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Chelsea San Lorenzo


Nell’ambito dell’unica politica fin’ora portata innanzi con cipiglio dalla presente amministrazione capitolina (ovvero: distruggiamo-tutto-quello-che-è-stato-realizzato-negli-scorsi-quindici-anni-che-sia-buono-o-che-sia-cattivo), rientra anche l’eliminazione del progetto ‘abbattere la sopraelevata’. Il dinosauro di metallo che sovrasta lo Scalo San Lorenzo e si incunea fino ai vicoli del Pigneto svolazzando sulla prima parte della Prenestina, è destinato a salvarsi a stare a quanto dichiarato dall’assessore ai lavori pubblici Ghera. Troppi i milioni necessari per abbatterlo. E non tutti i mali vengono per nuocere, perché a noi il mostro piace. Certo naturalmente non come è ora, percorso da scatole di lamiera e intasato da ingorghi inqiunanti. Ci piace in prospettiva. Con l’idea, malcelata, di farlo diventare un giardino pensile. Uno spazio dove andare a prendere un aperitivo dopo una risalita con leziosi ascensori di cristallo. Un’arena sospesa per andarsi a vedere un film all’aperto, per andare a fare una partita a tennis, per un giro in bici o per una corsa corroborante lontano dai rumori e dagli effluvi della città. Un ambito dove organizzare orti didattici, centri anziani ad un passo dal blu, asili nido volanti. Lo spazio c’è, ed è tanto. E i soldi per toccare il cielo con un dito potrebbero essere messi dai privati.

Come sempre, quando si parla di urbanismo (per dirla alla spagnola), è Parigi a farla da maestra. La prima sopraelevata riqualificata è nel quartiere di Bercy. Una passeggiata di negozi, verde e attività artigianali. Perfetta. Ma se Parigi insegna, New York impara e impara bene. Da Greenwich parte, infatti, una ferrovia urbana sopraelevata che percorre, diretta verso nord, tutto il Meatpacking District, taglia in due sia la bassa che la alta Chelsea fino a perdersi in quella prateria di nulla che sta alle spalle di Penn Station e del terrificante Bus Terminal. Si chiama High Line, doveva essere distrutta, ma anche grazie ad una associazione Friends of the High Line ha iniziato il suo processo di riqualificazione (i cantieri vanno avanti che è una bellezza) fatto di giardini, alberghi, piazze e percorsi pedonali. Nella Grande Mela, oggi, tutti le vogliono bene. Per rifarsi e lustrarsi gli occhi a riguardo vi riportiamo il video qui sopra che ben spiega il progetto.
L’associazione amici, alla quale Degrado Esquilino chiederà di aderire, ce l’abbiamo anche a Roma. Speriamo che gli Amici del Mostro abbiamo la stessa efficacia dei cugini manhattaniani, il confronto tra i due siti web, ahinoi, la dice lunga sul differente approccio…

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categoria: articoli

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Commenti (2)

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  1. RondoneR says:

    non si apre il link degli amici del mostro!

  2. Anonymous says:

    Caspiterina !

    Comunque non mi smbra il caso di dare responsabilità all’attuale giunta. Dubito che Rutelli e Veltroni riuscirebbero a fare di meglio (non per niente nonostante varie promesse la sopraelevata non è mai stata toccata).

    Pablito

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