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Senza parole, senza commento, senza foto. Un’Ansa del 15 luglio 2008

ROMA – Un patto tra uno dei clan storici della camorra napoletana, i Giuliano, e la criminalità cinese. E’ quello sugellato a Roma, nel quartiere Esquilino cuore della Chinatown della capitale e luogo scelto come scenario per gli affari dell’organizzazione azzerata dalla Dia, con sette arresti. Per gli affari sporchi clan e mafia cinese avevano creato anche una società usata per reinvestire capitali frutto della vendita della merce contraffatta importata dalla Cina: soldi destinata all’acquisto di appartamenti e negozi tutti all’Esquilino, un tempo quartiere bene della capitale ora scelto dalla comunità cinese per vivere e lavorare.

Negozi, appartamenti e magazzini erano sotto il controllo del clan che era in grado di fornire mano d’opera per la vendita al dettaglio. Ma l’attività illecita è stata scoperta dal centro operativo della Dia di Roma diretto dal colonnello Paolo La Forgia, che all’alba di oggi ha eseguito sette delle otto ordinanze emesse dal Gip del tribunale della capitale su richiesta del sostituto procuratore antimafia, Capaldo. A Roma o finiti in manette Martino Solito, Pasquale Falanga e Vincenzo De Bernardo, mentre un quarto indagato è sfuggito alla cattura. Arresti anche a Cassino per Luigi e Vincenzo Terenzio e Mario De Falco, mentre a Napoli la Dia ha arrestato Domenico Cesarano. Indagati due imprenditori cinesi. L’inchiesta, denominata ‘Grande Muraglia’ è partita dalle dichiarazioni del pentito Salvatore Giuliano, appartenente al clan di Forcella, in carcere dal 2005.

Giuliano ha descritto agli inquirenti il meccanismo con il quale la camorra controllava il mercato delle griffe contraffatte che finivano sia nei negozi della Chinatown romana sia sulle bancarelle di tutti i mercati d’Italia. Migliaia di capi d’abbigliamento contraffatti giungevano a Napoli via mare direttamente dai produttori cinesi: la merce, dunque, veniva stoccata in grandi capannoni della zona vesuviana e a Martinafranca, in Puglia, per poi essere trasferita in alcuni magazzini di Cassino gestiti dai Terenzio. Solo in una seconda fase la merce giungeva a Roma dove veniva “imposta” ai commercianti dell’Esquilino, sia cinesi che italiani. Secondo quanto raccontato dagli inquirenti della Dia alcuni commercianti italiani sono arrivati a cedere le proprie attività ai cinesi perché non volevano sottostare alle pressioni della camorra.

L’attività del clan però non si fermava a questo: i referenti romani, infatti, svolgevano anche una vera e propria attività di intermediazione immobiliare gestendo alcune società e imponendo ai cinesi l’affitto o la locazione di negozi o appartamenti. I proventi venivano reinvestiti in bar, ristoranti e auto concessionarie: durante l’operazione sono stati sequestrati tre concessionarie a Cassino, una a Napoli e una a Bologna e un noto ristorante sempre a Cassino. Le indagini della Dia hanno portato alla luce anche quello che era il vero centro operativo del sodalizio criminale, la sede di un ufficio di consulenze, la Dafa in via Principe Amedeo, nel cuore dell’Esquilino. Qui avvenivano le riunioni tra i camorristi e i boss cinesi.

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categoria: articoli

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Commenti (6)

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  1. kenpachi1 says:

    Il re è nudo! Una cosa è chiara, quando c’è da far soldi, i mafiosi italiani farebbero patti pure col diavolo!

  2. 9 Gennaio 1900 says:

    Hai ragione… è difficile commentare questa notizia. Un paio di cose però sento di doverle dire. Ben vengano queste operazioni e ne auspico una al giorno MA… prevenire è meglio che curare!
    E' già stato detto in questo blog ma io vorrei ripeterlo all'infinito. Per contrastare la criminilità cinese&affiliati italiani, occorre RENDERGLI IMPOSSIBILI GLI AFFARI… allora ri-diciamolo:
    - ZTL
    - Aree pedonali, cordoli, etc…
    - Controlli fiscali agli esercizi commerciali
    - Controlli delle condizioni abitative nelle abitazioni private e dei contratti di locazione
    - Revisioni dei piani sul commercio all'ingrosso ed al dettaglio
    - Verifica delle categorie catastali degli immobili commerciali e del tipo di esercizi di vendita autorizzati
    - …

  3. Anonymous says:

    Scusa cosa c’azzecca la criminalità organizzata con il ZTL e le Aree pedonali, ??
    Vuoi bloccare i mafiosi nel traffico…..???
    AH ah AH ah ah

  4. 9 Gennaio 1900 says:

    A parte il tono… vabbè…
    Non mi riferisco alla mafia, ma alle attività criminali cinesi sul territorio dell’Esquilino.
    E ribadisco che una manovra efficacce è quella di ostacoalre con ogni mezzo i loro business. Credi che avrebbero senso gli ingrossi, gli show room mascherati da negozi al dettaglio, i magazzini colmi di merce contraffatta se non fosse possibile raggiungerli con i furgoni? Se il carico-scarico fosse regolamentato in maniera efficace? Se alcune strade fossero chiuse al traffico… a Milano presumibilmente verrà fatto nella zona di via Sarpi o quantomeno se ne parla… tu vagli a ridere in faccia io invece lo invidio un sindaco con le OO come la Moratti!

  5. Anonymous says:

    Scusami , non te la prendere scherzavo solamente.
    Per quanto riguarda la ztl con la criminalità organizzata non c’entra assolutamente niente e credo sia evidente (non riesco proprio a vedere il nesso, un conto e andare a controllare un altro bloccare il traffico).

    Mentre per quanto riguarda via sarpi alla fine sarà la solita propaganda…ma dai che vogliono risolvere (se vuoi ne riparliamo tra 5 mesi e sarà tutto uguale).
    L’Italia è questa, non si può fare niente. Guarda ad esempio il messaggero, prima faceva inchieste contro le bancarelle regolari, ora è cambiata la giunta e sotto inchiesta finiscono gliambulanti abusivi…
    Giunta che viene …inchiesta che comincia !

    PS lo vedi sono un tipo che scherza
    Ciao
    Joker

  6. assunta says:

    ma nessuno vi ha detto che tutto cio’ è stato un abbaglio della DIA e che questo clan non è mai esistito perchè non vi informano poi sui loro sbagli PERSONE INNOCENTI SONO STATI INCRIMINATI E VOI CI CREDETE BE’ STATE UN PO’ ATTENTI A QUESTI MAGISTRATI CHE NON SANNO FARE IL LORO LAVORO E SI SERVONO DEI PENTITI PER DARSI UN TONO

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