Subscribe via RSS Feed

Il nostro bike-sharing


Roma ha inaugurato il suo servizio di bike-sharing. E per sottolineare l’inadeguatezza su tutta la linea del prodotto basti dire, appunto, che tutti lo chiamano “bike sharing” e non con il suo nome di battesimo che è antipatico e difficile da pronunciare e da scrivere (Roma-n-bike, niente a che vedere con i friendly Velib’ di Parigi, Velo’v di Lyon, Bicing di Barcellona). La bici condivisa all’amatriciana è una sorta di presa per i fondelli, la sperimentazione è partita con 200 biciclette solo in un Municipio, il Primo, e solo in alcuni rioni di quest’ultimo. A Parigi, in tutti i quartieri, si partì a sperimentare con 10.600 bici. Giusto per capire le proporzioni. Il servizio pare, ahinoi, fatto apposta per non funzionare: kafkiane procedure per abbonarsi, orari di utilizzo non estensibili alla notte, impossbilità (fatta eccezione per Piazza di Spagna) di fare lo scambio tra metro e bici e via dicendo.
Anche se tutto sembra essere realizzato per poter dire, tra sei mesi, “a Roma la bicicletta non è il mezzo adatto su cui investire”, noi, che sappiamo bene che così non sarebbe se solo le cose venissero fatte per bene (e sarebbe richiesto non già inventare qualcosa, ma semplicemente copiare quanto si fa in tutta Europa), proviamo ad essere propositivi e prepariamo la mappa delle stazioni del bike sharing che vorremmo all’Esquilino e dintorni. Essì perché il nostro presidente, Orlando Corsetti, ha dichiarato che vorrebbe per tutto il municipio almeno 1000 biciclette.
Noi all’Esquilino, che ospitiamo tra l’altro molte fermate della metro e il più grande terminal ferroviario d’Europa, crediamo di meritarcene almeno 400. Con, diciamo, una ventina di stazioni. Ed ecco la domanda: dove le posizionereste? Il passo successivo sarà la creazione su file di una mappa che faremo arrivare al Municipio, in modo che ne possa fare buon uso quando -speriamo- gli verrà richiesto di fare le sue proposte sull’allargamento di questo servizio che ha rivoluzionato la mobilità in moltissime città del mondo.

Share

si parla di: ,

categoria: articoli

Segnala questo articolo via e-mail

Commenti (20)

Trackback URL | Feed RSS dei commenti

  1. RondoneR says:

    anche a me sta venendo il sospetto che l’iniziativa sia votata al fallimento per dimostrarne l’inattuabilità, eppure (o proprio per questo) mi sono iscritto (io che ho 3 biciclette e praticamente a Roma vivo sul sellino) e sono entusiasta comunque per il tentativo.

    Tocca a noi difenderlo e mostrare invece che presto occorrerà allargarlo.

    Ieri notte accompagnando una signora mi sono fatto a piedi Piazza Dante – Piazza Venezia

    Bello e romantico. In bici sarebbe stata una poesia.

  2. Federico says:

    Caro Massimiliano, il progetto di realizzare punti di sosta del bike sharing all’Esquilino era già anche nel mio programma, ed è una cosa che mi piacerebbe portare avanti.

    Io avevo già in mente un paio di posti dove collocare le biciclette (penso, così per dire, a piazza Pepe, ottima perchè vicina alla stazione, all’università, e l’idea consentirebbe anche di rivalutare una piazza poco frequentata), mi farebbe molto piacere che chi legge e segue assiduamente il blog possa intervenire e dire la sua.
    Federico

  3. 9 Gennaio 1900 says:

    I prezzi non sono così popolari….
    “la prima mezz’ora di pedalata è gratis; la seconda costa un euro, la terza due e ogni mezz’ora successiva alla terza costa quattro euro”…
    “È possibile utilizzare la bicicletta per un massimo di 4 (quattro) ore giornaliere.”

    Io proporrei Piazza Dante (al proposito: sapete per quali lavori è chiusa da varie settimane e quando riaprirà???)

  4. sessorium says:

    Allora aggiudicata Piazza Dante per acclamazione. Ma dobbiamo arrivare a 20 punti. Perché affinché funzioni alla perfezione, il bike sharing deve avere una distanza tra stazione e stazione di non più di 300mt. Piazza Dante è ovvio che vi sia perché oltre agli uffici, c’è una importante (nuova) sede universitaria. E sia in questa che nelle altre sedi universitarie del Rione deve esserci una robusta presenza del bike sharing.

