Per l’ennesima volta, Via Turati
Sia chiaro che l’Esquilino che abbiamo in mente è un Esquilino dove chi sbaglia paga. Senza sconti. E le ganasce, che ogni tanto, ma purtroppo solo ogni tanto, vediamo applicate ai cafoni che posteggiano sulla corsia preferenziale di Via Filippo Turati, vanno in questa direzione.
Via Turati, come ripetiamo fino allo sfinimento, è una strada che potrebbe essere salvata in poche mosse, anzi in una: un cordolo. Installare un cordolo a protezione della corsia preferenziale su questa strada farebbe ottenere, in un colpo solo, l’eliminazione della sosta selvaggia sulla corsia preferenziale stessa (i bus non avrebbero più modo di scansare le auto) e la soppressione della doppiafila sul lato sinistro della carreggiata (dove rimarrebbe lo spazio solo per il transito delle auto, non certo per la sosta, neppure di pochi istanti).
A riprova della situazione ri-proponiamo il video che settimane fa abbiamo girato in questa strada, dal quale si può facilmente osservare la clamorosa situazione della sosta su questa strada.
Articoli correlati:
- Via Turati. Un cordolo ci salverà?
- Turati (il naso)
- Saluti da Chisinau
- Un cordolo per salvare il rione? Potrebbe bastare
- C’erano una volta le corsie preferenziali
categoria: articoli
Segnala questo articolo via e-mail

COmplimenti ancora per questo video degrado. Veramente basterebbe poco per risolvere. Buona propsota.
E’ vero, in quel modo la liberiamo in un attimo .
Grandegrado!!!
Il cordolo non lo metteranno mai, però se rifacessero i marciapiedi e mettessero le parigine, sarebbe già gran cosa!
La proposta è, come sempre, sensata
ed intelligente. L’unico auspicio, a questo punto, è che “qualcuno” dal Comune ne tragga una buona ispirazione!
Post scriptum: perchè nessuno controlla anche la sosta selvaggia delle autovetture ormai regolarmente “parcheggiate” trasversalmente agli angoli di Viale Carlo Felice e fuori dagli spazi consentiti dalle linee blu in tutte le vie limitrofe???
Come mai dici che mai metteranno il cordolo???
Giusta la proposta delle parigine. Ma occorre lottare per il cordolo, altroche