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E intanto a Milano…

immagine da www.vivisarpi.it

Su questo blog cerchiamo sempre di sorvolare sulle chiacchiere per mirare ai fatti concreti. Tuttavia questa volta le chiacchiere (altro che chiacchiere, si tratta di un accordo ufficiale, con tanto di imprimatur del vicesindaco) sono troppo appetibili per non essere riportate. Parliamo di Milano. Capitale del nord. Città in crisi di identità da quel fatidico 1992, ma pur sempre metropoli europea, civilissima, lontana anni luce dal sottosviluppo mediorientale che regna in altre capitali italiane, senza far nomi… Cosa è successo all’ombra della Madunina? E’ successo che il Comune ha fissato i paletti per il ridisegno della China Town meneghina. A partire da Settembre, se gli accordi saranno rispettati ma nulla lascia dubitare, Via Paolo Sarpi (e traverse) non sarà più quella che è stata sino ad oggi. Cosa è stata? Quello che è anche la nostra China Town: sosta selvaggia, carrellini, disordine, furgoni, carico\scarico ad ore impensate e tanti, tanti ingrossi cinesi. Chèz nous governati dalla malavita organizzata, da loro forse pure. Ebbene, signori, si pedonalizza. Le promesse elettorali di Donna Letizia Moratti non rimarranno tali e si concreteranno in quella che il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato ha definito una “pedonalizzazione spuria“, ovvero uno stop alle macchine che però ancora non viene seguito da una riqualificazione dell’arredo urbano. Riqualificazione che arriverà, comunque, a seguito di uno storno di 4-5 milioni dal bilancio 2008, a partire da maggio 2009. E allora sarà un tripudio di fioriere, dehors, tavolini, eliminazione dei marciapiedi. “Per venirsi a prendere un caffé o fare un aperitivo” dice sornione De Corato. Un’area pedonale protetta da telecamere che impedirà anche l’accesso a taxi e mezzi pubblici (potranno passare coloro che, residenti, hanno un box), ma che soprattutto renderà impossibile nei fatti il commercio illegale all’ingrosso.
Abbiamo avuto fin troppa pazienza, ma loro vogliono soltanto prendere tempo e fare i furbi” dichiara l’assessore alle attività produttive Tiziana Maiolo che conclude dicendo che gli orientali “saranno costretti a lasciare“.
Naturalmente nessuno vuole tarpare le ali alla innata pulsione cinese di smerciare all’ingrosso prodotti e beni di risibile qualità. E infatti il Comune di Milano ha messo a disposizione per i grossisti orientali una piattaforma logistica in una zona periferica (Via Missaglia) dove addirittura l’amministrazione è disposta a partecipare alle spese di trasloco anche con quattrini a fondo perduto. Già qualche grossista ha iniziato a trasferirsi fuori dalla cinta dei viali…
Insomma, la classica soluzione win-win, in cui tutti vincono. I cinesi avranno i loro mercati generali ben raggiungibili dai furgoni e dai tir; i cittadini di Via Sarpi e dintorni si ritroveranno in un quartiere gioiellino (si narra che la zona avrà come modello addirittura la centralissima Via Dante), i commercianti italiani hanno evitato lo spauracchio della Ztl che secondo loro mortifica il commercio e Milano tutta eviterà tensioni e scontri come quelli che ci sono stati lo scorso anno.
Quant’è lontana, Milano.
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Commenti (10)

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  1. Anonymous says:

    Glielo dobbiamo sbattare in faccia, ai nostri governanti, questo accordo milanese.

  2. 9 Gennaio 1900 says:

    che dire? sarebbe un sogno se all’Esquilino si seguisse l’esempio…
    c’è da augurarsi che l’esperimento di Milano vada a buon fine e che sia da stimolo per l’amministrazione capitolina; dal canto nostro potremmmo far pressioni affinchè si possa iniziare a parlarne anche qui a Roma…

  3. Anonymous says:

    Comune di Milano ha messo a disposizione per i grossisti orientali una piattaforma logistica in una zona periferica (Via Missaglia) dove addirittura l’amministrazione è disposta a partecipare alle spese di trasloco anche con quattrini a fondo perduto

    A me invece questo accordo non piace, è chiaramente figlio di un’idea di cinese uguale degrado . Mi sembra tanto un annichilimento di diritti…posso essere d’accordo che debbano rispettare le leggi ma sempre con reciproco rispetto.
    Se allontaniamo via i cinesi da piazza vittorio , dove li mandiamo ? Ad ostia ? e cosa direbbero i nuovi vicini di casa ? E se costruiscono un casinò sul lungomare li allontaniamo via di nuovo perchè portano sporcizia ? Li mandiamo altrove….???
    Per fortuna Roma non è milano…

    Pablito

  4. sessorium says:

    No Pablito. Nessuno ha mai parlato, a Milano come a Roma, di mandare via i Cinesi. Si parla, esclusivamente, di mandare via i grossisti. L’equazione è grossisti=degrado, non certo cinesi=degrado. Chi è stato in Cina sa bene come i commercianti cinesi sappiano proporre negozi, ristoranti, centri commerciali e boutique che noi semplicemente ci sognamo per qualità architettonica, gusto, pulizia, decoro. Dunque figurarsi se ce la si prende contro i cinesi…

    A Roma l’ASIAN CENTER lo si potrebbe fare a Ponte Galeria o a Guidonia vicino al Car. Di posti ce ne sono a bizzeffe e sono i posti dove stanno, poi, i grossisti italiani. Che in centro non posso stare per legge. Solo che sta legge non la si applica, chissà perché, per gli stranieri.

  5. sessorium says:

    Bisogna fare passaparola di questa notizia a tutti e il più possibile. Perché qualcosa mi dice che i giornali romani non divulgheranno…

  6. 9 Gennaio 1900 says:

    lo si è detto più volte in questo blog che nessuno vuole fare una guerra di etnie (cinesi, bangladeshi, italiani,…) ma una guerra alla legalità ed al decoro… e ciò che si contesta sono le conseguenze del commercio all’ingrosso se effettuato in zone delicate e non attrezzate come i centri storici (ma più in generale nei centri ad alta densità abitativa) che dovrebbero essere deputati ad altri tipi di attività.
    Detto questo a me sembra non solo giusto ma anche logico che le attività di questo tipo vengano concentrate in punti dotati delle infrastrutture necessarie dove risultano, tra l’altro, più semplici anche i controlli.

  7. Anonymous says:

    Si forse ho frainteso la foto…vedere gente che fa le valige richiama immagini del passato !

    Allora converrai con me che se il problema sono i grossisti…deve riguardate tutti i grossisti a prescindere della nazionalità.

    PS diciamo che a milano non tutti hanno parlato di mandare via i cinesi (dai qualcuno l’ha detto…)

    Pablito

  8. sessorium says:

    Pablo quelle non sono valige, magari lo fossero. Quelle sono scene di ordinario carico\scarico abusivo che si possono rimirare nelle China Town romane o milanesi ad ogni ora del giorno e della sera.

  9. Anonymous says:

    allora doppio fraintendimento…o se preferisci pri pro qua oppure era qui pro qua, vabbè ci siamo capiti.

    ps mi chiamo Pablito…non pablo ! Ti piacerebbe se ti chiamassi sesso….?

    Pablito

  10. Anonymous says:

    Prima di raccontare i mirabolanti successi di Donna Letizia andate a leggere il sito vivisarpi cosi saprete con certezza quello che accade a Milano

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