    Federico Migliaccio, mi ricordo del tuo programma con piacere perché vi erano contenuti riferimenti a due soluzioni importanti al traffico mediorientale che attanaglia la città: il bike sharing ed il car sharing. La stazione a Piazza Pepe ci deve essere, la piazza si presta alla perfezione visto che ancora non gli è stato trovato un vero ruolo. Ma sarà una stazione più a servizio del teatro e del mercato, non di Termini Station, a Termini infatti dovrà andare una sua stazione del bike sharing dedicata, con non meno di 60 bici direi 20 da un lato, 20 dall’altro e 30 in testa, su Piazza dei Cinquecento.

    Andiamo avanti che voglio entro la settimana fare la mappa eh.

  5. sessorium says:

    9 gennaio, i prezzi sono quelli delle altre città europee. In questo e solo in questo siamo eguali a Parigi, Vienna, Barcellona, Lione…

  6. Anonymous says:

    Ma ci sono già dei punti di bike sharing all’Esquilino? Li ho visti solo nelle zone attorno venezia e spagna. Io propongo piazza Fanti.

  7. 9 Gennaio 1900 says:

    Mah… però uno sforzo per far decollare l’iniziativa poteva farsi e poi, come hai giustamente affermato, ma che vogliamo paragonarci ai livelli di servizio offerti da Parigi, Vienna, Barcellona, …?
    Lo scorso anno sono stata a Copenhagen e per prendere una bici è sufficiente lasciare una cauzione di circa 3€ (come il carello della spesa)… certo noi questa mentalità non ce l’abbiamo…
    Comunque ad esempio a Parma, se non ricordo male, costa 1€ l’ora e per la prima ora è gratis…

    Insomma, un noleggio privato costerà 10-15€ al giorno….

  8. sessorium says:

    No attenzione. Qui pero’ dobbiamo capirci cosa è il bike sharing. Abbassare le tariffe dopo-la-prima-mezzora non sarebbe affatto un incentivo a farlo funzionare. Sarebbe un incentivo (semmai non ce ne fossero già troppi) a farlo fallire. Il servizio ha un senso solo ed esclusivamente nel continuo e isterico ricambio di biciclette. La prendo, faccio il mio piccolo spostamento, e la poso. Poi prendo la metro, arrivo altrove, ne prendo un’altra, faccio un altro pezzetto e via, la ri metto apposto affinché la prenda un altro. E così via. Chi trattiene per se la bici deve essere giustamente penalizzato.

    Il bike sharing non è un servizio per farsi il giro turistico di Copenaghen, è uno strumento della mobilità urbana come i taxi, il tram, la metro e i bus. E in questa ottica va visto, non in un ottica di tempo libero, di svago o di intrattenimento turistico.

    Quanto alla cauzione deve essere giustamente alta. Più è alta la cauzione più è stimolato il rispetto per una apparecchiatura che è di tutti e che dunque va tenuta bene. A Parigi la cauzione è di 250€, bloccati sulla carta di credito per tutta la durata del servizio. A Roma solo di 30, ma non è il (potenziale) risparmio economico a fare da volano al servizio.

  9. sessorium says:

    Stazione a Piazza Manfredo Fanti senza ombra di dubbio. Resta da decidere dove, io direi a fianco dell’entrata della Casa dell’Architettura.

  10. 9 Gennaio 1900 says:

    sessorium ha detto…
    “in questa ottica va visto, non in un ottica di tempo libero, di svago o di intrattenimento turistico…”
    E perchè non anche in questa ottica???
    Ad ogni modo…in qualsiasi ottica fosse, che ben venga!!!!
    Santa Croce? Così si rompono un po’ le OO ai pulmann turistici e si agevola lo scambio con i mezzi che fermano a Porta Maggiore?

  11. sessorium says:

    ESATTO !!! Finalmente questa cosa è uscita: le stazioni devono essere posizionate in maniera strategica per la mobilità della città e del rione. Ovvero devono andare a fare da cuneo in quegli spazi dove è frequente l’infrazione e la doppia fila.
    Penso ad esempio al tratto di strada che, a fianco dell’Hotel ES ed alla Discoteca Laziale congiunge Via Turati con Via Giolitti. Regno incontrastato della sosta dei furgoni. Ebbene lungo tutta quella strada metterei le venti colonnine di servizio a: hotel, discoteca laziale, stazione laziali.
    Per Santa Croce è e sarà più complicato: la soprintendenza, innamorata di smog e parcheggio selvaggio, fa resistenza alle biciclette. Già hanno fatto spostare alcune stazioni previste per il centro e, se il servizio si allargherà, faranno le barricate. Non faranno mai passare una stazione nel sagrato della Basilica, dunque il posizionamento dovrà essere più soft: le biciclette davanti alla chiesa non pasaran, per i torpedoni turistici invece è sempre via libera senza problemi, vero Soprintendenza?

