetto e nei confronti di ogni autorità pubblica e soggetto privato, approvata e autorizzata, senza necessità di emissione di alcun provvedimento. In tal caso, la realizzazione delle relative opere, a cura e sotto la responsabilità del gruppo proponente, deve iniziare entro 6 mesi ed essere completata entro 24 mesi dall’inizio dei lavori. La realizzazione degli interventi di cui al presente articolo che riguardino immobili sottoposti a tutela storico-artistica o paesaggistico-ambientale è subordinata al preventivo rilascio del parere o dell’autorizzazione richiesti dalle disposizioni di legge vigenti. Si applicano in particolare le disposizioni del testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, di cui al decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.
3. Le opere realizzate sono acquisite a titolo originario al patrimonio indisponibile dell’ente competente.
4. La realizzazione delle opere di cui al comma 1 non può in ogni caso dare luogo ad oneri fiscali ed amministrativi a carico del gruppo attuatore, fatta eccezione per l’imposta sul valore aggiunto. I contributi versati per la formulazione delle proposte e la realizzazione delle opere sono, fino alla attuazione del federalismo fiscale, ammessi in detrazione dall’imposta sul reddito dei soggetti che li hanno erogati, nella misura del 36 per cento, nel rispetto dei limiti di ammontare e delle modalità di cui all’articolo 1 della legge 27 dicembre 1997, n. 449 e relativi provvedimenti di attuazione, e per il periodo di applicazione delle agevolazioni previste dal medesimo articolo 1. Successivamente, ne sarà previstala detrazione dai tributi propri dell’ente competente.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano nelle regioni a statuto ordinario a decorrere dal 60° giorno dalla data di entrata in vigore del presente decreto, salvo che le leggi regionali vigenti siano già conformi a quanto previsto dai commi 1, 2 e 3 del presente articolo. Resta fermo che le regioni a statuto ordinario possono ampliare o ridurre l’ambito applicativo delle disposizioni di cui al periodo precedente. E’ fatta in ogni caso salva la potestà legislativa esclusiva delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano.

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categoria: articoli

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