  12. 9 Gennaio 1900 says:

    Ah già… e poi dove parcheggiano gli invitati alle cerimonie che si celebrano a Santa Croce???

    E invece proprio a Porta Maggiore? … lo spazio ci sarebbe ed anche lì si otterrebbe una riqualificazione dello spazio sotto gli archi (lato Via Giolitti ) ed un ostacolo alla sosta in quella zona…

  13. melozzo2000 says:

    Beh, ovviamente a Piazza Vittorio ne metterei almeno due in prossimità degli ingressi al giardino nei pressi delle fermate della metro. Però oltre il car e bike sharing un pensierino a punti per ricarica delle batterie per motori elettrici lo farei . Motorini e microcar elettriche (anche in sharing) contribuirebbero non poco a migliorare l’aria e sarebbero fruibili anche da chi per un motivo o per un altro non può utilizzare la bici.

  14. sessorium says:

    Piazza Vittorio aggiudicato. Penserei per la piazza a due stazioni da 15 colonnine Entrambe sul marciapiedone della piazza più che dal lato dei portici. Una in corrispondenza dell’apertura EST, vicino al gabbiottino della Municipale e una sul lato OVEST a servizio dei negozi di quel versante (Oviesse ecc e soprattutto dei nuovi grandi uffici dell’Enpam che sono prossimi all’inaugurazione.

  15. sessorium says:

    Porta Maggiore è lo spazio più importante dopo la Stazione Termini; la speranza è che la piazza diventi quello che si merita di diventare: un grande parco archeologico circolare. Dunque occorre collocare la stazione sì in prossimità del grosso terminal tram\autobus, ma anche in un punto che non ostacoli l’eventuale riqualificazione della Piazza che no è ancora all’ordine del giorno pur essendo ben specificata nel nuovo Piano Regolatore.

  16. Anonymous says:

    Corso Vittorio: vedo un punto di bike sharing ed incuriosito mi fermo a guardare. Tante bici e solo un paio di stalli vuoti ove avevano parcheggiato un paio di scooter.

    Mi chiedo: se fossi arrivato con la share-bici ed avessi dovuto lasciarla ne sarei stato impossibilitato dallo scooterista di turno.
    Che fa l’utente? Chiama la “municipale” ed aspetta?

    Siccome quella descritta penso sarà una situazione all’ordine del giorno credo sia necessario prevedere sistemi severi per delimitare gli spazi.

  17. sessorium says:

    E’ molto, molto semplice. Si arriva alla stazione, si osserva la situazione per cinque barra dieci secondi, ci si fa coraggio, si prende con due mani lo scooter, lo si tira con forza fuori dalla stazione del bike sharing e lo si lascia in mezzo alla strada. Possibilmente riverso da un lato, che perda tutta la benzina. O anche in piedi se non vi sentite tanto feroci. Oggi mi faccio una pedalata da quelle parti e intervengo in tal senso.

    Comunque giorni addietro ho già avvertito la municipale di vigilare su questo genere di cose. Direttamente al capo dei vigili del Primo Municipio. Ma quando l’ho detto ad un vigile per strada, mi fa: “ma a che serviranno ste bicilette… A Roma?” e io: “perché???”. E lui: “Ehmbe, i colli…”, “e scusi a Parigi non ci sono i colli forse?”. E lui: “e vabbe, ma i sanpietrini, le buche”. E io: “ma se il pave’ è una roba quasi più francese che italiana…”. Chiosa lui: “sooo dice lei…”

  18. Anonymous says:

    Un posteggio grande ci vuole a Piazza di Porta San Giovanni in Laterano, anche se credo sia Rionemonti.

  19. romacogitans says:

    “Conoscendoti” potresti risentirti, ma invece è inteso come complimento: questo articolo sembra scritto da me.

  20. alfb says:

    @sessorium

    Oggi mi faccio una pedalata da quelle parti e intervengo in tal senso

    Prima dacci la password del blog, se non ti vediamo per una settimana scriviamo un messaggio di saluto

Inserisci un commento



(facoltativo)